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domenica 14 marzo 2010

Ku Klux Klown


Un bravo ragazzo modenese è stato denunciato (non arrestato) perchè stava lavorando per aprire la filiale italiana di un franchising statunitense di successo denominato Ku Klux Klan. Com'è noto questa società privata si occupa della purezza della razza bianca, ma la sua abnegazione nel voler rendere servigi all'Umanità si spinge fino al desiderio di praticare pulizia non solo verso le persone dalla pelle un poco più abbronzata ma anche verso ebrei, gay, musulmani, e tutti coloro che non condividono i medesimi alti ideali e valori fondamentali.

L'impegno commovente di B. A., che in passato si era dedicato anche a simpatiche organizzazioni di estrema destra e skinhead, è stato stroncato sul nascere dalla soffocante presenza della Polizia Postale, rea di voler ostacolare la libera iniziativa e l'imprenditoria giovanile, come spesso accade in uno stato comunista come il nostro.

Ma il buon B. A. (tali sono le iniziali del suo nome, che si prestano anche a gustosi acrostici come Balilla Antico, Boia Ariano, Black Ass o Bituminoso Asinaccio) saprà sicuramente approfittare della conservata libertà per continuare a coltivare le proprie idee. Lo spazio nella testa non gli mancherà, vista l'assenza dell'inquilino deputato.

(14/3/2010)

domenica 7 marzo 2010

Piccoli xenofobi crescono


Quando si leggono certe notizie non si sa se reagire ridendo, piangendo o decidendo di cambiare direttamente paese. O continente. La destra xenofoba fa proseliti anche in Olanda. Non mi sembra una gran notizia. Ormai siamo abituati all'idea che di stronzi è pieno il globo terracqueo e non vedo perchè l'Olanda debba fare eccezione.

La vera notizia, invece, è che il presidente della Repubblica Italiana, tale Giorgio Napolitano, se ne preoccupi. Vabbè, c'è da considerare che Napolitano era a Bruxelles, in un contesto internazionale, gli avranno fatto una domanda e non è che potesse smarcarsi fingendo sufficienza.

Ma se davvero il buon Giorgio è preoccupato per queste faccende, perchè non ha partecipato al No Razzismo Day di ieri? Perchè non l'ha patrocinato? E perchè non organizza un viaggio ufficiale presso il Parlamento di Mantova e non comincia a dispensare qualche sana rampogna? Sapete, da un Presidente ci si aspetta sempre qualcosa in più delle solite chiacchiere di prammatica.
(7/3/2010)

giovedì 4 marzo 2010

No Razzismo Day - Milano, sabato 6 marzo 2010



Sabato prossimo, 6 marzo 2010, si terrà a Milano la manifestazione NO RAZZISMO DAY.
Qui e qui potete trovare le informazioni necessarie. Chissà che non ci si veda tra la folla.
Le motivazioni le lascio alle parole degli organizzatori:

IL LIBRO DEI SOGNI – 10 sogni da conquistare per un’ Italia orientata al progresso contro la barbarie.
DIVERSO...PERCHE'? STRANIERO...DOVE? ALTRO...QUANDO? Siamo tutti parte del medesimo respiro. Smettiamo di accettare per ignavia l'esclusione e l'invenzione di nuove differenze. Non respingere, Accogli! Impegnati!
NO! RAZZISMO-NO! OMOFOBIA-NO! XENOFOBIA

Premessa:
NERI, NOI COME LORO, UOMINI NON BRACCIA!

Tacere ormai è essere complici! Significa acconsentire a uno stato di cose vergognoso fatto di bidonville, di fame, di paura e di miseria sistematizzate.

Un degrado e uno sfruttamento diffusi da nord a sud e indegni di un paese civile. La politica della gente comune ha ormai superato lo stadio che impantana la politica italiana. Noi siamo gente del sud, del nord, immigrati, delle più diverse convinzioni politiche e religiose che hanno scoperto di avere 10 sogni in comune la cui realizzazione è necessaria per trasformare la società italiana in un mondo meno ingiusto.

Vogliamo unire la ricchezza delle nostre differenze e usarla come leva per scardinare la mentalità della divisione, dell’indifferenza e dell’arroganza che sta avvelenando il Paese. Questo sforzo corre su Facebook e lo sta attraversando come uno tzunami. Un’onda identica a quella che sta attraversando il Paese.

E’ giunto il tempo della trasformazione del dissenso individuale e degli impegni generici in scelte di campo e in azioni di lotta pacifiche ma determinate. Azioni condivise sul terreno della condivisione dei principi e degli ideali. Il nostro non è solo un sogno velleitario, ma una battaglia di civiltà per il progresso umano e l’affermazione dei diritti. In pratica una battaglia per affermare la lettera e i valori della Costituzione Repubblicana e la carta dei Diritti dell’ Uomo. Non è poco perché è ormai su questo terreno che si afferma la fondamentale differenza fra progresso dell’umanità e la conservazione di nuovi e vecchi privilegi.
E quindi:
noi abbiamo un sogno. Che nel Paese venga isolato e sconfitto il clima di intolleranza verso i migranti che è stato in modo cosciente seminato nel Paese anche da irresponsabili forze di governo.
Noi abbiamo un secondo sogno: che ai migranti, a prescindere dal loro status, siano garantiti i diritti fondamentali, umani e civili, previsti dalla costituzione e dalle leggi internazionali, in particolare in relazione agli articoli 2, 3 e 8 della costituzione con riferimento anche alla convenzione 143 della UE che garantisce la promozione della parità di opportunità e di trattamento dei lavoratori migranti ratificata dal nostro paese nel 1981. Sappiamo che l’esclusione del diverso dai diritti è la premessa necessaria alla riduzione dei diritti di tutti come già drammaticamente avvenuto nella recente storia del nostro Paese.
Noi abbiamo un terzo sogno: che nel nostro Paese cessino le violazioni dei diritti umani per i lavoratori migranti sprovvisti di documenti e cessi la aggressiva e discriminatoria retorica usata da leader politici, in particolare della Lega Nord, che istigano alla xenofobia e al razzismo e che associano esplicitamente la criminalità ai Rom, ai credenti di fede musulmana e agli africani in quanto “diversi” dal punto di vista etno-genetico, creando un ambiente di intolleranza e ostilità pregiudiziale nell’opinione pubblica
Noi abbiamo un quarto sogno: che nel nostro paese cessino le gravi violazioni dei diritti umani verso i lavoratori migranti dell’Africa, dell’Est Europa e dell’Asia, cessi la abominevole pratica dei respingimenti e dell’omissione di soccorso, cessino maltrattamenti, salari infimi, orari eccessivi e cessino le situazioni di lavoro schiavistico in cui parte della paga è trattenuta dall’impresa per un posto in dormitori affollati senza acqua né elettricità o in cui i lavoratori sono costretti a vivere in bidonville fatiscenti e degne persino delle aree più desolate del terzo mondo.
Noi abbiamo un quinto sogno: che nel Nostro Paese venga applicata la legge punendo prese di posizione pubbliche razziste e xenofobe contro gli immigrati e vengano sanzionati come istigazione alla violenza discorsi pubblici e prese di posizione politiche di tipo discriminatorio ispirate dall’odio contro gli stranieri.
Noi abbiamo un sesto sogno: che i centri di “identificazione” cessino di essere dei lager e che non si ripetano maltrattamenti ingiustificati verso i Rom, specialmente quelli di origine romena, durante i raid per lo sgombero dei campi.
Noi abbiamo un settimo sogno: che il governo di questo paese compia atti concreti per migliorare nella pubblica opinione, la conoscenza e la consapevolezza della discriminazione, e per integrare concretamente e in modo duraturo i migranti e le loro famiglie come membri della società a tutti gli effetti.
Noi abbiamo un ottavo sogno: che in questo paese cessi la violenza della xenofobia, della omofobia e del razzismo perché il rischio è quello di una deriva violenta e incontrollabile le cui conseguenze lascerebbero ferite destinate a non sanarsi mai più precipitando l?Italia in una vergognosa condizione unica nei paesi del mondo ad economia avanzata, vanificando quanto di buono, con il coraggio, il sangue e il sudore e la qualità del loro lavoro, i nostri emigranti hanno fatto in tutto il mondo per il prestigio della nostra comunità nazionale.
Noi abbiamo un nono sogno: che l’Italia e gli italiani riescano a far dimenticare alla comunità internazionale la vergogna delle atrocità commesse nelle colonie durante il ventennio fascista e l’atrocità delle leggi razziali del fascismo contro la comunità ebraica italiana.
Noi abbiamo un decimo sogno: che in Italia prevalgano la logica del progresso e della promozione umana, la logica e la cultura dell’accoglienza e del soccorso, la pratica e la difesa della dignità delle persone, uomini e donne, di ogni colore e provenienza.

Camilo Cienfuegos
Antonella Codiglioni
Giandiego Marigo
Giovanni Brambilla
Elisabetta Pellattiero
L'Anti Berlusconi
Laura Buono
Claudio Musto
Paolo Agnelli
Neftali Basalto
Luigi Grimaldi

mercoledì 10 febbraio 2010

Ebrei di comodo, fascisti nell'animo


Leggo il post di Loris e non posso non pensare che da qualche anno gira un trucchetto miserabile che andrebbe smascherato a suon di pernacchie.
I fascisti, i neofascisti, i post fascisti, insomma tutta la razza dal cuore nero di questo paese, è convinta che per avere un certificato di buona condotta politica basti recarsi nelle assolate terre israeliane (meglio se dopo aver fatto una puntatina ad Auschwitz), calzarsi lo zucchetto sulle ventitré e fare quattro complimenti al governo di Israele, spingendosi fino a sdoganarne le peggiori malefatte e, con aria contrita, dichiarare di sentirsi israeliano!
E' facile essere solidali con le proprie vittime di sessant'anni fa, specie se oggi hanno un governo reazionario come pochi (e stranamente tanto miope da non accorgersi di essere usato da questi volponi), e sciacquarsi così la coscienza e la faccia per farla sembrare meno nera. E' furbo mostrare empatia di comodo con l'ebreo del 1940 sopravvissuto allo sterminio dei propri genitori storico-politici.
Un uomo politico che voglia il certificato di buona condotta è con l'ebreo del 2010 che deve essere solidale, e quest'ultimo ha la faccia e le mani dei rom, dei sinti, degli extracomunitari, dei musulmani, degli omosessuali, che invece continuano ad essere massacrati socialmente (e qualche volta fisicamente) tra l'indifferenza generale. Basterebbe leggere Roth per rendersi conto che le parole che oggi si spendono per queste categorie sono le stesse che negli anni Trenta erano impiegate per seminare diffidenza, disprezzo ed odio verso gli ebrei.
E' quantomeno singolare che la Germania che ha visto nascere l'abiezione del nazismo oggi sia un baluardo contro i rigurgiti eurofascisti. Lo stesso non si può dire dell'Italia. Poco più di un anno fa, nella multietnica Colonia, il sindaco conservatore Schramma ha capitanato la protesta contro il raduno delle estreme destre europee che si opponevano alla libertà di culto dei musulmani europei. In Italia i sindaci conservatori organizzano loro stessi le proteste contro gli stranieri. Il sindaco di Colonia sostiene che le città non appartengono a chi le ha fondate ma a chi le abita. In Italia si crede che i sindaci debbano rispondere ancora ad Alberto Da Giussano.
Dimenticavo: ricordate chi era l'esponente politico italiano pronto a dare man forte allo strame del neonazismo e neofascismo, in quel di Colonia? Il buon Borghezio, orgoglio delle italiche sponde, docente di infiltrazioni fasciste nelle istituzioni ed ironicamente membro della commissione per le libertà civili del Parlamento Europeo. Appunto.

(10/2/2010)

lunedì 18 maggio 2009

L'Antico Testamento in mezza capocchia! (Joseph)



Informato Padre,
Il portavoce dell'Università di Haifa ha presentato un microchip che è capace di contenere tutto l'Antico Testamento. Il chip ha una superficie di 0,5 millimetri quadrati, la metà di una capocchia di spillo. Com'è stata possibile un'impresa del genere: è un miracolo della scienza o della fede?
Tuo Newton


Centile Niuton,
impresa est stata possipilen perkè sono staten eliminaten ta Pippia tutte le parten no storikamenten timostrapili, episotien prifi ti sensen, kose razzisten und inkretipilen und krutelen per tignità umanen. Insomma est rimasto solo titolen et intirizzen kasa etitricen.

lunedì 27 aprile 2009

La legge è uguale per tutti gli stranieri (Otello)

La festa della Libberazione nun mi ha portato nessun beneficio, visto che sono ancora nella comunità a fa' penitenza e nessuno m'ha liberato. Ma quella de l'artroieri comunque è stata 'na giornata proficua perchè mi ha fatto pensare alla libbertà, all'importanza di aveccela e de quanto semo sfigati noi che l'avemo persa. Per colpa nostra, s'intende. Ma ho riflettuto pure che essere un delinquente o no non dipende solo dalle scelte de vita ma anche dalla città in cui se sta', e nun me riferisco ar benessere o alle opportunità de vita. Se c'ha 'na cosa che proprio nun sopporto dell'Italia è che c'ha na legge nova per ogni minuto che passa, e da quanno so' aumentate l'autonomie locali ce stanno vagonate de leggine pure per ogni reggione e comune. Per questo io potrei essere un delinquente o meno puro in base al comune in cui me trovo. Fortuna nostra, e me so' documentato, che la maggior parte delle leggi comunali so' fatte pe' anna' in culo agli stranieri, senno' un ergastolo per ogni italiano nun ce lo levava nisuno.


Per esempio, in provincia de Pordenone, ad Azzano Decimo, nun se po' gira' cor burqa. Fortuna che nun ce l'ho in guardarobba.

A Firenze e Venezia, mica paesotti, nun se po' trasportà merce in borzoni, sacchetti de plastica e simili; pare fatto apposta pe' complica' l'esistenza agli stranieri che fanno l'ambulanti e gireno coi borsoni pieni de robba, come facevano gli italiani magliari in Germania 'na cinquantina d'anni fa, ma me domanno se poi rompeno li cojoni anche alle signore che escono dal supermercato coi sacchetti de la spesa.

A Livraga, vicino Lodi, nun se po' usa' er camper in assetto d'abbitazione. E' fatto apposta pe' scoraggia' i rom a nun fa' bivacchi, ma se un padano ha bisogno de fermasse pe' fa 'n goccio d'acqua o pe' magnasse quarcosa all'aperto je fanno er mazzo puro a lui?

A Palermo invece è vietato qualunque bivacco, senza manco bisogno d'ave' er camper o la roulotte. Almeno so' più sbrigativi.

A Novara nun gradischeno l'assembramenti: se si sta in più de tre perzone in un parco o in un giardino pubblico è già na specie d'adunanza sediziosa, e nun se po' ffa'. Se i Ricchi e Poveri, che so' tre, dovessero 'ncrocià Pupo, che è quasi uno, se ponno parlà solo da lontano. Me sa che i Pooh se separeno per questo.

A Lucca addirittura, ner centro storico, nun se possono apri' locali pe' magna' cose diverse da quello che prevede la tradizione nostrana. E' fatto apposta pe' blocca' li kebbabbari, ma chissà se dicheno quarcosa anche alle pizzerie, che fanno alimenti della terrona zona napoletana, o le spaghetterie, che te servono stì cosi lunghi forse inventati dagli extracomunitari antichi cinesi!

A Rimini, e in tutta la costiera romagnola, è divennato vietato fasse fa' li massaggi in spiaggia. E' stato fatto pe' smorza' er commercio de sti' poveri ragazzi neri che pe' pochi spiccioli giraveno sotto ar sole pe' ddà cinque minuti de gioia a le tardone 'n vacanza. Però così magari le tardone er massaggino se lo ponno fa' fare in privato, e magara i regazzi ce guadagneno quarcosina 'n più.

A Vicenza invece li giovinotti nun se ponno manco sede' sulle panchine: hanno fatto n'ordinanza che permette de sedesse all'aperto solo dai 70 anni in su. E dar momento che in Italia difficilmente 'n extracomunitario arriva a quell'età, se la pija 'n saccoccia per tutta la vita.

A Trieste invece se te trovi senza un tetto e te scappa na pisciatina all'aperto te poi beccà 'na multa de 500 euri belli puliti. Che se li tenevi t'affittavi n'appartamento per un mese pe' piscià tutte le vorte che te scappava.

Inzomma, a pensà a tutte ste cose, l'artro giorno, 25 aprile, ho capito che pe' mme è stata quasi 'na libberazione stà chiuso in comunità, invece de sta' in giro a rischià la galera a ogni giardinetto!

Otello Scaccabarozzi

sabato 21 febbraio 2009

A Milano non si sfugge alle lezioni di religione (Joseph)


21 febbraio 2009
Gentile Padre,
sono una donna straniera residente in Italia da quasi vent'anni. Lavoro e risiedo a Milano e verso le mie tasse al comune di Milano, alla regione Lombardia ed allo Stato Italiano. Ormai mi considero italiana ed i miei figli frequentano le scuole italiane. Qualche giorno fa al mio figlio maggiore, che frequenta con profitto le superiori, è arrivata una
lettera della Curia con la quale lo si informa che: «Forse sei un po' a disagio in Italia, non conosci le persone, la lingua, alcuni modi di vivere. La nostra storia è profondamente segnata da quasi 2000 anni di religione cristiana cattolica..». Quindi lo si invita a frequentare le lezioni scolastiche di religione, informandolo che esiste una materia «che può aiutarti a conoscere il pensiero e la storia della Chiesa. Se ritieni giusto partecipare, sarai ben accolto. Non sei obbligato, tanto meno a diventare cristiano» (e meno male!) ma che «questo corso vuol arricchire le tue conoscenze e portarti a comprendere meglio la tua religione e quella del paese che ti accoglie. Potrai affrontare tanti problemi, tra cui il razzismo e la tolleranza».
Io non voglio contestare che con le mie tasse si paghino insegnanti di religione segnalati dalla Curia e che non hanno fatto alcun concorso pubblico per accedere a posti di ruolo statali, mentre il ministro Brunetta non perde occasione per fare le pulci a tutti gli altri dipendenti pubblici italiani. Mi chiedo solo per quale motivo mio figlio per sentirsi italiano, cioè per sentirsi parte di uno stato ufficialmente laico, debba conoscerne la religione e non la Storia, la geografia, la Costituzione, i veri valori fondanti. Io credo che mio figlio possa sentirsi più italiano studiando approfonditamente, per esempio, la storia del Risorgimento invece che le parabole di Gesù, mentre purtroppo Garibaldi viene liquidato in due paginette che si fanno frettolosamente a fine anno.
Io credo che in questi tempi di crisi i soldi spesi per pagare gli insegnanti di religione potrebbero essere investiti per migliorare le condizioni scolastiche, per ristrutturare la scuola, per comprare qualche libro in più, per migliorare il vitto dei bambini.
Inoltre mio figlio spesso si sente escluso non perchè di religione diversa ma perchè i suoi compagni di scuola lo prendono in giro per il diverso colore della pelle. Non sarà il caso di mandare quella lettera anche ai suoi compagni di scuola ed alle relative famiglie, visto che forse sono loro che devono affrontare il problema della tolleranza e del razzismo?
Con stima immutata,
Amina


Puona tonna,
lettera est infiata a tuo figlien e no a te, kvinti io no kapisce tu ti kosa ti impiccia. No sa ke no è pello leccere posta altrui? Forse tu tonna stranieren fuole inpetire a cittatinen italianen ti essere patronen a kasa propria e ti instauraren stato konfessionalen ke loro preferisce? Anke io stranieren in Italia ma no fa nulla per kontestaren scelte ti loro kiesen katoliken, anzi io fa parte ti ela. Io rikorta te ke a Recione Lomparta komanta Komunione Und Liperazionen: Komunione kon Tio und Liperazione ta laiken pensieren. Se tu no konkorta tu lipera ti tornare in tuo paesen e amen!

venerdì 20 febbraio 2009

La Madonna Del Manganello, protettrice dei fascisti! (Joseph)


20 febbraio 2009
Informato Padre,
il mio figlio maggiore Tonino ha un sogno nel cassetto: vorrebbe entrare in un corpo di Stato, poco importa se in quello di Polizia, dei Carabinieri o della Finanza. Il suo sogno è servire la legalità e manganellare i romeni stupratori delle donne italiche. Noi sappiamo che superare il concorso è difficile anche perchè le persone che ambiscono a tali posti di lavoro sono davvero tante. Noi siamo una povera famiglia contadina senza santi in paradiso. A chi dobbiamo votarci per ottenere un piccolo aiuto?
Pietro


Karo Pietren,
tu fotati molto in alten: a
Matonna Ti Mankanellen! Kvesta Matonna era feneraten in Fipo Falenzien turante kloriosen fentennio fascisten, kvando kiesa facefa kvalunkve kosa per konpiaceren Tuce Musolinen, e statuen fu skolpiten ta krante skultoren Ciuseppen Malekoren. Matonna Ti Mankanellen fu prima protettrice ti skvatristen e poi ti fascisten tutti. Kon malaukurata katuta ti fascismen statua fu tistrutten, ma suo kulto (und suo santinen) sopraffife tra uomini forten und fotati a sakrifizio und tifesa ti onestà und feri falori, kvinti io pensa ke se tuo figlien preka ela sikuramente ha aiuten ti kui necessiten. Male ke fata può semper tifentare una ronta patanen.

giovedì 19 febbraio 2009

Luca era gay, Michael era nero, Magdi era musulmano (Joseph)


Gentile Joseph,
sicuramente avrà seguito le polemiche sanremesi circa la canzone del grande cantante Povia, che giustamente ha espresso in una dolce canzone la condivisibile teoria che dall'immondo vizio dell'omosessualità si possa uscire, guarendo, diventando addirittura bravi padri di famiglia. E' vero che la partecipazione di Povia al festival è stata fortemente sponsorizzata dal Vaticano?
Sanato


Centile Kuariten,
Fatikanen no ha afuto pisognen ti sponsorizzaren prafo kantanten Pofia per Sanremen perkè lui afefa apoccien molto più in alten. In partito ti testren, io pensa, almeno a ciutikare kome lui tà ciustamenten tel komunisten a ki no pensa kome elo. Però io in prima personen aiutato lui a tare titolen a kanzonen ti suo nuofo cittì. Tisko si apre kon kanzonen famosen "Luka Era Finokkien Ma Poi Kuariten Anke Se Kuletten Ankora Fa Uno Poko Malen Ma Poi Passa". A kvesta sekue "Michael Era Nekren", tetikata a prafo kantanten amerikanen ke ama pimpo e Signore rekala lui posipilità ti tifentare normalen e kvinti pianken. Terza kanzonen, mia preferiten, est "Makti Era Musulmanen", ke parla ti prutto nekro tefoto ti Allah ke fete lucen et tifenta prafo katoliken ke kritika islamismen. In ultimen momenten noi eliminaten tre kanzonen, "Ciulio Era Mafiosen", "Cianfranken Era Fascisten" und "Joseph Era Nazisten", perkè rakonta storie ke no est konsiteraten pekkaten.

mercoledì 3 dicembre 2008

La chiesa scaccia i preti filo-gay (Joseph)


Giudizioso Joseph,
la chiesa non fa in tempo a collezionare l'ennesima brutta figura (vedi lettera precedente) che subito torna agli onori della cronaca per le voci di corridoio secondo le quali starebbe per secolarizzare don
Luciano Scaccaglia, un parroco di Parma, colpevole di aver aperto le porte della sua chiesa agli omosessuali, agli extracomunitari e ad altre figure non viste benissimo dalle alte gerarchie. Ma la chiesa non predica l'accoglienza?
Fausto B.


Intrikante Fausten,
per prete tifentere tiritti ti finokkien, kome paks o tiko, est fietato. Per prete esere komunisten marksisten est fietato. Per prete esere no-klopal est fietato. Per prete apentere manifesten ti CièKuefara in sua stanzen est fietato. Per prete tifentere lecce ti aporto est fietato. Per prete esere kontestatoren est pekato. Se ogniuna ti kveste kose est fietato, fikurati kvanto può esere fietato
tutte kveste kose messe assiemen! Kiesta no può infestire kosì tanten in rapporti amikefolen kon recimi fascisten e poi mantare in ciro preten kome kvesti. Per kvesto motifen io pensa ke ton Skakkaglien no sarà sospesen ta inkariken parokialen ma sarà sciolten in acido. Male ke fata noi può sempre fare santen lui topo morten.

lunedì 1 dicembre 2008

Depenalizzare l'omosessualità? Il Vaticano dice no! (Joseph)


Prete,
oggi lo stato Città Del Vaticano si è dichiarato contrario alla
proposta, avanzata dalla Francia presso le Nazioni Unite, di depenalizzare l'omosessualità nel mondo. La gravissima e criminale anomalia razzista secondo la quale un orientamento sessuale sia considerato reato in ancora troppi paesi, dove può comportare addirittura la pena capitale, trova il consenso del Vaticano con risibili motivazioni, alla faccia della tanto sbandierata solidarietà cristiana e del messaggio d'amore universale del vostro Cristo. Con questo atto il Vaticano si schiera, senza possibilità di smentita, al fianco dei paesi che torturano ed uccidono gli omosessuali solo perchè tali. Con quale coraggio osate ancora mettere le vostre laide facce fuori dalle vostre lussuose residenze, vil razza dannata?
Ignazio F.


Finokkien,
Fatikanen ha espressen kiaramente kvelo ke est suo pensieren. Io perciò ripete a te, sorto ke non fuole sentire, parole ti illustrissimen feldmonsignoren Migliore, migliore non a kasaccien: "Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi, si chiede agli Stati ed ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni."
Infatti se noi ci skieriamo a favore ti finokkien inefitapilmenten tiskriminiamen tutti gli staten ke punisce finokkien: nazisten, araben, und tutti fetentonen ke tortura, impriciona und uccite finokkien. Kvest cenerereppe krafe precetente, antanto afanti ti kvesta straten Nazionen Uniten potreppe tecitere per pene ti umanità, lefanto laforo a relicionen ti monto. Fetentonen per fetentonen, meglio stare ta parte ti nazisten, ke tutela feri falori kome Tio, patria und famiglia, ke ti finokkien, ke pensa solo a lipertà. Ma tofe kretete ti esere, in ein pianeten temokratiken? Ma no skerziamo!

martedì 14 ottobre 2008

Il pericolo xenofobia denunciato da chi conosce bene l'argomento (Joseph)


Geniale Joseph,
sono rimasta colpita dalle parole dello statista
Gianfranco Fini, che denunciano la deriva xenofoba e razzista del nostro paese. Secondo il Suo eminente punto di vista, ha ragione?
Donna Daniela Santadechè


Puona Tonna,
se lo tice lui...

domenica 20 luglio 2008

A cosa serve il ministero per il federalismo

Mi ero sempre chiesto in cosa consistesse esattamente il Ministero Delle Riforme Per Il Federalismo, invenzione dell'ultimo governo affidata al colorito Umberto Bossi, e quali fossero i compiti del dicastero. Fino a ieri pensavo che la specificità del ministro fosse partecipare ai tornei della Nazionale Padana. Da oggi ho scoperto che c'è ben altro ed ho colmato quest'altra lacuna.
Il ministro preposto ha tra i suoi compiti quello di sbeffeggiare l'Inno Nazionale, sollevando il dito medio mentre ne risuonano le note. Rimembrando le recenti disavventure sanitarie del simpatico statista è legittimo presupporre che potrebbe trattarsi di una paresi, considerata la frequenza con la quale viene colto sul fatto, ma illustri medici assicurano che non è così. Trattasi di reazione automatica al verso "che schiava di Roma iddio la creò". Una reazione che definirei addirittura tenera rispetto ai vecchi inviti di mettere il tricolore nel cesso. Evidentemente l'età avanza e non ci resta che sollevare il dito.
Il ministero ha inoltre cura di eliminare il professore terrone dalle sacre scuole nordiche.
Se il ministro Bossi avesse avuto, a suo tempo, professori meridionali, oserei dire che la protesta è più che legittima, considerato il risultato finale. Pare invece che l'offensiva sia scaturita solo perchè "un nostro ragazzo (il figlio di Bossi, n.d.r.) è stato 'bastonato' agli esami perché aveva portato una tesina su Carlo Cattaneo". Insomma il figliolo del ministro ha collezionato l'ennesima bocciatura, casus belli che reclama vendetta attraverso deportazione dell'intero corpo insegnante meridionale. Resta la forte curiosità di leggere una tesina che è costata una bocciatura (e neanche la prima) al figlio di un ministro della Repubblica.
Dal caso emerge chiaramente che l'insegnante meridionale, insolito essere senziente, non si lascia intimidire dallo status sociale del papà dell'esaminando, il che francamente in una scuola degna di questo nome è imperdonabile. Soprattutto considerando che si trattava di un liceo privato e religioso.
Ma per fortuna c'è cotanto ministro che metterà le cose a posto.

lunedì 12 maggio 2008

la mano della chiesa tesa verso gli umili (Joseph)


Caro Don Joseph,
mi hanno molto impressionato le immagini delle retate di massa di clandestini, rom, extracomunitari degli ultimi giorni. Fermo restando che la sicurezza è un diritto irrinunciabile, da buon cattolico penso anche che dovremmo andare incontro a queste persone ed aiutarle, sfamarle, dissetarle. Vestire gli ignudi, come diceva il nostro buon Salvatore. Come mai su una questione così eclatante la Chiesa, che non risparmia le proprie opinioni neanche sulle minutaglie, è stata in silenzio?
Tommaso

Scettiken Tommasen,
Kiesa ha opinione su tutten, non temere. Se kvesta folta kiesta non espresso opinionen è solo per parare kulo ti essa. Italiano ha rikurcito razzisten e parlare male ti loro afrebbe alontanato italiano ta kiesa, mentre noi tenere molto a italiano molto più ti rom. Italiano fersa otto per mile, rom no e rompe pure skatole a semaforen. Kvinti molto meglio silenzien. A propositen: ha tu fersaten otto per mile?

lunedì 10 marzo 2008

L'amore per i meridionali (Joseph)


Baciamo le mani, Don Joseph.
Mi stanno facendo girare i cabasisi e la minchia le dichiarazioni di un certo quaqquaraqquà politicante del continente settentrionale che ogni tanto minaccia di prendere i fucili e sparare contro una indefinita canaglia romana. Anche se mancu l'indendo quando parla intuisco un cetto disprezzo verso noi meridionali e verso quello Stato che gli pava pure lo stipendio frusciante, mentre il sottoscritto si spacca u mazzu notti i ghiuorni su un peschereccio per una manata di piccioli e paga pure le tasse. Pure si dici ca u ave duro pè mia conosce pocu u sticchiu, sennò nun sarebbe sempre così incazzosu. Ma il Vostro Principale nun po' fare nenti pè chistu malacarne?
Zu Toni da Acitrezza


Karo siculen,
anke se io non kapito pene tua letteren kredo di afere inteso senso ceneralen. Mio Principalen cià kvalke anno fa interessato lui, topo ke lui parlato malen ti Papa Karol. Principalen messo manen su sua testen per cercare ti cuarire lui, ma o non si sono kapiten pene o impresa al ti sopra ti sue possipilità, fatto sta ke situazione è tracikamente peccioraten. Ma kome tice nostro amiken Silfio, kvestione è ti poko ankoren.