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mercoledì 27 gennaio 2010

Pioggia dorata sugli esuli di Hammamet


Charlina, che potete ammirare in foto in tutto il suo splendore, è una dei due cani che mi ospitano a casa loro. Tecnicamente l'appartamento l'ho rogitato io, ma a giudicare dall'uso che loro fanno del divano, dei tappeti e di tutto il resto, pare che sia io a dover chiedere il permesso di spostarmi da una stanza all'altra. Charlina è una cagnetta che è stata maltrattata ed abbandonata. Molti anni or sono fu raccolta dalla strada da mia suocera ed amata come una bambina. Dopo la morte di quest'ultima è entrata in casa nostra. I suoi tremendi primi due anni di vita (ricostruiti perchè fu identificato l'aguzzino che la de-teneva) spero siano stati riscattati da oltre dieci di serenità.
Purtroppo adesso è anzianotta e si comporta come una sciura bisognosa di riguardi. Quando fa freddo ed è umido la sua artrosi si fa sentire e così si rifiuta di uscire per fare i suoi bisognini: quando mi vede metter mano alla sua pettorina, segno inequivocabile che si sta per andare ai giardini, corre a nascondersi sotto al letto, dal quale non la stanerebbe neanche un inviato de La Vita In Diretta. Così, per venirci incontro, bontà sua, ha imparato a fare le sue cosine, con furtiva discrezione, in un angolino del bagno, esattamente sui giornali che lasciamo per terra proprio per questo scopo. Quindi nei periodi freddi e nebbiosi, con assoluta par condicio, Charlina innaffia con la sua rugiada innocente foto di statisti ed oppositori, di attori e cantanti, non facendo distinzione di altezza, età e ruolo.
Da qualche tempo a questa parte, non so se ve ne siete accorti, si sta tentando tenacemente, con risultati finora risibili, di riabilitare la figura di quel vecchio politico riparato precipitosamente in nord Africa per evitare che le prosaiche manette della polizia gli graffiassero il Rolex faticosamente comprato con le tangenti incassate dai suoi migliori amici imprenditori. Questa massiccia operazione promozionale post mortem, paragonabile solo al lancio di Avatar, ha come inevitabile conseguenza il tracimare di fiumi d'inchiostro sulla libera stampa, accompagnati dalla riproposizione di foto d'antan sparate a tutta pagina. Data la situazione è inevitabile che la calda vescica di Charlina si scarichi sovente proprio sulle foto del rubizzo, calvo ed occhialuto trapassato. Ecco, in questi casi la seccatura di dover pulire subito dopo è meno gravosa del solito, proprio perchè accompagnata da una sottile soddisfazione.
(27/1/2010)

martedì 19 gennaio 2010

Due Brunettate al prezzo di una


Il ministro Brunetta ha una legge pronta all'uso in ogni occasione. Alla richiesta di commentare la sentenza secondo la quale a un padre è stato imposto di mantenere la figlia 32enne, ha subito replicato che pensa ad una legge che obblighi i diciottenni ad uscire di casa.
Non è chiaro in quale modo il ministro intenda organizzare lo sfratto forzato, ma qualche idea potremmo suggerirla:

- aumentare gli stipendi;
- facilitare le assunzioni a tempo indeterminato;
- abrogare tutte le leggi che sostengono il precariato;
- erogare più borse di studio per gli universitari;
- punire seriamente gli sfruttatori del lavoro nero;
- calmierare gli affitti;
- far approvare una legge che tuteli le coppie di fatto, anche dello stesso sesso;
- aumentare gli assegni familiari.

Certo, prendere il toro per le corna e realizzare qualcosa di concreto, invece di sparare periodicamente una cavolata qualunquistica, richiede maggiore impegno e fatica, ma una persona seria, ancorchè ministro di questo tipo di governo, potrebbe anche riuscirci.


Del resto, se certe dichiarazioni provengono dai lidi di Hammamet, dove si era accorsi per onorare la memoria di uno degli uomini politici più discussi del secolo scorso, pluricondannato e morto da latitante, col quale aveva cominciato la propria carriera politica (era consigliere economico dei suoi governi), davvero non dovremmo stupirci più di nulla.

(19/1/2010)

venerdì 30 marzo 2007

Berlusconate e Casinate


Berlusconi ha parlato all'assemblea dei parlamentari della CdL per istruirli, come fa periodicamente, su quello che devono pensare. Tra le altre cose ha sostenuto che se cadesse il governo Prodi gli Usa ne sarebbero contenti. Ragione di più per farlo durare, aggiungo io.
Berlusconi teme come la morte che l'Italia possa essere troppo indipendente dall'America, fare una politica estera autonoma inserita nel progetto europeo. Per lui forse è logico che, chiunque sia eletto, le decisioni per gli italiani debbano essere prese da Bush per la politica estera e dal Papa per quella interna, come se l'Italia non abbia abbastanza maturità per decidere da sola cosa fare del proprio destino.
Inoltre ovviamente sua Silvità non ha trascurato il vero argomento del giorno per la CDL, ossia la sua spaccatura interna. "Quello che Casini deve capire è che il grande centro esiste già e si chiama Forza Italia. La stagione di Craxi che fa l'ago della bilancia è finita". Casini replica che "Craxi è stata una grande personalità e che il paragone non lo indigna affatto." Volevo ricordare a Berlusca che se la stagione di Craxi non fosse finita lui non avrebbe avuto bisogno di buttarsi in politica. Della risposta di Casini (nomen omen) ne facevamo volentieri a meno. Se il paragone non lo indigna presuppongo che stia mettendo su casa anche lui ad Hammamet, in vista di tempi peggiori.