
18 febbraio, Tg1 delle ore 20. Il giornale diretto dal Lewis Prothero de noartri (chi ha visto V Per Vendetta sa si cosa si parli) anticipa ampi stralci dell'appassionata lettera che la figliola di Bertolaso ha dedicato al caro papà, e che sarà pubblicata oggi integralmente sulle prestigiose colonne di Panorama. La Bertolasina deplora che un uomo della dirittura morale del padre possa essere screditato da giornalisti senza scrupoli, che pur di vendere non esitano a distruggere una lunga e prestigiosa carriera. A coronamento dello straziante messaggio compare Lui, il fido Min-Zo-Lin, a dirci cosa sia giusto e cosa sbagliato, chi sono i buoni e chi i cattivi, e soprattutto a farci scoprire, per l'ennesima volta, che differenza dovrebbe passare tra informazione e stampa di regime.
Ecco, finora avevo pensato che Bertolaso si fosse ritrovato all'interno di giri più grandi di lui, che abili marpioni, per non fargli capire cosa stessero facendo sopra la sua testa, lo distraessero con zoccole da ripassare e promesse di carriera governativa fulminante. Ma la strategia di riabilitazione, con l'invocazione di pietà italiota a cura della letterina strappalacrime della figlia, mi ha fatto ricredere: chiunque, per difendersi, arrivi ad organizzare simili siparietti usando strumentalmente la propria discendenza (che i figli per noi italiettani sò sempre piezz 'e core), come nella migliore tradizione della sceneggiata napoletana, ha evidentemente esaurito ogni altra strada. Forse Bertolaso farebbe bene a dare una ripassata anche al buon senso e a dimettersi.
(19/2/2010)