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giovedì 4 marzo 2010

No Razzismo Day - Milano, sabato 6 marzo 2010



Sabato prossimo, 6 marzo 2010, si terrà a Milano la manifestazione NO RAZZISMO DAY.
Qui e qui potete trovare le informazioni necessarie. Chissà che non ci si veda tra la folla.
Le motivazioni le lascio alle parole degli organizzatori:

IL LIBRO DEI SOGNI – 10 sogni da conquistare per un’ Italia orientata al progresso contro la barbarie.
DIVERSO...PERCHE'? STRANIERO...DOVE? ALTRO...QUANDO? Siamo tutti parte del medesimo respiro. Smettiamo di accettare per ignavia l'esclusione e l'invenzione di nuove differenze. Non respingere, Accogli! Impegnati!
NO! RAZZISMO-NO! OMOFOBIA-NO! XENOFOBIA

Premessa:
NERI, NOI COME LORO, UOMINI NON BRACCIA!

Tacere ormai è essere complici! Significa acconsentire a uno stato di cose vergognoso fatto di bidonville, di fame, di paura e di miseria sistematizzate.

Un degrado e uno sfruttamento diffusi da nord a sud e indegni di un paese civile. La politica della gente comune ha ormai superato lo stadio che impantana la politica italiana. Noi siamo gente del sud, del nord, immigrati, delle più diverse convinzioni politiche e religiose che hanno scoperto di avere 10 sogni in comune la cui realizzazione è necessaria per trasformare la società italiana in un mondo meno ingiusto.

Vogliamo unire la ricchezza delle nostre differenze e usarla come leva per scardinare la mentalità della divisione, dell’indifferenza e dell’arroganza che sta avvelenando il Paese. Questo sforzo corre su Facebook e lo sta attraversando come uno tzunami. Un’onda identica a quella che sta attraversando il Paese.

E’ giunto il tempo della trasformazione del dissenso individuale e degli impegni generici in scelte di campo e in azioni di lotta pacifiche ma determinate. Azioni condivise sul terreno della condivisione dei principi e degli ideali. Il nostro non è solo un sogno velleitario, ma una battaglia di civiltà per il progresso umano e l’affermazione dei diritti. In pratica una battaglia per affermare la lettera e i valori della Costituzione Repubblicana e la carta dei Diritti dell’ Uomo. Non è poco perché è ormai su questo terreno che si afferma la fondamentale differenza fra progresso dell’umanità e la conservazione di nuovi e vecchi privilegi.
E quindi:
noi abbiamo un sogno. Che nel Paese venga isolato e sconfitto il clima di intolleranza verso i migranti che è stato in modo cosciente seminato nel Paese anche da irresponsabili forze di governo.
Noi abbiamo un secondo sogno: che ai migranti, a prescindere dal loro status, siano garantiti i diritti fondamentali, umani e civili, previsti dalla costituzione e dalle leggi internazionali, in particolare in relazione agli articoli 2, 3 e 8 della costituzione con riferimento anche alla convenzione 143 della UE che garantisce la promozione della parità di opportunità e di trattamento dei lavoratori migranti ratificata dal nostro paese nel 1981. Sappiamo che l’esclusione del diverso dai diritti è la premessa necessaria alla riduzione dei diritti di tutti come già drammaticamente avvenuto nella recente storia del nostro Paese.
Noi abbiamo un terzo sogno: che nel nostro Paese cessino le violazioni dei diritti umani per i lavoratori migranti sprovvisti di documenti e cessi la aggressiva e discriminatoria retorica usata da leader politici, in particolare della Lega Nord, che istigano alla xenofobia e al razzismo e che associano esplicitamente la criminalità ai Rom, ai credenti di fede musulmana e agli africani in quanto “diversi” dal punto di vista etno-genetico, creando un ambiente di intolleranza e ostilità pregiudiziale nell’opinione pubblica
Noi abbiamo un quarto sogno: che nel nostro paese cessino le gravi violazioni dei diritti umani verso i lavoratori migranti dell’Africa, dell’Est Europa e dell’Asia, cessi la abominevole pratica dei respingimenti e dell’omissione di soccorso, cessino maltrattamenti, salari infimi, orari eccessivi e cessino le situazioni di lavoro schiavistico in cui parte della paga è trattenuta dall’impresa per un posto in dormitori affollati senza acqua né elettricità o in cui i lavoratori sono costretti a vivere in bidonville fatiscenti e degne persino delle aree più desolate del terzo mondo.
Noi abbiamo un quinto sogno: che nel Nostro Paese venga applicata la legge punendo prese di posizione pubbliche razziste e xenofobe contro gli immigrati e vengano sanzionati come istigazione alla violenza discorsi pubblici e prese di posizione politiche di tipo discriminatorio ispirate dall’odio contro gli stranieri.
Noi abbiamo un sesto sogno: che i centri di “identificazione” cessino di essere dei lager e che non si ripetano maltrattamenti ingiustificati verso i Rom, specialmente quelli di origine romena, durante i raid per lo sgombero dei campi.
Noi abbiamo un settimo sogno: che il governo di questo paese compia atti concreti per migliorare nella pubblica opinione, la conoscenza e la consapevolezza della discriminazione, e per integrare concretamente e in modo duraturo i migranti e le loro famiglie come membri della società a tutti gli effetti.
Noi abbiamo un ottavo sogno: che in questo paese cessi la violenza della xenofobia, della omofobia e del razzismo perché il rischio è quello di una deriva violenta e incontrollabile le cui conseguenze lascerebbero ferite destinate a non sanarsi mai più precipitando l?Italia in una vergognosa condizione unica nei paesi del mondo ad economia avanzata, vanificando quanto di buono, con il coraggio, il sangue e il sudore e la qualità del loro lavoro, i nostri emigranti hanno fatto in tutto il mondo per il prestigio della nostra comunità nazionale.
Noi abbiamo un nono sogno: che l’Italia e gli italiani riescano a far dimenticare alla comunità internazionale la vergogna delle atrocità commesse nelle colonie durante il ventennio fascista e l’atrocità delle leggi razziali del fascismo contro la comunità ebraica italiana.
Noi abbiamo un decimo sogno: che in Italia prevalgano la logica del progresso e della promozione umana, la logica e la cultura dell’accoglienza e del soccorso, la pratica e la difesa della dignità delle persone, uomini e donne, di ogni colore e provenienza.

Camilo Cienfuegos
Antonella Codiglioni
Giandiego Marigo
Giovanni Brambilla
Elisabetta Pellattiero
L'Anti Berlusconi
Laura Buono
Claudio Musto
Paolo Agnelli
Neftali Basalto
Luigi Grimaldi

lunedì 15 febbraio 2010

Premio VisoSimilAno


Chiunque abbia avuto, la sera di San Valentino, qualcosa di meglio da fare che guardare il Tg1 ne avrà sicuramente tratto beneficio. I poveri sventurati, come me, che se lo sono sorbiti, invece saranno d'accordo col sottoscritto nel voler insignire due eminenti personalità come il capo dello stato del Vaticano, Joseph Ratzinger, ed il sindaco di Milano, Letizia Brichetto Arnaboldi in Moratti, del Premio VisoSimilAno, conquistato sul campo grazie alle loro uscite pubbliche.


Lo Stato estero del Vaticano ha ricevuto dallo Stato Italiano, col solo 8 per mille, negli anni che vanno dal 1990 al 2010, la cospicua cifra di oltre 17 miliardi di euro. DICIASSETTE MILIARDI DI EURO! Se a questi sommiamo l'altrettanto scandalosa cifra che percepisce con altri contributi, regali, una tantum e menate varie, viene fuori un totale che credo il mio computer non riuscirebbe a calcolare. Inutile chiedersi quanti disoccupati, precari, aziende in crisi, malati, indigenti, avrebbero potuto giovarsi di questi fondi se non li avessimo regalati ai vecchietti in sottana, i quali destinano una minima parte di questa somma in opere di carità, riservando il resto per il sostentamento della loro faraonica e medievale istituzione. Ebbene, nonostante questa trasfusione continua, il Papa ha avuto il coraggio di battere ancora cassa! Ha infatti detto che le istituzioni (tranne la loro, immagino), così come i singoli cittadini, devono riscoprire la forza della carità! E cos'altro vuole, le nostre mutande per caso?

La stessa sera, a ventiquattr'ore dai disordini nella milanese Via Padova tra latinoamericani e nordafricani, il sindaco Brichetto Arnaboldi in Moratti ha commentato ai microfoni del Tg1 che la responsabilità dell'accaduto è da ascriversi alla politica d'accoglienza della sinistra! Non so se la signora soffra di problemi di memoria (spero di no) ma vorrei ugualmente ricordarle che è sindaco di una città governata dalla sua destra fin quasi dal medioevo, in una regione tenuta per le palle dalla destrorsa Comunione E Liberazione dallo stesso tempo, in uno stato governato da fin troppi anni dal suo amato Cavaliere in cui è in vigore una legge sull'immigrazione che si chiama Bossi-Fini! Se nonostante il presidio permanente che operano sulle istituzioni da quasi un ventennio pensano di poter scaricare le colpe della loro incapacità di gestire le emergenze sulle opposizioni vuol proprio dire che occupano le loro poltrone inutilmente.

Alla luce di siffatte esternazioni non si può che meritatamente assegnare, ex-aequo, il premio VisoSimilAno!
(15/2/2010)

lunedì 14 dicembre 2009

Aggressione al disegnamutande


In They Dance Alone Sting cantava: "Hey Mr. Pinochet / You've sown a bitter crop" (Hey signor Pinochet / hai seminato un raccolto amaro), citando un detto inglese corrispondente più o meno al nostro chi semina vento raccoglie tempesta.
Con questo non voglio dire che Berlusconi se la sia meritata la riproduzione del Duomo di Milano in pieno volto, ma chiunque, in ogni occasione pubblica, rivolga parole violente ad avversari politici, organi d'informazione, magistratura e chi più ne ha più ne metta, non può stupirsi se persone meno capaci di esercitare il self control perdano la ragione e reagiscano come possono.
Del resto, un premier che fa fare al proprio paese figuracce a ripetizione sul palcoscenico internazionale, ad esempio disegnando mutande da donna al cospetto dei maggiori primi ministri europei durante importanti vertici, non può certo aspettarsi di essere accolto dalle folle con lanci di tanga profumati, specie da chi voleva verificare se avesse davvero la faccia di bronzo.
(14/12/2009)

venerdì 15 maggio 2009

La Chiesa difende i concubini famosi? (Joseph)

Familista Joseph,
Premesso che del divorzio del Presidente del Consiglio, e futuro Nobel, Silvio Berlusconi mi interessa poco e che della sua vita privata me ne sbatto i santissimi, almeno fino a quando non coinvolga le istituzioni e la res pubblica, Le scrivo per chiederle delucidazioni su quanto preveda il diritto canonico per i divorziati. Come è noto, Berlusconi ha sposato la signora Lario in seconde nozze con il solo rito civile, e quindi per la Chiesa non è altro che un concubino, essendo il primo matrimonio, regolarmente celebrato in chiesa, indissolubile. In sostanza, agli occhi della Chiesa, il loro matrimonio non solo è inesistente ma la loro unione è addirittura illecita, ed un eventuale divorzio sarebbe visto, sempre dalla Chiesa, in maniera addirittura positiva, in quanto farebbe cessare una condizione di grave illiceità. Se è vero tutto questo, per quale motivo Don Verzè, il sacerdote fondatore della mega azienda ospedaliera milanese San Raffaele, ha addirittura pubblicamente chiesto a Veronica Lario di tornare sui suoi passi e di riconciliarsi col suo concubino, di fatto incoraggiandoli a perseverare sulla via del peccato? Forse la Chiesa adopera due pesi e due misure in base a chi sono i concubini ed a quanto sono prestigiosi?
Fiducioso di un chiarimento, vostro
Incredulino


Komunisten Kretulinen,
Ton Ferzè est krante imprentitoren, et kvinti ci est krante solitarietà tra imprentitoren. Sia Ton Ferzè ke Perluskonen kominciatò attifità ti imprentitoren a ompra di kranti fikure: Nostro Signoren per Ton Ferzè, Kraxen per Perluskonen. Kvesto fa sì ke feelink tra imprentitoren si tratuce anke kon strappetten a rekola ti tiritten kanoniken, ke noi interpreta in pase anke a konfenienzen ti momenten. E poi, se a te poko importa ti matrimonien ti nostro amaten premier, perkè tu rompe kaiser kon kveste lettere e no va a laforaren?

sabato 21 febbraio 2009

A Milano non si sfugge alle lezioni di religione (Joseph)


21 febbraio 2009
Gentile Padre,
sono una donna straniera residente in Italia da quasi vent'anni. Lavoro e risiedo a Milano e verso le mie tasse al comune di Milano, alla regione Lombardia ed allo Stato Italiano. Ormai mi considero italiana ed i miei figli frequentano le scuole italiane. Qualche giorno fa al mio figlio maggiore, che frequenta con profitto le superiori, è arrivata una
lettera della Curia con la quale lo si informa che: «Forse sei un po' a disagio in Italia, non conosci le persone, la lingua, alcuni modi di vivere. La nostra storia è profondamente segnata da quasi 2000 anni di religione cristiana cattolica..». Quindi lo si invita a frequentare le lezioni scolastiche di religione, informandolo che esiste una materia «che può aiutarti a conoscere il pensiero e la storia della Chiesa. Se ritieni giusto partecipare, sarai ben accolto. Non sei obbligato, tanto meno a diventare cristiano» (e meno male!) ma che «questo corso vuol arricchire le tue conoscenze e portarti a comprendere meglio la tua religione e quella del paese che ti accoglie. Potrai affrontare tanti problemi, tra cui il razzismo e la tolleranza».
Io non voglio contestare che con le mie tasse si paghino insegnanti di religione segnalati dalla Curia e che non hanno fatto alcun concorso pubblico per accedere a posti di ruolo statali, mentre il ministro Brunetta non perde occasione per fare le pulci a tutti gli altri dipendenti pubblici italiani. Mi chiedo solo per quale motivo mio figlio per sentirsi italiano, cioè per sentirsi parte di uno stato ufficialmente laico, debba conoscerne la religione e non la Storia, la geografia, la Costituzione, i veri valori fondanti. Io credo che mio figlio possa sentirsi più italiano studiando approfonditamente, per esempio, la storia del Risorgimento invece che le parabole di Gesù, mentre purtroppo Garibaldi viene liquidato in due paginette che si fanno frettolosamente a fine anno.
Io credo che in questi tempi di crisi i soldi spesi per pagare gli insegnanti di religione potrebbero essere investiti per migliorare le condizioni scolastiche, per ristrutturare la scuola, per comprare qualche libro in più, per migliorare il vitto dei bambini.
Inoltre mio figlio spesso si sente escluso non perchè di religione diversa ma perchè i suoi compagni di scuola lo prendono in giro per il diverso colore della pelle. Non sarà il caso di mandare quella lettera anche ai suoi compagni di scuola ed alle relative famiglie, visto che forse sono loro che devono affrontare il problema della tolleranza e del razzismo?
Con stima immutata,
Amina


Puona tonna,
lettera est infiata a tuo figlien e no a te, kvinti io no kapisce tu ti kosa ti impiccia. No sa ke no è pello leccere posta altrui? Forse tu tonna stranieren fuole inpetire a cittatinen italianen ti essere patronen a kasa propria e ti instauraren stato konfessionalen ke loro preferisce? Anke io stranieren in Italia ma no fa nulla per kontestaren scelte ti loro kiesen katoliken, anzi io fa parte ti ela. Io rikorta te ke a Recione Lomparta komanta Komunione Und Liperazionen: Komunione kon Tio und Liperazione ta laiken pensieren. Se tu no konkorta tu lipera ti tornare in tuo paesen e amen!

mercoledì 19 novembre 2008

Le umili richieste della signora Beckham


La signora Victoria Spice Girl Beckham pare seguirà il marito nella sua breve trasferta milanese. La coppia trascorrerà tre mesi nel capoluogo lombardo e la grande cantante ha chiesto un minimo di confort per rendere più sopportabile la distanza da casa e la sospensione momentanea della sua nuova professione di stilista.

Nella lista, al primo posto, c’è un elicottero privato disponibile 24 ore su 24 sempre pronto a decollare per seguire David nei suoi allenamenti.

Inoltre vuole una piscina da 100 metri quadrati con zona termale e idromassaggio, un fitness center con beauty saloon realizzato appositamente per lei e l’hair stylist personale, a disposizione 7 giorni su 7.

La signora avrebbe anche richiesto di far progettare una pista di pattinaggio del ghiaccio per i propri bambini ed addirittura c’è l’idea di pagare fino a 1.000 euro all’ora per aver un campione internazionale come insegnante per i figli. A contendersi il posto l’attuale campione mondiale Jeffrey Buttle, lo zar del ghiaccio Plushenko, l’alteta statunitense Sasha Cohen e l’azzurra Carolina Kostner, che per fortuna ha già fatto sapere di non essere disponibile.

Speriamo che almeno il vibratore se lo porti da casa.

Mi par di capire, dal tono dell'articolo, che la signora Victoria si stia occupando di moda. Non conosco l'atelier per la quale lavori ma, così, a naso, e pensando "addavenìbaffone!", presuppongo possa trattarsi di questa!


domenica 7 settembre 2008

Riaprono circoli fascisti? Passami il sale...


A settant'anni dall'introduzione delle infami e disumane leggi razziali volute dal governo fascista di Mussolini (l'anniversario è stato celebrato appena lo scorso 4 settembre) l'operosa Milano ha pensato di festeggiare l'evento consentendo la riapertura di un circolo neofascista, "Cuore Nero".
I centri sociali protestano ma devono vedersela coi solerti tutori dell'ordine, che manganellano chi non vuole i fasci di nuovo in casa.
Dalla pseudosinistra parlamentare non arriva nessuna risposta. Veltroni è impegnato al matrimonio di Jovanotti ed oltretutto ha troppo da fare nello scornarsi con Parisi. I compagni sono troppo occupati tra un aperitivo e una torta nuziale per replicare.
Sei milioni di vittime del nazifascismo sentitamente ringraziano per il disprezzo generale verso le loro ceneri.
(7/9/2008)

giovedì 3 gennaio 2008

Capodanno Movimentato (Joseph)



Gentile Joseph,
la notte di capodanno ho festeggiato al Free Life, un locale privè di Milano famoso per lo scambio di coppia, le orge, le gang bang e per gli accoppiamenti più bizzarri. Ma non è di questo che ti voglio parlare. All'uscita del locale ho accettato un passaggio da due stangone sudamericane perchè pensavo di concludere la serata in bellezza e così ho tentato subito un approccio focoso, al quale le due bonazze hanno risposto con partecipazione. Purtroppo al dunque le due strafighe si sono rivelate due viados forniti di nerboruti tarelli e mi hanno fatto un servizio tale che ancora mi brucia l'amor proprio, oltre che il sedere. Io li ho denunciati per stupro ed avranno quello che si meritano dalla giustizia, ma io cosa posso fare per sanare la ferita che ancora mi tormenta l'anima?
Lettera Firmata


Centile Anonimo (ke tanto io so ki è),
per pruciore ti anima konsiglio kremina lenitifa tipo Fissan o olio ti mantorle dolci. Fa bene anke a kuletto, se ankora tuole. Ma tu efita ti tenunciare a carapinieri, certe kose si tenkono riserfate in parokkia. Tu può tare me numero ti tue signorine, preko? Io folere riportare loro su retta fia.

sabato 21 aprile 2007

Claudio Baglioni a Milano - 21 aprile 2007 - Tour Tutti Qui


C'è un pò di delusione tra le migliaia di fans che sgombrano il Forum di Assago, alle porte di Milano, subito dopo la mezzanotte di sabato sera. Claudio ha appena terminato un altro concerto del tour Tutti Qui, l'ennesimo grande successo, eppure non c'è stata nessuna delle sorprese ventilate fino al pomeriggio dell'evento. La coda del tour, con le date aggiunte all'ultimo momento per soddisfare l'enorme richiesta del pubblico, ha assunto il titolo dovuto di Gran Finale, e Claudio aveva lasciato capire che per ogni concerto ci sarebbe stato un fuori programma per celebrare assieme il grande successo del tour. A Bologna c'è stata la partecipazione straordinaria di Gianni Morandi, a Firenze Claudio è comparso tra il pubblico prima dell'inizio ufficiale del concerto per eseguire qualche brano accompagnandosi solo con la chitarra. A Milano purtroppo non c'è stato nulla di tutto questo. Il concerto nudo e crudo, con la solita collaudata scaletta. Eppure chi crede che si sia trattato di un banale concerto resterà ulteriormente deluso perchè nessun live-act di Claudio Baglioni, seppure inserito in un tour routinario, è solo un concerto. Ma andiamo con ordine.
Alle 17 c'è già una discreta fila all'ingresso riservato ai clabber, gli iscritti all'associazione culturale Clab, il fan club ufficiale di Claudio Baglioni, che hanno il diritto di assistere alle prove del concerto. Secondo il sito ufficiale del cantante l'ingresso è previsto alle 17.30, ma gli uomini della security aprono le porte alle 18.30, e dopo un controllo rigidissimo dovuto a misure antiterrorismo ("Hai bottiglie d'acqua in borsa? Allora dammi il tappo!") ci guidano verso la tribuna vip del Forum.

Il palasport è in penombra, Claudio Baglioni è già lì, sul parterre, ed accompagnandosi alla chitarra esegue Buona Fortuna, canzone simbolo di questo tour, come se volesse accompagnarci idealmente verso le poltroncine. La sua presenza manda in palla buona parte dei fan che inciampano per le scale, si bloccano, non fanno defluire gli altri. L'ironia di Claudio fa sì che subito dopo intoni fuggevolmente Dov'è Dov'è, canzone manifesto del Baglioni braccato dai fan e dai giornalisti, dopodichè raggiunge il palco, posto al centro del parterre come accade ormai per ogni sua tournè nelle strutture al chiuso fin dal 1992, e col gruppo intona Sono Io, E Adesso La Pubblicità e Tutto in Un Abbraccio. Claudio scambia qualche parola coi fonici, non gli piace il ritorno della sua voce, che a noi sembra perfetta, ma nonostante sia un perfezionista appare rassegnato a non ottenere il risultato desiderato.
In coda all'ultimo brano si avvicina al pubblico, canta gli ultimi versi a pochi metri da noi, poi si concede alle strette di mano, agli abbracci, a ritirare bigliettini: "C'è posta per me?" Chiede ironicamente.
Una ragazza cerca, senza successo, di regalargli un mazzo di rose blu. Alla fine dei saluti riguadagna il palco e da lì ci augura un buon sabato pomeriggio. "Non so se vi ricorda qualcosa", commenta ridacchiando, dopodichè lascia il palco prendendo in giro Donella, sua collaboratrice e moglie del musicista Paolo Gianolio, chiedendole se abbia arricciato i capelli prendendo una scossa elettrica.
La pausa in attesa del concerto.
Chi mangia, chi va curiosando nel Forum, chi segue il dvd "Quelli Degli Altri Tutti Qui" diffuso dagli schermi che riempiono la struttura del palco, chi immortala addetti alla security che credono di essere Hulk Hogan...
Le 21, ora d'inizio, arrivano in un soffio. Il Forum è pieno. Claudio di solito è puntuale come un cronometro ma qualcosa va storto ed alle 21.15 scopriamo il motivo del ritardo. Dai camerini escono, per raggiungere dei posti riservati, prima Fabio Fazio, amico di vecchia data di Claudio, accompagnato dal fido regista Paolo Beldì, e dopo poco Afef, senza il Tronchetto della Felicità, che si lamenta per i posti riservati, cerca di cambiarli con altri e che se ne andrà un'oretta prima della fine del concerto. Sono stati senz'altro loro che hanno tenuto impegnato Claudio fino a quel momento. Infatti alle 21.20 la macchina da spettacolo si mette in moto. Per la natura del palco Claudio deve raggiungerlo necessariamente attraversando il parterre, occupato dalle poltroncine del pubblico, e la security crea un diversivo lasciando credere che Baglioni comparirà da una determinata uscita. La folla si accalca attorno ai ragazzi della sicurezza mentre, a palasport buio, Claudio compare sul palco proprio travestito da addetto alla sicurezza, impugnando una torcia elettrica proprio come gli altri. Con la stessa torcia illumina uno alla volta tutti gli strumenti presenti sul palco e in un crescendo musicale il concerto si avvia con la sua sigla naturale: Tutti Qui.
Claudio è raggiunto anche dagli altri musicisti del gruppo ed alla fine del primo brano si libera della giacca e attacca subito Strada Facendo,

alla quale segue Noi No.



Con la chitarra impugnata alla fine del brano precedente Baglioni intona una versione molto dolce e meno rigorosa (rispetto all'originale) di Avrai, brano dedicato nel lontano 1982 al figlio Giovanni. E' la volta del primo medley, sotto il segno dell'Aria, composto da Porta Portese, A Modo Mio, Signora Lia, W l'Inghilterra,
Notti,
e Serenata in sol.


Dopo la scarica di adrenalina è la volta di ritmi più appassionati: Mai Più Come Te ed Amori In Corso fanno sognare i cuoricini innamorati,
la successiva Poster,
riarrangiata come un tango alla Piazzolla, si fa ricordare soprattutto per i passi di danza che Claudio accenna con l'asta del microfono. L'esecuzione sottolinea una volta di più non solo l'assoluta incapacità di invecchiare che hanno le canzoni di Claudio Baglioni, e quanto siano duttili nell'adattarsi ad arrangiamenti sempre nuovi pur restando loro stesse, ma anche che stiamo assistendo ad un concerto tenuto non solo da un artista capace di grandi composizioni ed altrettanto grandi interpretazioni, ma capace anche di mettere assieme band composte da musicisti eccezionali che, seppur provenienti da background diversi, riescono ad amalgamarsi alla perfezione, diventando l'ideale collante dei brani di Claudio. Senza soluzione di continuità è la volta del secondo medley, sotto il segno dell'Acqua, che comprende Con Tutto L'Amore Che Posso, Io Dal Mare, Ragazze Dell'Est, Domani Mai, Quei Due ed Acqua Dalla Luna.
Gli ultimi rulli di tamburo di Acqua Dalla Luna diventano i primi del capolavoro del 1977 Quante Volte, che come sempre è conclusa dall'ovazione del pubblico.
L'urlo di gioia dei fan è l'attacco ideale della tiratissima Sono Io, brano che dà il titolo all'ultimo album di inediti di Claudio.

Buona Fortuna, che vede Claudio in frac, eseguita all'inizio da solo (a cappella) e conclusa col gruppo al completo è sottolineata da un giochino di prestigio semplice ma molto efficace: Claudio tira fuori dal petto delle ideali lucciole rosse che lancia verso il pubblico, le quali compaiono e scompaiono dalle sue mani. Giochino forse suggeritogli dal famigerato prestigiatore Casanova, ormai sodale del Nostro.
Arriva adesso il medley nel segno dell'elemento Terra, coi brani Ragazza Di Campagna, I Vecchi, Un Pò Di Più, Fotografie, Vivi
e Le Vie Dei Colori. Se Sono Io era stata un successo con Cuore D'Aliante è l'apoteosi ed anche E Adesso La Pubblicità riscuote il consueto clamoroso successo. Con Notte Di Note, Note Di Notte si torna ad atmosfere più intime ma è subito la volta del medley più stringato e ritmico, sotto il segno del Fuoco, composto da Dagli il via, Un Nuovo Giorno O Un Giorno Nuovo, Io me ne andrei, Quanto Ti Voglio, Bolero, Grand'uomo.
Con Cinque Minuti E Poi è di nuovo amore, ma stavolta quello anni Sessanta di Maurizio Arcieri, cantante che ha composto ed interpretato per primo il brano che Claudio ha riproposto nella sua recente raccolta di cover, mentre con Via si torna di nuovo a portare il cuore a pulsazioni accelerate. I quattro elementi dei medley precedenti si riuniscono idealmente in un fattore nuovo, racchiusi dentro l'essenza dell'Uomo Baglioni, e con il medley Storia Claudio ha la possibilità di mettere in fila alcuni dei suoi più grandi successi: Questo Piccolo Grande Amore,

Amore Bello, E Tu,
Sabato Pomeriggio, Solo, E Tu Come Stai, mentre sugli schermi compare una raccolta fotografica di Claudio che abbraccia tutta la sua vita.

Io sono qui vede la collaborazione, per le note introduttive, di ben 11 chitarre, una per musicista,


ma è la successiva Mille Giorni Di Te E Di Me

che ottiene l'applauso più lungo e caldo della serata: Claudio non riesce a cantarla senza farsi coinvolgere ed il pubblico se ne accorge ogni volta e ricambia immancabilmente le emozioni. L'artista in quest'occasione regala al suo pubblico l'inchino di ringraziamento più profondo e persino i suoi musicisti ne applaudono l'interpretazione.

Secondo un copione ampiamente rodato il concerto si conclude con La Vita E' Adesso, lievemente accorciata su un finale altrove tirato più per le lunghe, ma la mezzanotte è trascorsa da ormai venti minuti ed i suoi "anziani musicisti" (battuta sua) hanno bisogno di riposare. Comunque Claudio non si risparmia ed invita tutto il Forum a "Saltare Sulla Vita" sulle note finali del suo capolavoro.

Non fa economia neanche sui ringraziamenti, sentiti ed ampiamente ricambiati. Milano ha visto realizzarsi un nuovo vero evento live di Claudio Baglioni e può esserne orgogliosa. La delusione per le mancate sorprese passa in una manciata di secondi, quello che resta è il ricordo per l'ennesimo grande concerto.
(21/4/2007)