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lunedì 22 marzo 2010

Bordelli tra i fornelli


Stranamente capita spesso che ogni volta che una bella donna conquisti una poltrona di rilievo nel governo Berlusconi abbia come primo pensiero quello di occuparsi di prostituzione. Successe a suo tempo per la signorina Carfagna, capita di nuovo con la signora Daniela Garnero un-tempo-coniugata-Santanchè. Il neo-sottosegretario ha proposto di eliminare la prostituzione dalle strade. Colpendo duramente il racket che gestisce il traffico dei corpi femminili? vi chiederete. No, spostandola al ristorante. Tutte le reazioni sono racchiuse nel link proposto, compreso quella di Alessandra Mussolini ("la Santanchè si limiti a scaldare la poltrona che ha gentilmente quanto misteriosamente ottenuto").

La signora un-tempo-coniugata-Santanchè, in quanto socia del Billionaire, sa bene quanto possa essere confortevole un locale, specie se paragonato alla fredda strada.
Io mi chiedo solo, qualora un'idea tanto innovativa e decorosa dovesse tramutarsi in realtà, quali potrebbero essere i locali adibiti a simili consumazioni.

Potrebbe così capitare di imbattersi, ad esempio, a Venezia in Ramona Pollo E Mona, a Roma in Da Alvaro Er Mignottaro, a Napoli in Da Nunziatella 'Na Pizza e 'Na Chiavatella, a Palermo in Da Santuzza La Minchia Ti Sollazza, a Milano in Da Giuanin Risotto e Pompin; in Sardegna, con molta più classe, farebbero furore i privè del Puttanaire.

Anche i menù, naturalmente, dovrebbero essere in tema. Gli spaghetti alla Puttanesca sarebbero troppo scontati e banali, meglio Spaghetti Vongole E Zoccole. E come ammazzacaffè difficilmente si andrebbe oltre la Grappa Bocchino.
Mi chiedo altresì se una donna di classe come la signora Daniela possa tollerare l'idea di associare il proprio cognome ad una legge che regoli il mercimonio più odioso del mondo. Diventerebbe una Merlin all'incontrario, proprio lei che ha un cognome di battaglia che inizia per Santa. Proprio lei che voleva introdurre la porno tax. Proprio lei che, serissima, il 9 aprile di due anni fa, alle 15 e 14, disse: "Berlusconi è ossessionato da me. Tanto non gliela do...".
Se intendeva una legge sulla prostituzione, forse adesso gliela da'.
(22/3/2010)

mercoledì 17 marzo 2010

L'attentato a Berlusconi è un falso?


A distanza di tre mesi c'è ancora chi sostiene che l'attentato che Berlusconi subì a suon di souvenir del Duomo di Milano fu un'efficace simulazione.
Credo che una persona che porti in giro, come fosse normale, un truccatissimo viso finto (finge addirittura di detergersi il sudore per darsi ripassatine di cipria), capelli finti, altezza finta (vedi alla voce rialzo nelle scarpe), che tende ogni giorno a mistificare la realtà, che dice bugie a ripetizione, insomma una persona della quale non ci si può fidare, sarebbe capacissima di organizzare una simile sceneggiata.



Inoltre, in anni di lavoro in Pronto Soccorso, non ho mai visto un settantenne dalla coagulazione sanguigna tanto rapida (siamo forse di fronte al presidente più coagulato degli ultimi 150 anni?) al punto da non avere neanche una goccia di sangue sulla giacca. Può essere utile rivedere la fotosequenza di Repubblica per farsi un'idea a mente fredda. Oppure ascoltare il parere di Sonia Alfano:





Per completezza d'informazione è obbligatorio citare anche chi la pensi in senso diametralmente opposto, ossia Paolo Attivissimo, cacciatore e smontatore di bufale.
L'idea finale fatevela da soli.

(15/3/2010)

venerdì 5 marzo 2010

Ma che, davvero davvero?


Può anche darsi che troveranno il modo per sistemare tutto, che tanto le regole, le leggi, le scadenze, i termini, sono inutile burocrazia.

Può anche darsi che scopriranno che quelli che hanno fatto tutto nei termini di legge sono loro in errore e dovranno essere esclusi.

Può darsi anche che mangiare un panino o trafficare sui nomi con scolorina e penna Replay sia una motivazione sufficiente a giustificare il ritardo.

Ma voi, popolo della Destra, voi che vedete in Silvio il Salvatore della patria, voi che credete in un'Italia più giusta senza giustizia e più amorevole senza amore per le minoranze, voi che siete felici di non pagare le tasse perchè tanto servono solo a finanziare gli appalti per le ricostruzioni, voi che volete un paese moderno ed efficiente, voi che avete la soluzione per tutto e che consiste nel delegare tutto all'Uomo Forte col toupet, voi... davvero votereste per gente che non è capace neanche di raccogliere qualche firma e di presentarle in tempo in un ufficio? Davvero pensate che la vostra vita, il vostro futuro, sarebbe serena nelle mani di costoro?

Liberi di fare come volete, ma non dite che non ve l'avevamo detto.


(5/3/2010)

mercoledì 17 febbraio 2010

Berlusconi si fa felicemente inchiappettare dalla mafia


Al Carnevale di Dusseldorf ha sfilato anche il carro Matrimonio Omo All'Italiana!

E adesso chi glielo dice che tanti anni di onorato servizio nell'attività di fornire carinerie alle signorine con ambizioni nello spettacolo o nella politica (che tanto grazie a lui è ormai la stessa cosa) sono state vanificate dalle voci di connivenza con la mafia? Chi glielo dice che nella Germania destrorsa della signora Merkel si possono sfottere anche i destrorsi del resto d'Europa? Chi glielo dice che a causa sua siamo lo zimbello del pianeta? Chi glielo dice che non può più continuare a dire che i gay stanno tutti a sinistra? Chi glielo dice che il partito dell'amore possa prevedere anche questo tipo di relazione? Chi glielo dice, soprattutto, che almeno in effige, ed almeno una volta, chi l'ha preso nel portabagagli è lui? Chi glielo dice che il mafioso inchiappettatore non ha detto neanche mi consenta? Diteglielo piano piano, mi raccomando. Capezzone, pensaci tu, sicuramente saprai trovare le parole giuste.
(17/2/2010)

mercoledì 10 febbraio 2010

Ebrei di comodo, fascisti nell'animo


Leggo il post di Loris e non posso non pensare che da qualche anno gira un trucchetto miserabile che andrebbe smascherato a suon di pernacchie.
I fascisti, i neofascisti, i post fascisti, insomma tutta la razza dal cuore nero di questo paese, è convinta che per avere un certificato di buona condotta politica basti recarsi nelle assolate terre israeliane (meglio se dopo aver fatto una puntatina ad Auschwitz), calzarsi lo zucchetto sulle ventitré e fare quattro complimenti al governo di Israele, spingendosi fino a sdoganarne le peggiori malefatte e, con aria contrita, dichiarare di sentirsi israeliano!
E' facile essere solidali con le proprie vittime di sessant'anni fa, specie se oggi hanno un governo reazionario come pochi (e stranamente tanto miope da non accorgersi di essere usato da questi volponi), e sciacquarsi così la coscienza e la faccia per farla sembrare meno nera. E' furbo mostrare empatia di comodo con l'ebreo del 1940 sopravvissuto allo sterminio dei propri genitori storico-politici.
Un uomo politico che voglia il certificato di buona condotta è con l'ebreo del 2010 che deve essere solidale, e quest'ultimo ha la faccia e le mani dei rom, dei sinti, degli extracomunitari, dei musulmani, degli omosessuali, che invece continuano ad essere massacrati socialmente (e qualche volta fisicamente) tra l'indifferenza generale. Basterebbe leggere Roth per rendersi conto che le parole che oggi si spendono per queste categorie sono le stesse che negli anni Trenta erano impiegate per seminare diffidenza, disprezzo ed odio verso gli ebrei.
E' quantomeno singolare che la Germania che ha visto nascere l'abiezione del nazismo oggi sia un baluardo contro i rigurgiti eurofascisti. Lo stesso non si può dire dell'Italia. Poco più di un anno fa, nella multietnica Colonia, il sindaco conservatore Schramma ha capitanato la protesta contro il raduno delle estreme destre europee che si opponevano alla libertà di culto dei musulmani europei. In Italia i sindaci conservatori organizzano loro stessi le proteste contro gli stranieri. Il sindaco di Colonia sostiene che le città non appartengono a chi le ha fondate ma a chi le abita. In Italia si crede che i sindaci debbano rispondere ancora ad Alberto Da Giussano.
Dimenticavo: ricordate chi era l'esponente politico italiano pronto a dare man forte allo strame del neonazismo e neofascismo, in quel di Colonia? Il buon Borghezio, orgoglio delle italiche sponde, docente di infiltrazioni fasciste nelle istituzioni ed ironicamente membro della commissione per le libertà civili del Parlamento Europeo. Appunto.

(10/2/2010)

giovedì 4 febbraio 2010

Carlo Taormina e le leggi ad personam di Silvio Berlusconi


Non credo che ci sia bisogno di commentare la preziosa intervista che Alessandro Gilioli ha fatto a Carlo Taormina e pubblicata sul suo spazio web il 29 gennaio scorso.



«Conosco bene il modo con cui Berlusconi chiede ai suoi legali di fare le leggi ad personam, perché fino a pochi anni fa lo chiedeva a me. E, contrariamente a quello che sostiene in pubblico, con i suoi avvocati non ha alcun problema a dire che sono leggi per lui. Per questo oggi lo affermo con piena cognizione di causa: quelle che stanno facendo sono norme ad personam».
Carlo Taormina, 70 anni, è stato uno dei legali di punta del Cavaliere fino al 2008, quando ha mollato il premier e il suo giro – uscendo anche dal Parlamento – a seguito di quella che lui ora chiama «una crisi morale». Ormai libero da vincoli politici, in questa intervista a Piovonorane dice quello che pensa e che sa su Berlusconi e le sue leggi.
Avvocato, qual è il suo parere sulle due norme che il premier sta facendo passare in questi giorni, il processo breve e il legittimo impedimento?
«La correggo: le norme che gli servono per completare il suo disegno sono tre. Lei ha dimenticato il Lodo Alfano Bis, da approvare come legge costituzionale, che è fondamentale».
Mi spieghi meglio.
«Iniziamo dal processo breve: si tratta solo di un ballon d’essai, di una minaccia che Berlusconi usa per ottenere il legittimo impedimento. Il processo breve è stato approvato al Senato ma scommetterei che alla Camera non lo calendarizzeranno neanche, insomma finirà in un cassetto».
E perché?
«Perché il processo breve gli serve solo per alzare il prezzo della trattativa. A un certo punto rinuncerà al processo breve per avere in cambio il legittimo impedimento, cioè la possibilità di non presentarsi alle udienze dei suoi processi e di ottenere continui rinvii. Guardi, la trattativa è già in corso e l’Udc, ad esempio, ha detto che se lui rinuncia al processo breve, vota a favore del legittimo impedimento».
E poi che succede? Che c’entra il Lodo Alfano bis?
«Vede, la legge sul legittimo impedimento è palesemente incostituzionale, e quindi la Consulta la boccerà. Però intanto resterà in vigore per almeno un anno e mezzo: appunto fino alla bocciatura della Corte Costituzionale. E Berlusconi nel frattempo farà passare il Lodo Alfano bis, come legge costituzionale, quindi intoccabile dalla Consulta».
Mi faccia capire: Berlusconi sta facendo una legge – il legittimo impedimento -che già sa essere incostituzionale?
«Esatto. Non può essere costituzionale una legge in cui il presupposto dell’impedimento è una carica, in questo caso quella di presidente del consiglio. Non esiste proprio. L’impedimento per cui si può rinviare un’udienza è un impegno di quel giorno o di quei giorni, non una carica. Ad esempio, quando io avevo incarichi di governo, molte udienze a cui dovevo partecipare si facevano di sabato, che problema c’è? E si possono tenere udienze anche di domenica. Chiunque, quale che sia la sua carica, ha almeno un pomeriggio libero a settimana. Invece di andare a vedere il Milan, Berlusconi potrebbe andare alle sue udienze. E poi, seguendo la logica di questa legge, la pratica di ottenere rinvii potrebbe estendersi quasi all’infinito. Perché mai un sindaco, ad esempio, dovrebbe accettare di essere processato? Forse che per la sua città i suoi impegni istituzionali sono meno importanti? E così via. Insomma questa legge non sta in piedi, è destinata a una bocciatura alla Consulta. E Berlusconi lo sa, ma intanto la fa passare e la usa per un po’ di tempo, fino a che appunto non passa il Lodo Alfano bis, con cui si sistema definitivamente».
Come fa a esserne così certo?
«Ho lavorato per anni per Berlusconi, conosco le sue strategie. Quando ero il suo consulente legale e mi chiedeva di scrivergli delle leggi che lo proteggessero dai magistrati, non faceva certo mistero del loro scopo ad personam. E io gliele scrivevo anche meglio di quanto facciano adesso Ghedini e Pecorella».
Tipo?
«Quella sulla legittima suspicione, mi pare fossimo nel 2002. Gli serviva per spostare i suoi processi da Milano a Roma. Lui ce la chiese apertamente e noi, fedeli esecutori della volontà del principe, ci siamo messi a scriverla. E abbiamo anche fatto un bel lavoretto, devo dire: sembrava tutto a posto. Poi una sera di fine ottobre, verso le 11, arrivò una telefonata di Ciampi».
Che all’epoca era Presidente della Repubblica.
«Esatto. E Ciampi chiese una modifica».
Quindi?
«Quindi io dissi a Berlusconi che con quella modifica non sarebbe servita più a niente. Lui ci pensò un po’ e poi rispose: “Intanto facciamola così, poi si vede”. Avevo ragione io: infatti la legge passò con quelle modifiche e non gli servì a niente».
Pentito?
«Guardi, la mia esperienza al Parlamento e al governo è stata interessantissima, direi quasi dal punto di vista scientifico. Ma molte cose che ho fatto in quel periodo non le rifarei più. Non ho imbarazzo a dire che ho vissuto una crisi morale, culminata quando ho visto come si stava strutturando l’entourage più ristretto del Cavaliere.
A chi si riferisce?
«A Cicchitto, a Bondi, a Denis Verdini, ma anche a Ghedini e Pecorella. Personaggi che hanno preso il sopravvento e che condizionano pesantemente il premier. E l’hanno portato a marginalizzare – a far fuori politicamente – persone come Martino, Pisanu e Pera. E adesso stanno lavorando su Schifani».
Prego?
«Sì, il prossimo che faranno fuori è Schifani. Al termine della legislatura farà la fine di Pera e Pisanu».
Ma mancano ancora tre anni e mezzo alla fine della legislatura…
«Non credo proprio. Penso che appena sistemate le sue questioni personali, diciamo nel 2011, Berlusconi andrà alle elezioni anticipate».
E perché?
«Perché gli conviene farlo finché l’opposizione è così debole, se non inesistente. Così vince un’altra volta e può aspettare serenamente che scada il mandato di Napolitano, fra tre anni, e prendere il suo posto».
Aiuto: mi sta dicendo che avremo Berlusconi fino al 2020?
«E’ quello a cui punta. E in assenza di un’opposizione forte può arrivarci tranquillamente. L’unica variabile che può intralciare questo disegno, più che il Pd, mi pare che sia il centro, cioè il lavorio tra Casini e Rutelli. Ma se questo lavorio funzionerà o no, lo vedremo solo dopo le regionali».
(4/2/2010)

venerdì 25 dicembre 2009

Buone feste a tutti gli animali del mondo.


« Era costume dei pagani celebrare al 25 dicembre la nascita del Sole, in onore del quale accendevano fuochi come segno di festività. Anche i Cristiani prendevano parte a queste solennità. Quando i dotti della Chiesa notarono che i Cristiani erano fin troppo legati a questa festività, decisero in concilio che la "vera" Natività doveva essere proclamata in quel giorno. » Così scrisse, alla fine del secolo scorso, il vescovo Jacob Bar-Salibi.


Non ho mai amato la festività del Natale, questa bieca rimasticatura della festa romana del Sol Invictus. La celebrazione della nascita del messia dei cristiani è solo l'occasione per farsi rapinare la tredicesima mensilità (almeno per i fortunati che ancora ce l'hanno) ed una mediocre scusa per concedersi un paio di tavolate crapuloniche, con relativo sterminio di pesce, maiali, capitoni e così via.

In realtà si tratta, banalmente, della festa del sole in occasione del riallungarsi della durata del giorno. Un evento del quale oggi, in epoca di neon accesi 24 ore al giorno, si accorgono solo gli animali diversi dall'uomo.

Ed è quindi agli animali che voglio rivolgere i miei auguri. Soprattutto, consentitemelo, ai cani. Ho sempre pensato che i cani siano più intelligenti e sensibili di buona parte del degenere umano, ed il filmatino in basso lo conferma.

A tutti i miei amici a quattro zampe: buone feste!






(25/12/2009)

martedì 22 dicembre 2009

AAA Posto Fisso Cercasi!


Anche i maggiori responsabili del precariato italiano si sono accorti che la sicurezza del posto di lavoro può essere un argine conto le crisi finanziarie, soprattutto quando queste ultime sono causate proprio dal loro modo disinvolto, quando non addirittura delinquenziale, di intendere l'economia.
Dal momento che non tutti, per risolvere il problema del posto fisso, avranno la possibilità di sposare il figlio di Berlusconi, bisogna ingegnarsi per trovare un'occupazione reale, redditizia ed appagante. A tal fine il S.I.L.V.I.O. (ossia il Sistema Italiano per un Lavoro Veramente e Indubbiamente Opulento) ha identificato delle nicchie di mercato nel quale inserirsi per ottenere un'occupazione fruttuosa ed ha pubblicato una serie di annunci economici ai quali poter attingere per avere delle concrete possibilità di impiego, in linea con la mission del nuovo assetto politico. Ne riportiamo qui qualche esempio:


Prestigiosa società di servizi finanziari ricerca personale di bella presenza e di elevata cultura fisica. Al candidato si richiedono conoscenze base di matematica, almeno il terzo dan di karate e spiccata idiosincrasia verso protestati, pensionati, disoccupati. Preferenza a lobotomizzati.


Multinazionale siciliana ricerca personale per la cura di maneggi privati di benestanti famiglie brianzole. Sono richieste esperienza ventennale, nozioni di veterinaria, cautela nella fabbricazione di ordigni a base di tritolo. Preferenza a nessun ergastolo in fedina penale.


Multinazionale valuta le candidature di aspiranti manager, ramo divertimento e tempo libero, per affido pacchetto dipendenti livello stradale. Il candidato ideale deve dimostrare spiccata padronanza delle lingue (soprattutto albanese, ucraino, russo, rumeno, brasiliano) e capacità di gestione delle risorse umane in condizioni meteorologiche variabili. Necessario porto d'armi.


Camera dei Deputati di famoso Stato europeo ricerca personale femminile per prestigiosi incarichi istituzionali da svolgersi presso il Parlamento o lussuose ville sarde. Si richiede maggiore età (possibilmente appena compiuta o da compiersi a breve) ottima presenza e spiccata inclinazione ai rapporti umani. Preferenza ad alfabetizzate (anche livello base) e gerontofile.


Importante casa editrice ricerca personale per prestigiosi incarichi presso le maggiori testate italiane, in ruoli chiave per la formazione della pubblica opinione. Si richiede capacità di scrivere, anche se solo un tasto alla volta, sotto dettatura. Preferenza a persone poco curiose che non facciano domande neanche in sede di interviste.


Dilagante movimento politico-culturale settentrionale ricerca giovani motivati per la formazione di squadre di lavoro per la tutela del patrimonio ambientale e dell'ordine pubblico. Si richiede disponibilità a turni notturni, inclinazione al cameratismo, capacità di gestione delle emergenze, diffidenza verso lo straniero, il meridionale, il culattone. Preferenza a categorie protette, con particolare riferimento a pregresse meningiti e/o ritardo mentale medio-grave.


Enorme studio legale seleziona laureati in giurisprudenza per stesura di leggi atte ad ottenere l'assoluzione, la prescrizione o il non luogo a procedere del proprio unico patrocinato. Si richiede ghigno beffardo e faccia da stronzo. Preferenza a chi ha superato l'esame di Diritto Costituzionale con l'aiuto del Cepu.
(22/12/2009)

lunedì 14 dicembre 2009

Aggressione al disegnamutande


In They Dance Alone Sting cantava: "Hey Mr. Pinochet / You've sown a bitter crop" (Hey signor Pinochet / hai seminato un raccolto amaro), citando un detto inglese corrispondente più o meno al nostro chi semina vento raccoglie tempesta.
Con questo non voglio dire che Berlusconi se la sia meritata la riproduzione del Duomo di Milano in pieno volto, ma chiunque, in ogni occasione pubblica, rivolga parole violente ad avversari politici, organi d'informazione, magistratura e chi più ne ha più ne metta, non può stupirsi se persone meno capaci di esercitare il self control perdano la ragione e reagiscano come possono.
Del resto, un premier che fa fare al proprio paese figuracce a ripetizione sul palcoscenico internazionale, ad esempio disegnando mutande da donna al cospetto dei maggiori primi ministri europei durante importanti vertici, non può certo aspettarsi di essere accolto dalle folle con lanci di tanga profumati, specie da chi voleva verificare se avesse davvero la faccia di bronzo.
(14/12/2009)

sabato 12 dicembre 2009

Depenalizziamo tutti i reati dei ricchi


Nei giorni in cui si torna a discutere delle presunte collusioni mafiose del capo del governo mi torna alla mente la voce circolata poco tempo fa su possibili manovre per rendere inoffensivo il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, delitto del quale si cerca di provare la colpevolezza di probi uomini come, guarda caso, Marcello Dell'Utri e lo stesso Berlusconi.
Che strano concetto che la destra ha di Ordine Pubblico e Legalità. La campagna elettorale prima, e il lavoro del governo dopo, hanno convinto gli italiani che gli unici delinquenti di questo paese sono gli stranieri, specie se poveri e disperati, i ladruncoli, gli ultimi, i diseredati. Al contrario, se si cerca di stabilire eventuali connessioni tra potere politico, finanziario e mafia, quando cioè si sfiorano gli intoccabili, ci si trova di fronte a manovre della magistratura comunista.
Per i reati normalmente commessi da imprenditori, magnati ed uomini d'affari in genere esiste una neanche più tacita indulgenza. Ad esempio, grazie al presidente operaio Silvio, non esiste più il falso in bilancio, e con lo scudo fiscale si è dato un colpo di spugna anche a gravissimi reati finanziari come l'esportazione di valuta, senza considerare i continui condoni fiscali che ovviamente favoriscono soprattutto chi ha tantissimo da regolarizzare.
Dal momento che la legge non è più uguale per tutti e che ci si avvia alla indianizzazione della società con la divisione della popolazione in caste ben definite, proporrei la depenalizzazione anche di altri reati che potrebbero disturbare il sereno lavoro degli oligarchi nostrani.
La bancarotta fraudolenta, per esempio. Possibile che un onesto imprenditore non possa fare della propria azienda quello che vuole? Chiamiamola inconveniente finanziario e non se ne parli più.
Che dire della corruzione? Cos'è se non una serena transazione finanziaria tra privati cittadini? C'è bisogno di scomodare i giudici comunisti e invidiosi per questo?
E l'estorsione? Vi sembra giusto che un impero economico come la mafia abbia bisogno di chiedere il pizzo ai commercianti per sopravvivere? No, chiamiamola imposta privatizzata (si potrebbe addirittura dare un appalto vero e proprio alle cosche) con recupero crediti stabilito alla fonte. Qualora al momento della riscossione ci dovesse scappare l'omicidio si tratterebbe solo di un'anticipazione della conclusione del normale ciclo vitale.
E se proprio un ricco vuole concedersi una rapina, un prestito da usura, un'appropriazione indebita, può sempre sanare l'episodio versando allo Stato il 5% del ricavato ed evitare così la galera. In fin dei conti è quello che avviene già con lo scudo fiscale.
(12/12/2009)

venerdì 11 dicembre 2009

L'impegno del Governo nella lotta alla mafia





Solo un imbecille non se ne sarebbe accorto da solo, ma fa comunque impressione sentirlo dire anche da voci più autorevoli.

Gioacchino Genchi: "I veri poliziotti che hanno fatto quella cattura si sono vergognati e se ne sono andati e mi hanno telefonato, mi hanno detto qui stanno facendo uno schifo, perchè hanno organizzato una messinscena davanti alla questura, portando le persone loro, con i pullman, per organizzare quell'apparente solidarietà alla polizia. Ma vi rendete conto di cos'è l'Italia? Che livello di bassezza abbiamo toccato? Che livello di mistificazione?"

(11/12/2009)

mercoledì 18 novembre 2009

Il Papa invoca generosità per gli affamati ed offre preghiere



Fratelli e sorelle carissimi,
frateme e soreme adorati,

ci ho messo la bellezza di due giorni per capire che sfaccetta si sono detti tutti i grandi della Terra al vertice della Fao, anche perchè fino all'altroieri io manco lo sapevo che esistesse questa organizzazione, datosi che noi frati non abbiamo mai avuto grossi problemi di alimentazione e quindi non abbiamo mai avuto bisogno di rivolgerci a questi qua.

E poi c'è pure il caso che ai disgraziati affamati nel mondo è sempre stata la Chiesa a portare un tozzo di pane, un po' per farci perdonare tutti i soldi che ci regalano, ed un po' perchè così si ottengono conversioni a buon mercato:
Tieni fame? Convertiti e comunicati che ti do' un piatto di minestra!

Invece pare che la Fao sia importante, tant'è vero che ci è andato anche il Santo Padre Papa Ratzinger, che ha ammonito i popoli: "Non è possibile continuare ad accettare opulenza e spreco, quando il dramma della fame assume dimensioni sempre maggiori!"
Quindi ha dato subito il buon esempio: ha accarezzato l'anello col brillocco, poi il crocefisso d'oro massiccio, ha valutato le scarpe di Prada, ha sfiorato l'ermellino di Annabella, ha pensato alle migliaia di oggetti preziosi che adornano i suoi appartamenti del Vaticano, ha considerato il valore degli inestimabili tesori della Città Santa, con la mente è andato agli incalcolabili immobili che la Chiesa possiede in tutto il mondo, quindi ha concluso: "Vabbè, pregherò per voi."

Non solo: il Papa ha anche ricordato: "E' necessario maturare una coscienza solidale, che consideri l'alimentazione e l'accesso all'acqua come diritti universali di tutti gli esseri umani, senza distinzioni né discriminazioni". Adesso, sarà che Berlusconi in questi giorni ha la testa altrove, sarà che in Parlamento difendono tanto il crocefisso di legno ma hanno minore attenzione per i poveri cristi, fatto sta che in Italia hanno pensato subito di privatizzare l'acqua.

Ma questi sono cazzi vostri, il Vaticano c'ha l'acqua sua.

Pace e bene, stateve buone!
Fra' Ciccio Da Pozzuoli

mercoledì 4 novembre 2009

AAA Posto fisso cercasi


Anche i maggiori responsabili del precariato italiano si sono accorti che la sicurezza del posto di lavoro può essere un argine conto le crisi finanziarie, soprattutto quando queste ultime sono causate proprio dal loro modo disinvolto, quando non addirittura delinquenziale, di intendere l'economia.
Dal momento che non tutti, per risolvere il problema del posto fisso, avranno la possibilità di sposare il figlio di Berlusconi, bisogna ingegnarsi per trovare un'occupazione reale, redditizia ed appagante. A tal fine il S.I.L.V.I.O. (ossia il Sistema Italiano per un Lavoro Veramente e Indubbiamente Opulento) ha identificato delle nicchie di mercato nel quale inserirsi per ottenere un'occupazione fruttuosa ed ha pubblicato una serie di annunci economici ai quali poter attingere per avere delle concrete possibilità di impiego, in linea con la mission del nuovo assetto politico. Ne riportiamo qui qualche esempio:

Prestigiosa società di servizi finanziari ricerca personale di bella presenza e di elevata cultura fisica. Al candidato si richiedono conoscenze base di matematica, almeno il terzo dan di karate e spiccata idiosincrasia verso protestati, pensionati, disoccupati. Preferenza a lobotomizzati.

Multinazionale siciliana ricerca personale per la cura di maneggi privati di benestanti famiglie brianzole. Sono richieste esperienza ventennale, nozioni di veterinaria, cautela nella fabbricazione di ordigni a base di tritolo. Preferenza a nessun ergastolo in fedina penale.

Multinazionale valuta le candidature di aspiranti manager, ramo divertimento e tempo libero, per affido pacchetto dipendenti livello stradale. Il candidato ideale deve dimostrare spiccata padronanza delle lingue (soprattutto albanese, ucraino, russo, rumeno, brasiliano) e capacità di gestione delle risorse umane in condizioni meteorologiche variabili. Necessario porto d'armi.

Camera dei Deputati di famoso Stato europeo ricerca personale femminile per prestigiosi incarichi istituzionali da svolgersi presso il Parlamento o lussuose ville sarde. Si richiede maggiore età (possibilmente appena compiuta o da compiersi a breve) ottima presenza e spiccata inclinazione ai rapporti umani. Preferenza ad alfabetizzate (anche livello base) e gerontofile.

Importante casa editrice ricerca personale per prestigiosi incarichi presso le maggiori testate italiane, in ruoli chiave per la formazione della pubblica opinione. Si richiede capacità di scrivere, anche se solo un tasto alla volta, sotto dettatura. Preferenza a persone poco curiose che non facciano domande neanche in sede di interviste.

Dilagante movimento politico-culturale settentrionale ricerca giovani motivati per la formazione di squadre di lavoro per la tutela del patrimonio ambientale e dell'ordine pubblico. Si richiede disponibilità a turni notturni, inclinazione al cameratismo, capacità di gestione delle emergenze, diffidenza verso lo straniero, il meridionale, il culattone. Preferenza a categorie protette, con particolare riferimento a pregresse meningiti e/o ritardo mentale medio-grave.

Enorme studio legale seleziona laureati in giurisprudenza per stesura di leggi atte ad ottenere l'assoluzione, la prescrizione o il non luogo a procedere del proprio unico patrocinato. Si richiede ghigno beffardo e faccia da stronzo. Preferenza a chi ha superato l'esame di Diritto Costituzionale con l'aiuto del Cepu.

Z

martedì 27 ottobre 2009

Silvio Berlusconi malato di scarlattina


Berlusconi è molto più giovane della sua età anagrafica. L'ha ripetuto spesso il suo medico di fiducia, Umberto Scapagnini, che lo cura molto meglio di quanto abbia curato la città di Catania come sindaco. Secondo il luminare Berlusconi è un giovanotto nascosto sotto la pelle inceronata di un settantenne. Addirittura, è tecnicamente immortale.
I fatti recenti lasciano supporre che non solo Silvio sia immortale, ma che sia addirittura il nostro Benjamin Button: col passare del tempo ringiovanisce invece di invecchiare.
Le sue performance sessuali sono da ventenne.
Le sue frequentazioni da adolescente.
Le sue scuse per le continue marachelle sono infantili.
Oggi, coi suoi 73 anni compiuti da meno di un mese, da persona sempre più giovane col trascorrere del tempo, il nostro presidente comincia a sviluppare addirittura le malattie esantematiche dell'infanzia! E' infatti notizia di oggi che Silvio Berlusconi ha la scarlattina!
Se proprio dovessimo scegliere una canzone per sottolineare la sua vitalità sia fisica che politica non potremmo ignorare quel simpatico motivetto che fa, più o meno: "Giovinezza, giovinezza, primavera di bellezza..."
Se continua così Noemi Letizia potrebbe quasi essere accusata di abuso di minore...

(Nella foto, Berlusconi è condotto nella nursery a fine giornata lavorativa)

Z

sabato 17 ottobre 2009

Perchè Silvio Berlusconi si e Marco Carta no?

Lo so che non è un'ipotesi plausibile, ma immaginiamo solo per un momento che Marco Carta, il ragazzino di Amici, vinca il Festival di Sanremo. E lo vinca perchè scelto dal popolo, attraverso il meccanismo poco trasparente del televoto.
In fin dei conti si tratterebbe di una persona che viene dalla televisione, che conosce la potenza mediatica del mezzo e sa usarla per i propri scopi, ed anche se la sua proposta musicale è alquanto reazionaria riuscirebbe a spuntarla su avversari più dignitosi ma con meno appeal, tipo Cammariere, Tricarico ed altri.

Immaginiamo poi che, essendo stato scelto dal popolo, Carta non si preoccupi solo di amministrare il proprio successo e di adempiere ai compiti ai quali è istituzionalmente chiamato (interviste, foto coi reporter, cantare il proprio brano in tutte le trasmissioni, fare serate, etc), ma pretenda, forte del titolo ottenuto non da una giuria ma dal popolo, di cambiare le regole del Festival: che pretenda anche di presentarlo, di cambiare il regolamento, di istituire una giuria che risponda solo a lui e del cui parere se ne fotta perchè loro, i giurati, non sono stati eletti dal popolo come lui ma sono, banalmente, rappresentanti illustri della società.


Ecco, se Marco Carta facesse tutto questo, e non l'ha fatto, pensereste quantomeno che si è montato la testa, nella peggiore delle ipotesi che sia uno stronzo approfittatore. E si tratta solo di canzonette.


Perchè allora, in ambiti ben più importanti per la nostra vita e per la convivenza civile all'interno della società, una persona eletta dal popolo perchè amministri il Paese e che pretenda di sovvertirne gli ordinamenti, usando pretestuosamente come scusa che le sue giurie non sono mica elette dal popolo, come invece sarebbe piaciuto alla mafia, continua a sedere ancora al suo posto?
A questo punto, caro Marco, pretendo che al prossimo Festival tu, e solo tu, conduca la kermesse, canti tutte le canzoni in gara, diriga la giuria e prenda tutti i premi. In fin dei conti sei stato scelto dal popolo.
Z

mercoledì 29 luglio 2009

La Legge è uguale per tutti meno uno


Per quanto ci è dato di sapere, non è ancora giunta risposta.


(la foto riproduce la scansione della comunicazione originale effettivamente spedita al Ministro della Giustizia Angelino "Lodo" Alfano - clicca la foto per ingrandire)

(29/7/2009)

lunedì 8 giugno 2009

Rapina con le maschere di Berlusconi e Dell'Utri (Otello)


La più grande abilità che ho avuto in vita mia è stata quella de metterme nei casini più allucinanti. Scegliese l'amicizie sbajate, pe' l'artri è 'n incidente de percorso, per me è 'n arte. C'è stato un periodo in cui frequentavo un baretto verso l'inizio della Salaria, dove conoscevi gente che definì particolare è 'n comprimento. Pe favve capì quello che se beveva lì dentro, 'na vorta che me venne vojia de prenne 'na bevanda diversa dal solito amaro o dal liquorino da tre sordi, e chiesi un the al latte, vidi er vecchio barista riempì 'n bicchiere de latte, scallarlo al vapore e poi mettece dentro 'na bustina de thè che teneva da quarche parte da chissà quant'anni.

In quer baretto conobbi Er Chiavica, un signor professionista che s'era guadambiato quer soprannome perchè conosceva le fogne de Roma come er cesso de casa sua e le usava pè scappà dopo li sgobbi. Me meritai la sua stima perchè, visto che alle vorte soffro di una rinite allergica e nun sento un odore manco a pagamme, ero uno dei pochi a nun morì dalla puzza quando ce stavo vicino.

Un giorno Er Chiavica me raccattò al bar e me chiese de salì in macchina con lui. Girando a vuoto per il quartiere, me propose de aiutallo in uno sgobbo facile facile che aveva progettato, diceva lui, a tempo perso. Se trattava de fà irruzione in un ufficio postale e portasse via tutto il possibile. Io nun me la sono mai sentita de fà sgobbi nei quali abbisognava tenè in mano 'na pistola, ho sempre avuto paura de fà male a quarcheduno e de sparamme sui piedi da solo, ma lui me promise che bastavano due pistole giocattolo de plastica che c'aveva lui, che con quelle vere nun saremmo mai passati dalle porte elettroniche.

"Lunedì è giorno de pagamenti de penzioni" me disse lui. "Se annamo all'apertura trovamo le casse belle piene. Tiè, provate questa." E me passò 'na maschera de carnevale, una de quelle de gomma che t'aricoprono tutta la testa. "Tanto per nun te fà vedè in viso, visto che adesso le poste sono piene de telecamere."
Me la incarcai bene in testa e me guardai allo specchietto del parasole. Quasi me venne un coccolone! Ner vetrino nun ce vidi un viso strano, de quelli carnevaleschi, ma la faccia de Berlusconi. "Ma che è stà cosa, ahò?" Je dissi, levandomela de corsa.
"Oggiggiorno vanno de moda le maschere dei potenti, mica de Purcinella o Rugantino. Che nun l'hai visto quer firme dove fanno le rapine co le maschere dei presidenti americani? Come se chiama..."
Io ar cinema ce annavo giusto pè sfilà quarche portafojio, ma da quanno è partita la moda del posto numerato e nun ce stanno più spettatori in piedi assorti ho smesso de frequentarlo.
"Nun lo so come se chiama, ma sei sicuro che poi nun se annamo a infilà in quarche grana politica?"
"Ma che c'entra la politica? Annamò a rapinà 'na posta, mica a comprà 'na banca! Tiè, guarda la mia!" E ridendo me passò n'artra maschera. Senza bisogno d'infilarla riconobbi i lineamenti di Marcello Dell'Utri.
"Seconno me s'annamo a mette nei casini." Je preavvertii, ma lui scrollò le spalle con sufficienza, come a di': ma che sarà mai.

Il lunedì concordato arrivammo fuori l'ufficio postale un paio de minuti dopo l'orario di apertura. Ce giungemmo co 'na macchina che Er Chiavica aveva rubato 'na mezz'ora prima a un paio di isolati di distanza, che è mejo nun presentasse a certi appuntamenti co' la macchina propria. Per la verità er compito de procurare la macchina era mio, e l'avevo pure assolto discretamente la sera prima, si nun era per un piccolo particolare. M'ero accorto che la macchina che avevo prelevato era in riserva de benzina, e annando da l'unico benzinaro aperto la domenica sera scopersi a mie spese che il padrone della macchina era proprio er benzinaro presente, e per evitare il traumatologico dovetti lasciare lì la macchina e farme una corsetta per campi e fratte.

Prima de scenne dall'auto indossammo le maschere dei due galantuomini, quindi facemmo 'na corsetta sur marciapiede, passammo le porte de sicurezza e ce ritrovammo in un ufficio postale zeppo de vecchietti che sgomitaveno per la penzione.

"Ma che è, er festival der femore?" Disse Er Chiavica. "Tira fori la pistola, forza!" Ed urlò che stavamo a fà 'na rapina.
Se girarono tutti subito dalla parte nostra, e ce fissarono co l'occhietti cattivi.
"Ma chi è, Berlusconi?" Fece un vecchio. "Cci sua, nun solo nun m'ha aumentato la penzione, adesso me la vole pure fregà?" Ed arzò er bastone con fare minaccioso.
"Ma no, è 'na mascherata!" Disse un altro vegliardo. "Pure le pistole so' farlocche, io sono militare in pensione, me ne intendo!"
"Ah, sò finte?" Fece un terzo vecchiaccio. "E allora damoje!"
"Pure se sei finto me sfogo lo stesso!" Disse un artro, venendoce incontro a stampella alzata come un cavaliere medievale in un torneo a cavallo.
"E te chi sei, Dell'Utri? E viè quà bello, mò te spiego chi è 'n eroe, artro che er tuo cavallaro!"

Insomma, pe' falla breve, ce corcarono de botte e riuscimmo a ripassà per le porte de sicurezza per miracolo. Ner casotto perdemmo maschere e pistole finte. Nun so' sicuro ma credo che uno dei vecchietti, forse per collaudare la protesi nuova, prese 'na maschera a mozzichi e la fece a brandelli. All'uscita, sarà stata la confusione o la forza dell'abitudine, Er Chiavica se 'nfilò in un tombino e sparì ner sottosuolo. Io invece raggiunsi la macchina ma una vorta dentro m'accorsi che le chiavi ce l'aveva il mio compare, quindi dovetti far perdere le mie tracce corendo come un dannato, e me sentii ar sicuro solo quanno riuscii a infilarme in un cinema de terza visione, uno de quelli che programma film che manco li peggio canali televisivi vuole più. Manco a fallo apposta, stavano a proiettà Point Break. Mortacci sua!

venerdì 15 maggio 2009

La Chiesa difende i concubini famosi? (Joseph)

Familista Joseph,
Premesso che del divorzio del Presidente del Consiglio, e futuro Nobel, Silvio Berlusconi mi interessa poco e che della sua vita privata me ne sbatto i santissimi, almeno fino a quando non coinvolga le istituzioni e la res pubblica, Le scrivo per chiederle delucidazioni su quanto preveda il diritto canonico per i divorziati. Come è noto, Berlusconi ha sposato la signora Lario in seconde nozze con il solo rito civile, e quindi per la Chiesa non è altro che un concubino, essendo il primo matrimonio, regolarmente celebrato in chiesa, indissolubile. In sostanza, agli occhi della Chiesa, il loro matrimonio non solo è inesistente ma la loro unione è addirittura illecita, ed un eventuale divorzio sarebbe visto, sempre dalla Chiesa, in maniera addirittura positiva, in quanto farebbe cessare una condizione di grave illiceità. Se è vero tutto questo, per quale motivo Don Verzè, il sacerdote fondatore della mega azienda ospedaliera milanese San Raffaele, ha addirittura pubblicamente chiesto a Veronica Lario di tornare sui suoi passi e di riconciliarsi col suo concubino, di fatto incoraggiandoli a perseverare sulla via del peccato? Forse la Chiesa adopera due pesi e due misure in base a chi sono i concubini ed a quanto sono prestigiosi?
Fiducioso di un chiarimento, vostro
Incredulino


Komunisten Kretulinen,
Ton Ferzè est krante imprentitoren, et kvinti ci est krante solitarietà tra imprentitoren. Sia Ton Ferzè ke Perluskonen kominciatò attifità ti imprentitoren a ompra di kranti fikure: Nostro Signoren per Ton Ferzè, Kraxen per Perluskonen. Kvesto fa sì ke feelink tra imprentitoren si tratuce anke kon strappetten a rekola ti tiritten kanoniken, ke noi interpreta in pase anke a konfenienzen ti momenten. E poi, se a te poko importa ti matrimonien ti nostro amaten premier, perkè tu rompe kaiser kon kveste lettere e no va a laforaren?

mercoledì 6 maggio 2009

Chiesa, maestra di sobrietà (Joseph)

Rigoroso Joseph,
Ho letto con piacere e soddisfazione il duro intervento sul quotidiano dei vescovi Avvenire circa le vicende boccaccesce del presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Come giustamente la Santa Sede fa notare, vogliamo tutti un premier più sobrio. A questo punto non resta che chiedere se Lei, in quanto autorità ecclesiale, possa fornirci quale esempio concreto. Secondo Lei, come deve essere un leader sobrio? Sicura di una risposta immediata, porgo ossequiosi omaggi.
Chanel

Kara Scianellen,
In kaso kome kvesto io pensa ke immacine fale più ti mille parolen, et per kvesto io fornisce te kvalke immacine per tare esempien konkreten ti kome tefe essere ein kastikaten und soprien leater, ja!