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sabato 22 novembre 2008

Curiosità su orifizi diversi da quelli addetti alla procreazione (Joseph)


Padre Joseph,
è la prima volta che le scrivo; spero che abbia tempo per rispondere anche a me, umile lettrice smarrita, in un mondo di anticlericali, che rappresentano il male assoluto, come è stato ribadito di recente da nostra eminentissima santità, al contrario della camorra (visto che il santooo patreee non ne ha parlato, ne deduco che, finalmente, non rappresenta più un problema!).Uno di quei cosi là, brutti, come si chiamano... atei, ecco sì, mi ha detto che da kulooo no nasce pampino neanche se coppia che lo usa è eterosessuale.
Padre Joseph, lei comprenderà il mio smarrimento... effettivamente, la sotomiaaaa è sotomiaaa per tutti, omosessuali e non. Allora, per quale motivo nessun prete ha mai cacciato da chiesa coppia eterosessuale anche se da kulooo no nascere pampini?Attendo, devota e fiduciosa, una sua risposta.

Kuriosa anonimen,
fostra ossessionen per kulo lascia me molto ta pensare. Io teme ke est macciore di nostra stessen ossessionen per kulo. A kvesto punten, fisto ke noi pratikamente kolleken, io toglie te kuriosità. Sekonto kiesen koppia normalen, kvela ke tu kiama kon prutto termine eterosessualen, no può konciuncere karne senza certifikaten ti nozze ti kiesen. Una folta sposaten koppia può fare kosetten zozzen, ma solo per fare pampìno, e no tefe spiekare io kvale orifizien pisogna usaren. Per kvesto tutti altri orifizien sono kontronaturen, anke se goterecci und sfiziosen sekonto mente perfersa, e ki usa kvesti komette pekkaten. Kvinti koppia normalen und sposata ke usa altro orifizien tefe pentirsi und konfessare. Io ti solito tà penitenzen ti 40 afemarien und 40 paternoster. Se turante krafe pekkaten maskietten ha anke sprekaten suo likuvito kon semini fifi, afemarien passano a 80. Se koppietten ti pekatori no est neanke sposaten si rattoppia anke paternoster. Kome fete tariffario est preciso, no serfe kacciare koppia ta kiesen. Se noi kaccia ta kiesa tutti pekatoren ki fersa più offerten? Noi fa eccezionen solo per finokkien: noi kacciare loro solo perkè afemarien und paternoster sareppero talmente tanten ke la sera noi no potere più kiutere kiesen.

martedì 18 novembre 2008

Nuovi elementi di critica costruttiva su Bibbia ed omosessualità (Joseph)


Gentile Padre Joseph,
se permette torno sull'argomento introdotto dal signor Cristiano M. circa la condanna dell'omosessualità della chiesa. Se tanti secoli di persecuzione sono dovuti a quel versetto della Bibbia mi sembra di trovarmi di fronte ad una situazione francamente delirante.
Nello stesso libro, il Levitico, ho trovato infatti altri divieti che ogni buon cristiano dovrebbe rispettare alla lettera come il precedente, pena le fiamme eterne dell’inferno, ma che sono regolarmente disattesi.
Al capitolo 15 (19-24) si raccomanda di non avere contatti con donne qualora avessero le mestruazioni.
Al capitolo 25 (44) si afferma che si possono avere degli schiavi.
Un altro abominio, capitolo 11 (10), sarebbe mangiare crostacei.
Al capitolo 21 (17-23) Dio direbbe a Mosè, offendendo i disabili: "nelle generazioni a venire nessun uomo della tua stirpe che abbia qualche deformità s'accosterà per offrire il pane del suo Dio; perché nessun uomo che abbia qualche deformità potrà accostarsi: né il cieco, né lo zoppo, né colui che ha una deformità per difetto o per eccesso, o una frattura al piede o alla mano, né il gobbo, né il nano, né colui che ha una macchia nell'occhio, o ha la rogna o un erpete o i testicoli infranti."
Al capitolo 19 (26-28), il Signore ordinerebbe: "Non mangerete carne con il sangue. Non praticherete alcuna sorta di divinazione o di magia. Non vi taglierete in tondo i capelli ai lati del capo, né deturperai ai lati la tua barba. Non vi farete incisioni sul corpo né vi farete segni di tatuaggio."
Al verso 19 invece ordina: "non porterai veste tessuta di due diverse materie."
Al capitolo 11 (2-8) ci sono altre prescrizioni alimentari: "Potrete mangiare d'ogni quadrupede che ha l'unghia bipartita, divisa da una fessura, e che rumina. Ma fra i ruminanti e gli animali che hanno l'unghia divisa, non mangerete i seguenti: il cammello, perché rumina, ma non ha l'unghia divisa, lo considererete immondo; l'ìrace, perché rumina, ma non ha l'unghia divisa, lo considererete immondo; la lepre, perché rumina, ma non ha l'unghia divisa, la considererete immonda; il porco, perché ha l'unghia bipartita da una fessura, ma non rumina, lo considererete immondo. Non mangerete la loro carne e non toccherete i loro cadaveri; li considererete immondi."
Al capitolo 20 (verso 12) si ordina: "se uno ha rapporti con la nuora, tutti e due dovranno essere messi a morte; hanno commesso un abominio."
Nello stesso capitolo, al verso 10, si può leggere: "Se uno commette adulterio con la moglie del suo prossimo, l'adùltero e l'adùltera dovranno esser messi a morte."
Insomma parrebbe che l'adulterio è un abominio ben più grave dell'omosessualità, visto che reclama addirittura la pena di morte, anche se in genere in confessionale si risolve a tarallucci e vino.
Parrebbe anche che nessun uomo con limiti fisici possa dire messa, cominciando dal Papa che porta gli occhiali, per non parlare di quei preti che hanno i testicoli infranti dall'inattività o l'uccello fuori misura standard.
Che non si possano mangiare le fiorentine al sangue, braciole di maiale e gamberetti, per non parlare delle linguine all'astice.
Che è abominevole farsi fare le carte dalla cartomante.
Che è vietatissimo portare il pizzetto, i piercing ed i tatuaggi.
Che è abominevole indossare i misto lana o le magliette lana fuori / cotone sulla pelle.
Che si dovrebbe bandire dal paese le donne durante il ciclo mestruale.
Che si dovrebbero ammazzare i signori che scopano con la moglie del figlio. L'unico precetto che si applica facilmente è il divieto di mangiare l'irace, anche perchè credo che nessuno sappia cosa sia.
Perchè invece si tace su tutto questo e si insiste sempre e così tanto esclusivamente sul versetto riconducibile all'omosessualità?
Disillusamente vostro
Piergiorgio O.

Karo pekatore impiccionen,
Tua letteren è timostrazionen ke fetele fareppe pene a no leccere Pippia, e pene ha fatto nostro Patre Ratzinger a kietere ti nuovo messen in latinen, perkè meno kose kapiten e meglio est. Io no potere rispontere te fazilmenten perkè atormentato a metà ti tua letteren, ma io profa lo stessen. Noi rompe palle a finokkien perkè finokkien no fa pampino. Vekkietten maliziosen ke molesta nuoren forse fa pampino. Signora kon mestruazionen si prepara a fare pampino. Ciofanotto ke intossa veste di due tessuten salfakuartia saluten perkè kosì fa meglio pampino. E anke kon tatuaccio o pirsink si può fare pampino. Persona ke mancia karne ti maiale, ti krostaceen, ti kammellen, si mette in forze per fare pampino. Solo finokkien no fa pampino, e a noi piace tanto pampino. Kapiten atessen?

lunedì 17 novembre 2008

L'omosessualità è un abominio per la chiesa (Joseph)



Colto Padre,
la prego di fare chiarezza su un dubbio che mi arrovella. Un caro amico molto devoto della parola di Dio, sul quale avevo fatto anche un pensierino, mi ha ribadito per l’ennesima volta che secondo la Bibbia l’Omosessualità non è voluta dal signore. Lo ricorda san Paolo nei suoi epistolari forte di un versetto del levitico (18:22) secondo il quale l’Omosessualità è considerata abominio e non può essere tollerata in nessun caso. Così ho cercato quel versetto ed ho trovato la seguente prescrizione: “Non avrai con maschio relazioni come si hanno con donna: è abominio.” A parte la misoginia di dare una prescrizione del genere solo per gli uomini, leggendolo alla lettera mi viene il dubbio che per migliaia di anni ci abbiate preso per il... in giro. Infatti, da un punto di vista strettamente tecnico, due uomini non possono in nessun modo avere tra loro relazioni come si hanno con una donna. Se vuole scendo nei dettagli ma mi pare lapalissiano che, mancando al maschio i genitali femminili, due uomini non possono penetrarsi la vagina tra loro, non le pare? Quindi, per quanto mi riguarda, quel versetto ha un vizio di forma e lo considero non valido.
Gaiamente suo
Cristiano M.

Ignorante und folkare sporkaccionen,
tu cerca fizio anke in fersetten ti Pippia! Tu gioka kon le parolen per tirare akvua, e non solo kvella, a tuo mulinen. Tu sa meglio ti me ke kon tonna no si fa solo kvelo ma essa è proffista anke ti altri orifizien, ke sono kveli ke usi kon altro maskien, sporkaccionen! Orifizien ke sono anke fietaten ta kiesa perkè ta kulo no nasce pampino, e neanke ta pokka! E se sono fietati per tonna, ke est un kratino sotto e serfe solo per prokreazione und fersamenten otto per millen (tanto è fero ke noi no fa prete tonna manko per le pallen), fikurati per maskien! Retimiti e kominzia a prokrearen. E se proprio tu no riesce ta a me tuo telefono, preko.

mercoledì 12 novembre 2008

Eluana Englaro nella voce del Vaticano (Joseph)


Caro padre,
La povera Eluana Englaro è ad un punto cruciale della sua esistenza terrena. La Cassazione non ha dato seguito al ricorso della procura di Milano contro la decisione della Corte d'Appello che autorizzava l'interruzione dei trattamenti sanitari, e quindi per la povera ragazza potrebbero aprirsi le strade di un sollievo definitivo alle sue sofferenze, che vanno avanti da ben sedici anni. Sono una cattolica convinta e proprio per questo credo che la natura dovrebbe fare il suo corso e non essere ostacolata da procedure contro natura, tipo l'accanimento terapeutico, le alimentazioni forzate, le respirazioni artificiali. Invece per la Santa Sede sospendere l'idratazione e l'alimentazione in un paziente in stato vegetativo è "
una mostruosità disumana e un assassinio". Mettendo da parte la mia contrarietà verso l'ingerenza della chiesa nelle vicende giudiziarie italiane, insomma, mi spiega cos'è per la chiesa contro natura e cosa è lecito?
Maria Lourdes


Kara Ma-tonna,
Non c'è rekola ceneralen, kvinti è presten detten: kontro natura è tutto kvelo che ci sta sui zebedei, pro natura è tutto kvelo ke ci fa komodo. Semplice, no?

martedì 27 marzo 2007

Contro natura


Il Papa sostiene, con ostinato candore, che si deve difendere la famiglia naturale. Ma cosa intende per natura, viene da chiedere. Ogni normativa sociale, se guardiamo bene, va contro natura. Nel mondo naturale il più grosso mangia il più piccolo, il più robusto schiavizza il più debole, le madri si accoppiano con i figli, i padri con le figlie, i fratelli con le sorelle. In natura non esiste morale, se per morale intendiamo prescrizioni che gli uomini si scelgono per vivere nello stesso Paese, nella stessa città, nella stessa casa, senza scannarsi a vicenda.
Proprio per difendere la famiglia artificiale creata dall'uomo, sono state stabilite discipline che impediscono il vivere selvaggio del nucleo originale: l'incesto per esempio, presente in tutte le specie, anche nell'uomo, addirittura ammesso in certe circostanze storiche — vedi gli antichi egiziani — è stato proibito, come racconta bene Malinowski, per permettere alle prime tribù di espandersi, andare a cercare altre tribù, intrecciare rapporti e quindi aprire scambi di idee, di conoscenze, di esperienze.
Se per etica intendiamo i regolamenti che una società stabilisce per vivere meglio insieme, evitando le grandi ingiustizie, punendo i trasgressori e aiutando i più deboli, certo l'etica non è un prodotto della natura ma una difficile e nobile prassi che l'uomo avoca a sé, in nome di un Dio che sceglie di applicare la giustizia, concetto assolutamente contrario alla natura. La giustizia a volte sembra un'utopia, ma ciò che rende umani gli uomini è proprio il continuo ossessivo tentativo di sostituire la crudeltà brutale delle cose con una voglia di comunità, di uguaglianza, di fraternità.Ogni volta che la natura crea un disastro, l'uomo cerca di rimediare.
Perché la natura vuole sì la riproduzione dell'uomo, ma spesso e volentieri solleva le sue forze devastatrici che distruggono con un solo colpo migliaia di corpi umani.
Anche l'omosessualità esiste in natura, come dimostrano tanti popoli che l'hanno ammessa e praticata legalmente. Eppure spesso è stata proibita, soprattutto quando c'era pericolo di estinzione per un popolo, quando metà dei figli morivano di malattia e c'era un bisogno assoluto di braccia da lavoro. Con la crescita di un certo benessere e con la sovrappopolazione, cambiano le prospettive e l'intolleranza diminuisce. Certo la natura, quando vuole riprodursi, accoppia due persone di sesso opposto. Ma poiché abbiamo guastato e corrotto l'aria che respiriamo e l'acqua che beviamo, gli uomini soffrono sempre più di sterilità. E per ovviare a un dato naturale — la sterilità — le società avanzate hanno inventato l'adozione, che non esiste in natura, hanno inventato la riproduzione assistita che aiuta coloro che vogliono avere figli, a farli.
Infine potremmo anche chiederci cosa c'è di naturale nella castità dei preti. Nessuno mette in discussione la legittimità della loro scelta, ma ciò non dà diritto a chi preferisce la verginità, di decidere come gli altri, uomini e donne, debbano vivere la propria sessualità.
Cosa c'è di naturale nell'educazione? Nei libri? Nelle scuole? Nella scienza? E perfino nella monogamia? L'uomo per natura è poligamo, come lo sono la maggioranza degli animali. Anche le donne per natura sono probabilmente molto più poliandriche di quanto si pensi. Eppure la civiltà ha scelto la monogamia proprio per difendere quella famiglia del tutto artificiale che si oppone, per ragioni morali, e quindi non naturali, allo sperpero e al caos. Insomma un poco più di prudenza nell'uso della parola natura perché può rivoltarsi contro chi la usa.E' l'uomo ad aver costituito una struttura «artificiale» per difendersi da disastri e disordine.


Dacia Maraini

(martedì 27 marzo 2007 , dal Corriere della Sera )