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martedì 5 maggio 2009

La ragazzina al telefono con il suo papi (Otello)

Che te lo dico a 'ffà? Usa' er programmino de Richetto pe' senti' le telefonate è na cojonata e c'ho provato pure io. Tanto pe' cambia' ho aribeccato er milanese, che stavorta parlava co' 'na regazzina. Senti 'n po' 'sti zozzi!

"Pronto papi?"
"Carissima, come stai?"
"Io bene papi. Tutto benissimo quando ti sento, papi!"
"Mi fa piacere, è sempre una gioia sentire una voce giovane e sexy come la tua, cribbio!"
"Ih ih ih ih! Ti chiamo per chiederti se va tutto bene, papi. Ho sentito che tua moglie ti ha lasciato, questa cosa mi ha sconvolta, papi!"
"Ti sembra impossibile che una donna possa lasciare un uomo come me, vero?"
"No, papi, è che pensavo che non stavate assieme già da una ventina d'anni, papi! Per questo ti ho lasciato prendere qualche confidenza con me, papi!"
"Di fatto eravamo già separati, vivevamo in due palazzi reali distinti."
"Ma così mi sento colpevole papi! Pare che sia tutta colpa mia, papi! Lei dice che te la fai con le minorenni, papi! Hai qualche altra zoccoletta per le mani oltre me, papi?"
"Ma no, cosa dici, lo sai che il mio cuore batte per te, cribbio!"
"Anche la mamma è preoccupata, papi. Dice che se ormai riesci solo con le minorenni a lei non darai mai più una bottarella, papi!"
"Ma no, ce n'è sempre per tutte, non temete, cribbio!"
"A proposito papi, tu mi assicuri sempre che in realtà non sono tua figlia, papi?"
"Ma certo che no! Come ti viene in mente una cosa del genere, cribbio?"
"Scusa papi, ma visto l'amore che hai per la mami da tanto tempo a volte il dubbio mi viene, papi."
"Sarebbe una situazione alquanto piccante, ma non è così, cribbio!"
"Comunque papi non te la prendere per tua moglie, papi, si vedeva che quella stava con te solo per i soldi, papi, mentre noi ti vogliamo bene disinteressatamente, papi! Tu qui hai un'altra famiglia che ti vuole bene, papi!"
"Grazie, cara, lo so."
"Se ti vuoi fare un'altra famiglia, papi, puoi farti noi, tutti quanti, come sempre, papi. Dice papà che si sacrifica anche lui, se vuoi, papi. C'è anche la nonna, papi. E' più giovane di te ma è ancora in gamba, papi. Si tiene in allenamento col garzone del fornaio, papi."
"Ma non ci sarà bisogno, cribbio!"
"Noi conosciamo le tue esigenze, papi. Da quando ti sei fatto installare la protesi rigida fissa hai bisogno di essere sempre all'altezza, e noi ci sacrifichiamo volentieri, papi. A proposito di sacrificio, papi, ma quel programma tv per il quale hai pensato a me è su una delle tue reti, papi?"
"Ma no, meglio, è su una rete di Stato!"
"Oh papi, che bello! Ma senti una cosa, papi, perchè noi zoccolette raccomandate non ci fai mai lavorare sulle tue reti?"
"Non sono mica scem... ehm... Perchè per voi voglio il meglio."
"Oh, grazie papi! Questo fine settimana vengo a Roma, ce l'avrai cinque minuti per me, papi?"
"Cinque, sei minuti per te li trovo sempre, lo sai, cribbio, poi dipende da quanto sarai brava e veloce."
"Oh, l'altra volta ne sono bastati quattro, papi, ricordi?"
"Si, non ti preoccupare, un buchino per te lo trovo in agenda, cribbio."
"Lo so che con me il buchino lo trovi sempre, papi! Ih ih ih ih!"
"Ho anche un bel regalino per te."
"Oh, papi, tu mi vizi!"
"Perchè te lo meriti, cribbio!"
"Grazie papi! Allora a presto, papi!"
"Ciao bella, ciao!"
"Ciao papi!"

martedì 28 aprile 2009

Un milanese al servizio del cittadino meno abbiente (Otello)



Richetto se n'è ito.
Ha terminato il suo periodo de detenzione in comunità e ci ha lasciati, con rammarico de tutti. Me mancherà un sacco, era l'unico amico vero che avevo trovato in questo girone infernale. Prima d'annassene m'ha lasciato 'na stecca de sigarette, quarche spicciolo per le macchinette der caffè e dei dischetti per computer.
"Tiè, fatte 'na curtura." M'ha detto.
All'inizio pensavo m'avesse regalato dei cd con la musica che ascolta lui, tutta robba alternativa a Califano e Fiorini, poi invece ho verificato che se tratta de un discreto archivio de registrazioni de telefonate der milanese, che ancora nun mi è chiaro chi sia, e in più c'è er programmino che ha fatto lui pe' becca telefonate nove de pacca.
Tra le telefonate reggistrate ho beccato questa, che ve faccio leggere giusto pe' renderme conto se c'è quarcheduno tra de voi che ce capisce quarcosa, perchè io nun c'ho capito 'na mazza.



"Caro Presidente..."
"Carissimo, come va? Come vanno i suoi circuiti di credito?"
"Maluccio, questa crisi ci sta mettendo in ginocchio."
"Orsù, non diciamo queste cose. Bisogna essere ottimisti. Vedrà che il 2009 sarà l'anno della ripresa. Sono sicuro che già nei primi tre mesi ci sarà l'inversione di tendenza."
"Lo speriamo tutti, ma le previsioni in realtà non sono poi così incoraggianti. C'è un crollo nell'uso delle carte di credito, e di nuove se ne attivano pochissime. La gente ci pensa due volte prima di spendere qualunque cifra."
"Incoraggiatene l'uso. Fate delle pubblicità. La pubblicità risolve ogni problema. Oppure convince la gente che sia risolto. Ci penso io, a spese dello Stato, se vuole."
"Già le promuoviamo abbastanza, ma comunque non tirano."
"E regaliamone un po'... Cribbio, ma devo pensare sempre a tutto io? Mi impegno a distribuire, con una populista azione legislativa, una milionata di carte di credito."
"Se è per questo ci sono decine di società che le regala. Ma nessuno le attiva. E' inutile distribuirle se poi la gente non ha i soldi per usarle."
"E ce li mettiamo noi, i soldi, qual'è il problema?"
"Regalare soldi da spendere?"
"Massì, regaliamo delle carte di credito, di quelle prepagate, con un po' di elemosina su. La facciamo passare come sussidio."
"Per i meno abbienti, dice?"
"Si, l'importante è far credere che sia per il bene comune. Che ci vuole? Basta cambiare nome. Invece di carta di credito la chiamiamo, che so, carta sociale. Una specie di tessera del pane che dava il compianto Benito. Con questa crisi tutti reclamano sussidi, sarà l'occasione per tappare la bocca ai comunisti."
"Per lo Stato sarà un esborso notevole."
"Lo so già che voi mascalzoni, eh eh eh, ce le farete pagare care, eh eh eh. Ma tanto basta dare poco come obolo, l'importante è buttare il fumo negli occhi e dare l'impressione che si lavori per i poveracci. Cosa volete che sia dare una cinquantina d'euro al mese a qualche vecchietto miserando o a qualche bambino figlio di disgraziati nullafacenti? Sarebbe certamente molto peggio aumentare le pensioni o dare dei sussidi veri."
"Per noi sarebbe davvero una manna. Se lo Stato erogasse un bonus mensile ci sarebbero le commissioni per ogni ricarica, senza considerare il costo per ogni card distribuita..."
"Vede che ci capiamo bene?"
"Ma quante se ne potranno mai dare?"
"Innanzitutto stabiliamo dei parametri per poter usufruire del bonus, poi forniamo la card a chiunque ne faccia richiesta, furbi e disattenti compresi, e solo successivamente procediamo con gli accrediti per chi ha davvero diritto..."
"...In questo modo distribuiamo molte più card di quante non ci sarebbe bisogno..."
"...Esatto, perfetto! Se conosco bene gli italiani, e li conosco bene perchè pensano quello che io voglio che pensino, se mezzo milione avranno diritto, arriveranno almeno un milione di richieste."
"Eh già."
"Poi ci si può infilare qualche escamotage per ricavarci ancora qualcosina."
"Tipo?"
"Per esempio, considerando che la maggior parte andrà ai vecchietti decrepiti, si può stabilire che una eventuale delega a un parente che ne faccia le veci può essere fatta solo al momento della richiesta e non dopo, in modo tale che se l'esigenza dovesse nascere successivamente si dovrà annullare la carta vecchia ed attivare quella nuova con la delega."
"Ma è geniale."
"Modestamente."
"Lei si che sa trarre il massimo profitto da ogni minimo dettaglio."
"Decenni di esperienza, amico caro... Non si diventa presidenti da un giorno all'altro. Strada facendo se ne potranno pensare altre, di soluzioni aggiuntive, tipo una scadenza ravvicinata con relativa riattivazione."
"Tutto ottimo, ma non ha paura che la stampa possa mettere in evidenza che questa iniziativa avrà costi più alti del sussidio realmente erogato?
"Eh eh eh.. La stampa, la stampa... eh eh eh... ma non mi faccia ridere..."
Otello Scaccabarozzi

mercoledì 8 aprile 2009

Un milanese all'estero (Otello)



Richetto, ogni vorta che se mettemo ai computer per questa specie de corso d'informatica che ce stanno facendo fare qui in comunità, dice che trova mortificante esercitasse con word ed altri programmi, che per lui sono scemenze d'asilo, e così finge d'asseconda' er professore e se fa li cavoli sua. Se è per questo pur'io occupo il tempo delle esercitazioni per scrivere ste' cose, che per me è pure un compito mica facile. Lui invece preferisce ascolta' le telefonate a sbafo. S'è fissato con un vecchietto milanese, uno che me pare un cummenda mica troppo simpatico. Un par de giorni fa Richetto me passa la cuffia e me fa:
"Senti questa, è na bomba!"
Me piazzo la cuffia sull'orecchi e arisento la voce der milanese, che è sempre quello dell'artra vorta. O almeno penso che sia lui, che per me le voci milanesi so' tutte eguali! Parla co uno che ci ha più o meno la stessa calata, forse un poco più veneta che lombarda.
"...e stiamo seguendo tutto dalla sede del partito. Ma la sento male, presidente, è in elicottero?" Domanda er veneto.
"No, sono in auto, stiamo andando a una cerimonia." Dice er milanese
"Quale?"
"E che ne so, una carnevalata su un fiume. Alla mia età vuoi che sappia tutti i cazzi? I ministri sono tutti al cesso e noi dobbiamo figurare in tutte le foto. Ma non farmi domande stupide, cribbio, che sto all'estero e fai pagare la chiamata anche me, che quest'anno ho guadagnato pochissimo... per le tasse!"
"Certo, eh eh, quei fannulloni dell'erario non se ne accorgeranno mai."

"E pure se se ne accorgessero, vuoi che dicano qualcosa proprio a me? Non sono mica una mortadella qualunque, io! Allora, rapidamente, cosa mi dici?"
"La manifestazione, maledetti loro, è riuscita. Ci sono centinaia di migliaia di partecipanti."
"Maledizione, questo non ci voleva! Questi comunisti perdigiorno invece di pensare a lavorare o a far spese alla Rinascente per far ripartire l'economia vanno a manifestare!"
"E' quello che dico anch'io."

"Qui bisogna subito... aspetta che devo scendere dall'auto... c'è la babbiona tedesca che mi aspetta... (ad alta voce:) Eine momenten, bitter, finisco la telefunken!! ... Le ho fatto elegantemente capire che concludo la telefonata col mio comodo e poi vado da lei. Non starò mica a trascurare le vicende interne per una tardona sfatta!"
"Non rischia di infrangere il protocollo?"
"Il protocollo è roba per parrucconi senza personalità, ed io ho non ho la parrucca ma un trapianto fatto da dio. Ci penso io con una battuta di spirito a sistemare tutto. Piuttosto, in quanti saranno lì, esattamente?"
"Nei cortei un paio di milioni c'erano, ovviamente al Circo Massimo non ci stanno tutti. Possiamo giocare su quelle cifre lì."

"Chiama la questura, è categorico che non ne contino più di 100-200 mila..."
"...200 mila proprio volendo esagerare."
"...E già che ci sei, potresti dire di arricchire un pò il numero dei partecipanti alla manifestazione dei camerati di domani."
"Ma quella è a Milano, non a Roma."

"Cribbio, me ne frego! Le questure potranno pure passarsi gli ordini tra di loro o non hanno più neanche un telefono? Li sostituisco tutti con le milizie, volevo dire con le ronde, questi fannulloni!"
"Sarà fatto."
"Piuttosto, il comunista che dice?"
"Il segretario? Ci butta addosso il solito letame da fannullone comunista. Dice che è colpa nostra se la gente perde il lavoro."
"Chi perde il lavoro se ne cercasse un altro. Che pretendono, che faccia da ufficio di collocamento? Che, mi invento i milioni di posti di lavoro così, come il mago Zurlì?"
"Poi dice che vuole un tavolo di trattativa col governo."
"Glielo rompo in testa, il tavolo, e poi glielo faccio mangiare accompagnato da un bel pò di olio di ricino, a questi comunisti! Andassero a lavorare!"
"Questa è l'Italia!"

"Senti un pò, bisogna che si minimizzi tutto. Tu potresti dire che si è trattata di una scampagnata utile giusto per vendere qualche panino. Dì poi a Maurizio di dirne qualcuna delle sue, lui è bravo a mandare tutto in vacca. Se tu evochi scampagnate pasquali lui potrebbe dire che sono carnevalate. Fai passare la linea ai tg, se qualcuno fa lo stronzo ricordagli che le riunioni per le nomine si fanno nel cesso di casa mia. Devono dare fiducia alla gente. L'importante è ripetere come una cantilena la parola d'ordine: noi non lasciamo indietro nessuno! Infatti, resti tra noi, devono essere tutti davanti per poterglielo mettere meglio nel culo... eh eh eh..."
"Eh eh eh..."
"...Insomma fate voi, non posso mica pensare a tutto io, dall'estero, poi, cribbio!"
"Ci pensiamo noi, non tema."
"Appunto. Tu sei intelligente, qualcosa ti verrà."
"Mi mancherà un pò d'altezza ma non l'intelligenza. Non ho vinto il Nobel giusto perchè mi sono buttato in politica, ma ho vinto il premio Rodolfo Valentino!"
"Se fai il bravo ti faccio avere anche un telegatto, così ci appoggi le giacche quando rientri a casa. Lo faccio anch'io."
"Grazie."

"Adesso devo proprio andare, sono arrivati tutti e mi hanno notato abbastanza. Potrò fare il mio ingresso trionfale da salvatore del mondo. Mi devo sbrigare, sennò mi ciulano il posto di fianco all'abbronzato. Se mi danno l'occasione racconto la barzelletta del kapò che manda nel forno il negro."
"La tengo aggiornata sulla manifestazione con qualche sms?"
"Lascia stare che già mi hai rovinato la giornata così. Ci sentiamo con comodo. A noi!"
"A noi!"

Richetto continua a dire che è robba forte, ma io continuo a nun capicce na mazza. Stò milanese ha sempre una voce conosciuta, ma proprio nun me viè chi pò essere. Pozzetto? No, troppo vecchio. Boh? Prima o poi me verrà 'n mente.
Otello Scaccabarozzi

venerdì 3 aprile 2009

Il milanese che parla col prete (Otello)


Richetto è n'amico mio. Stamo gomito a gomito quand'è il momento di lavora' sui computer, qui alla bottega comunitaria. Lui non è un pischello come me sulle questioni di informatica. Ha combinato de tutto e de più, anche giochetti con le carte di credito su internet. E' un drago. E' in collegio perchè ha preso le misure del crick sulla capoccia di uno scemo in motorino che gli aveva tagliato la strada, ma per quello che me racconta di cose che ha fatto su internet meriterebbe almeno due ergastoli o un posto buono alla Microsoft.
I computer che ce fanno usa' qui hanno un sacco di limitazioni e protezioni ma Richetto riesce a facce tutto, anche guarda' i film zozzi o leggere le mail di gente che manco conosce.
Adesso è riuscito a mette su un giocattolo novo: sente le telefonate! Dice che se po' modifica' uno di quei programmi per fare le telefonate su internet, in modo da attaccasse alle linee telefoniche esterne, e se po' senti' qualunque cazzo d'artri. Ieri se semo spanciati a senti' le fregnacce che uno diceva alla su regazza, che nun è vero gnente che je mette le corna e che le amiche sue de lei nun le caga manco de striscio.
Oggi ne avemo sentita una che nun ho capito granchè, anche perchè co l'accento milanese e il gergo pretese nun ce ciancico tanto, ma me sembrava d'ave' sentito na voce conosciuta. Richetto dice che è robba forte, e si lo dice lui sarà vero.


Stì due parlaveno più o meno così:
"...Come sempre la sua è stata un'idea geniale, eminenza"
"Si figuri presidente. Nessuna idea è davvero geniale senza che vi sia il benefattore che possa metterla in pratica attraverso il suo interessamento."
"Macchè benefattore, il mio è solo un piccolo servizio al servizio della fede e della carità. Anche perchè, lasciatemelo dire, con questa crisi non si sa più dove aggrapparsi."
"Certo, certo..."
"Ed in quest'ottica è ovvio che ogni minimo aiuto è benvenuto. E quello che la chiesa offre è enorme."
"In cambio, ovviamente, lei penserà a quella orrenda questione del testamento biologico, come siamo d'accordo. Fare da
garante per dei prestiti, esporsi per così tanti milioni di euro, non si fa a cuor leggero. Certo, è una goccia nel mare dei fondi che abbiamo la fortuna di gestire, ma sono cifre che stampate sui giornali fanno molta impressione. Sono soldi che raccoglieremo come offerta nelle parrocchie, non vengono mica fuori dai nostri appannaggi. Sarà la gente comune che offrirà soldi per la gente comune."
"Avremmo potuto raccoglierli noi come Stato attraverso le tasse ed offrirli come sussidio, ma la gente odia le tasse, così invece è molto più edificante. Lo stato avrebbe dovuto distribuirli a tutti i bisognosi, la chiesa al contrario è libera di darli a chi ritiene più giusto secondo i propri principi e le proprie convenienze, se così si può dire."
"Come le spiegavo, dopo le recenti polemiche sul preservativo, l'aids, l'Africa, non godiamo di grande popolarità. Siamo apparsi troppo distanti dalle reali esigenze della gente. Con questa
iniziativa invece riconquisteremo di nuovo terreno con le famiglie, le persone che ultimamente ci hanno aspramente, e direi ingiustamente, criticato. Adesso dovranno fare tutti dietrofront."
"Come ho avuto il piacere di spiegarle in più occasioni, le ribadisco che basta indirizzare un poco l'opinione pubblica per far cambiare idea alla gente. Questa iniziativa le assicuro che avrà la copertura mediatica che serve, mi impegno personalmente per ottenere titoloni su giornali e telegiornali. Sceglierò personalmente le testate. La gente comune capirà che la Chiesa è il loro primo referente, oserei dire addirittura prima dello Stato."
"Per questo non è che ci voglia tanto, per la verità... (ride)"
"E' vero, la folla è femmina, mi scusi l'ardire... (ride)"
"Mi raccomando di porre l'accento sulla imprescindibile questione che il fondo di garanzia ovviamente sarà indirizzato alle famiglie, con figli a carico, magari con nonni al seguito. Che passi il messaggio che l'unica entità che deve essere salvaguardata è la famiglia tradizionale, regolare. I single, i conviventi, per non parlare di quelle ignobili coppie di invertiti, che facciano pure la fame."
"Assolutamente, lo dice proprio a me che detesto i finocchi, che come lei sa sono tutti a sinistra?"
"Qualcuno è anche tra di noi, il lupo si insinua laddove vi sono gli agnelli..."
"Ma sono molto più discreti, a parte l'ermellino (ride)"
"E' vero! (ride)"
"Mi sovviene proprio adesso una barzelletta sul prete culattone che..."
"Un'altra volta, la prego. Adesso purtroppo devo correre a riferire del nostro colloquio. Le rinnovo i nostri più fervidi ringraziamenti e le porgo il saluto personale del Santo Padre."
"Me lo saluti caramente e gli porga i sensi della nostra più affettuosa stima. Gli ricordi tutte le volte che può che sono un bravo cattolico e che, anche se sono divorziato, faccio la comunione tutte le volte che posso."
"Quest'ultima cosa magari sarà meglio ometterla."
"No, no, glielo dica, sarà contento, vedrà."
"Se lo dice lei. Pace e bene."
"Pace e bene anche a lei ed alla sua famiglia."
Click.

Otello Scaccabarozzi