
Nei giorni in cui si torna a discutere delle presunte collusioni mafiose del capo del governo mi torna alla mente la voce circolata poco tempo fa su possibili manovre per rendere inoffensivo il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, delitto del quale si cerca di provare la colpevolezza di probi uomini come, guarda caso, Marcello Dell'Utri e lo stesso Berlusconi.
Che strano concetto che la destra ha di Ordine Pubblico e Legalità. La campagna elettorale prima, e il lavoro del governo dopo, hanno convinto gli italiani che gli unici delinquenti di questo paese sono gli stranieri, specie se poveri e disperati, i ladruncoli, gli ultimi, i diseredati. Al contrario, se si cerca di stabilire eventuali connessioni tra potere politico, finanziario e mafia, quando cioè si sfiorano gli intoccabili, ci si trova di fronte a manovre della magistratura comunista.
Per i reati normalmente commessi da imprenditori, magnati ed uomini d'affari in genere esiste una neanche più tacita indulgenza. Ad esempio, grazie al presidente operaio Silvio, non esiste più il falso in bilancio, e con lo scudo fiscale si è dato un colpo di spugna anche a gravissimi reati finanziari come l'esportazione di valuta, senza considerare i continui condoni fiscali che ovviamente favoriscono soprattutto chi ha tantissimo da regolarizzare.
Dal momento che la legge non è più uguale per tutti e che ci si avvia alla indianizzazione della società con la divisione della popolazione in caste ben definite, proporrei la depenalizzazione anche di altri reati che potrebbero disturbare il sereno lavoro degli oligarchi nostrani.
La bancarotta fraudolenta, per esempio. Possibile che un onesto imprenditore non possa fare della propria azienda quello che vuole? Chiamiamola inconveniente finanziario e non se ne parli più.
Che dire della corruzione? Cos'è se non una serena transazione finanziaria tra privati cittadini? C'è bisogno di scomodare i giudici comunisti e invidiosi per questo?
E l'estorsione? Vi sembra giusto che un impero economico come la mafia abbia bisogno di chiedere il pizzo ai commercianti per sopravvivere? No, chiamiamola imposta privatizzata (si potrebbe addirittura dare un appalto vero e proprio alle cosche) con recupero crediti stabilito alla fonte. Qualora al momento della riscossione ci dovesse scappare l'omicidio si tratterebbe solo di un'anticipazione della conclusione del normale ciclo vitale.
E se proprio un ricco vuole concedersi una rapina, un prestito da usura, un'appropriazione indebita, può sempre sanare l'episodio versando allo Stato il 5% del ricavato ed evitare così la galera. In fin dei conti è quello che avviene già con lo scudo fiscale.
(12/12/2009)