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mercoledì 17 marzo 2010

L'attentato a Berlusconi è un falso?


A distanza di tre mesi c'è ancora chi sostiene che l'attentato che Berlusconi subì a suon di souvenir del Duomo di Milano fu un'efficace simulazione.
Credo che una persona che porti in giro, come fosse normale, un truccatissimo viso finto (finge addirittura di detergersi il sudore per darsi ripassatine di cipria), capelli finti, altezza finta (vedi alla voce rialzo nelle scarpe), che tende ogni giorno a mistificare la realtà, che dice bugie a ripetizione, insomma una persona della quale non ci si può fidare, sarebbe capacissima di organizzare una simile sceneggiata.



Inoltre, in anni di lavoro in Pronto Soccorso, non ho mai visto un settantenne dalla coagulazione sanguigna tanto rapida (siamo forse di fronte al presidente più coagulato degli ultimi 150 anni?) al punto da non avere neanche una goccia di sangue sulla giacca. Può essere utile rivedere la fotosequenza di Repubblica per farsi un'idea a mente fredda. Oppure ascoltare il parere di Sonia Alfano:





Per completezza d'informazione è obbligatorio citare anche chi la pensi in senso diametralmente opposto, ossia Paolo Attivissimo, cacciatore e smontatore di bufale.
L'idea finale fatevela da soli.

(15/3/2010)

lunedì 14 dicembre 2009

Aggressione al disegnamutande


In They Dance Alone Sting cantava: "Hey Mr. Pinochet / You've sown a bitter crop" (Hey signor Pinochet / hai seminato un raccolto amaro), citando un detto inglese corrispondente più o meno al nostro chi semina vento raccoglie tempesta.
Con questo non voglio dire che Berlusconi se la sia meritata la riproduzione del Duomo di Milano in pieno volto, ma chiunque, in ogni occasione pubblica, rivolga parole violente ad avversari politici, organi d'informazione, magistratura e chi più ne ha più ne metta, non può stupirsi se persone meno capaci di esercitare il self control perdano la ragione e reagiscano come possono.
Del resto, un premier che fa fare al proprio paese figuracce a ripetizione sul palcoscenico internazionale, ad esempio disegnando mutande da donna al cospetto dei maggiori primi ministri europei durante importanti vertici, non può certo aspettarsi di essere accolto dalle folle con lanci di tanga profumati, specie da chi voleva verificare se avesse davvero la faccia di bronzo.
(14/12/2009)