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sabato 20 marzo 2010

La vergogna della Lega Nord


Non mi piace infierire su persone che non stanno bene, anche se sono ministri di questo agghiacciante governo. Per questo non scriverò tutto quello che penso del signor Bossi, delle sue idee pseudopolitiche e dell'odio sociale che hanno seminato negli ultimi vent'anni nel nostro paese. Scriverò solo che mi auguro sia venuto a conoscenza della storia della signora Ada Stefan.

Ada Stefan è una cittadina di Vittorio Veneto, comune a guida leghista. Si è macchiata della grave colpa di aver gridato "Vergognatevi!" durante un consiglio comunale. Non mi dilungo, la storia e le motivazioni potete leggerle qui.

Quello che chiedo a Bossi è di fare tutto il possibile affinchè il procedimento giudiziario verso questa donna sia cancellato, perchè un paese in cui i potenti possono manipolare gli appalti ed i piani regolatori a proprio piacimento restando impuniti, mentre i privati cittadini che alzano la voce finiscono sotto processo, è un paese che ha perso la strada maestra della democrazia e si ritrova nelle nebbie di un soffocante dispotismo.

Lo chiedo soprattutto perchè il signor Bossi, proprio in un recente comizio, ci ha tenuto a ribadire che "da noi chi viene preso a rubacchiare viene mandato subito via. Certe cose nella Lega non succedono perché io conosco tutti e chi sgarra viene cacciato".

Il suo riferimento era rivolto soprattutto a Prosperini, ma un sopralluogo a Vittorio Veneto glielo consiglierei lo stesso. E che non faccia eccezioni su chi è da cacciare e chi no, perchè come eccezione credo basti lui stesso, condannato ad 8 mesi di reclusione per la tangente Enimont nel 1994, e non si è ancora cacciato, anzi è diventato ministro.

Se dovesse essere condannata la signora Stefan sarebbe quantomeno grottesco.

(20/3/2010)

domenica 7 marzo 2010

Piccoli xenofobi crescono


Quando si leggono certe notizie non si sa se reagire ridendo, piangendo o decidendo di cambiare direttamente paese. O continente. La destra xenofoba fa proseliti anche in Olanda. Non mi sembra una gran notizia. Ormai siamo abituati all'idea che di stronzi è pieno il globo terracqueo e non vedo perchè l'Olanda debba fare eccezione.

La vera notizia, invece, è che il presidente della Repubblica Italiana, tale Giorgio Napolitano, se ne preoccupi. Vabbè, c'è da considerare che Napolitano era a Bruxelles, in un contesto internazionale, gli avranno fatto una domanda e non è che potesse smarcarsi fingendo sufficienza.

Ma se davvero il buon Giorgio è preoccupato per queste faccende, perchè non ha partecipato al No Razzismo Day di ieri? Perchè non l'ha patrocinato? E perchè non organizza un viaggio ufficiale presso il Parlamento di Mantova e non comincia a dispensare qualche sana rampogna? Sapete, da un Presidente ci si aspetta sempre qualcosa in più delle solite chiacchiere di prammatica.
(7/3/2010)

giovedì 4 marzo 2010

No Razzismo Day - Milano, sabato 6 marzo 2010



Sabato prossimo, 6 marzo 2010, si terrà a Milano la manifestazione NO RAZZISMO DAY.
Qui e qui potete trovare le informazioni necessarie. Chissà che non ci si veda tra la folla.
Le motivazioni le lascio alle parole degli organizzatori:

IL LIBRO DEI SOGNI – 10 sogni da conquistare per un’ Italia orientata al progresso contro la barbarie.
DIVERSO...PERCHE'? STRANIERO...DOVE? ALTRO...QUANDO? Siamo tutti parte del medesimo respiro. Smettiamo di accettare per ignavia l'esclusione e l'invenzione di nuove differenze. Non respingere, Accogli! Impegnati!
NO! RAZZISMO-NO! OMOFOBIA-NO! XENOFOBIA

Premessa:
NERI, NOI COME LORO, UOMINI NON BRACCIA!

Tacere ormai è essere complici! Significa acconsentire a uno stato di cose vergognoso fatto di bidonville, di fame, di paura e di miseria sistematizzate.

Un degrado e uno sfruttamento diffusi da nord a sud e indegni di un paese civile. La politica della gente comune ha ormai superato lo stadio che impantana la politica italiana. Noi siamo gente del sud, del nord, immigrati, delle più diverse convinzioni politiche e religiose che hanno scoperto di avere 10 sogni in comune la cui realizzazione è necessaria per trasformare la società italiana in un mondo meno ingiusto.

Vogliamo unire la ricchezza delle nostre differenze e usarla come leva per scardinare la mentalità della divisione, dell’indifferenza e dell’arroganza che sta avvelenando il Paese. Questo sforzo corre su Facebook e lo sta attraversando come uno tzunami. Un’onda identica a quella che sta attraversando il Paese.

E’ giunto il tempo della trasformazione del dissenso individuale e degli impegni generici in scelte di campo e in azioni di lotta pacifiche ma determinate. Azioni condivise sul terreno della condivisione dei principi e degli ideali. Il nostro non è solo un sogno velleitario, ma una battaglia di civiltà per il progresso umano e l’affermazione dei diritti. In pratica una battaglia per affermare la lettera e i valori della Costituzione Repubblicana e la carta dei Diritti dell’ Uomo. Non è poco perché è ormai su questo terreno che si afferma la fondamentale differenza fra progresso dell’umanità e la conservazione di nuovi e vecchi privilegi.
E quindi:
noi abbiamo un sogno. Che nel Paese venga isolato e sconfitto il clima di intolleranza verso i migranti che è stato in modo cosciente seminato nel Paese anche da irresponsabili forze di governo.
Noi abbiamo un secondo sogno: che ai migranti, a prescindere dal loro status, siano garantiti i diritti fondamentali, umani e civili, previsti dalla costituzione e dalle leggi internazionali, in particolare in relazione agli articoli 2, 3 e 8 della costituzione con riferimento anche alla convenzione 143 della UE che garantisce la promozione della parità di opportunità e di trattamento dei lavoratori migranti ratificata dal nostro paese nel 1981. Sappiamo che l’esclusione del diverso dai diritti è la premessa necessaria alla riduzione dei diritti di tutti come già drammaticamente avvenuto nella recente storia del nostro Paese.
Noi abbiamo un terzo sogno: che nel nostro Paese cessino le violazioni dei diritti umani per i lavoratori migranti sprovvisti di documenti e cessi la aggressiva e discriminatoria retorica usata da leader politici, in particolare della Lega Nord, che istigano alla xenofobia e al razzismo e che associano esplicitamente la criminalità ai Rom, ai credenti di fede musulmana e agli africani in quanto “diversi” dal punto di vista etno-genetico, creando un ambiente di intolleranza e ostilità pregiudiziale nell’opinione pubblica
Noi abbiamo un quarto sogno: che nel nostro paese cessino le gravi violazioni dei diritti umani verso i lavoratori migranti dell’Africa, dell’Est Europa e dell’Asia, cessi la abominevole pratica dei respingimenti e dell’omissione di soccorso, cessino maltrattamenti, salari infimi, orari eccessivi e cessino le situazioni di lavoro schiavistico in cui parte della paga è trattenuta dall’impresa per un posto in dormitori affollati senza acqua né elettricità o in cui i lavoratori sono costretti a vivere in bidonville fatiscenti e degne persino delle aree più desolate del terzo mondo.
Noi abbiamo un quinto sogno: che nel Nostro Paese venga applicata la legge punendo prese di posizione pubbliche razziste e xenofobe contro gli immigrati e vengano sanzionati come istigazione alla violenza discorsi pubblici e prese di posizione politiche di tipo discriminatorio ispirate dall’odio contro gli stranieri.
Noi abbiamo un sesto sogno: che i centri di “identificazione” cessino di essere dei lager e che non si ripetano maltrattamenti ingiustificati verso i Rom, specialmente quelli di origine romena, durante i raid per lo sgombero dei campi.
Noi abbiamo un settimo sogno: che il governo di questo paese compia atti concreti per migliorare nella pubblica opinione, la conoscenza e la consapevolezza della discriminazione, e per integrare concretamente e in modo duraturo i migranti e le loro famiglie come membri della società a tutti gli effetti.
Noi abbiamo un ottavo sogno: che in questo paese cessi la violenza della xenofobia, della omofobia e del razzismo perché il rischio è quello di una deriva violenta e incontrollabile le cui conseguenze lascerebbero ferite destinate a non sanarsi mai più precipitando l?Italia in una vergognosa condizione unica nei paesi del mondo ad economia avanzata, vanificando quanto di buono, con il coraggio, il sangue e il sudore e la qualità del loro lavoro, i nostri emigranti hanno fatto in tutto il mondo per il prestigio della nostra comunità nazionale.
Noi abbiamo un nono sogno: che l’Italia e gli italiani riescano a far dimenticare alla comunità internazionale la vergogna delle atrocità commesse nelle colonie durante il ventennio fascista e l’atrocità delle leggi razziali del fascismo contro la comunità ebraica italiana.
Noi abbiamo un decimo sogno: che in Italia prevalgano la logica del progresso e della promozione umana, la logica e la cultura dell’accoglienza e del soccorso, la pratica e la difesa della dignità delle persone, uomini e donne, di ogni colore e provenienza.

Camilo Cienfuegos
Antonella Codiglioni
Giandiego Marigo
Giovanni Brambilla
Elisabetta Pellattiero
L'Anti Berlusconi
Laura Buono
Claudio Musto
Paolo Agnelli
Neftali Basalto
Luigi Grimaldi

mercoledì 10 febbraio 2010

Ebrei di comodo, fascisti nell'animo


Leggo il post di Loris e non posso non pensare che da qualche anno gira un trucchetto miserabile che andrebbe smascherato a suon di pernacchie.
I fascisti, i neofascisti, i post fascisti, insomma tutta la razza dal cuore nero di questo paese, è convinta che per avere un certificato di buona condotta politica basti recarsi nelle assolate terre israeliane (meglio se dopo aver fatto una puntatina ad Auschwitz), calzarsi lo zucchetto sulle ventitré e fare quattro complimenti al governo di Israele, spingendosi fino a sdoganarne le peggiori malefatte e, con aria contrita, dichiarare di sentirsi israeliano!
E' facile essere solidali con le proprie vittime di sessant'anni fa, specie se oggi hanno un governo reazionario come pochi (e stranamente tanto miope da non accorgersi di essere usato da questi volponi), e sciacquarsi così la coscienza e la faccia per farla sembrare meno nera. E' furbo mostrare empatia di comodo con l'ebreo del 1940 sopravvissuto allo sterminio dei propri genitori storico-politici.
Un uomo politico che voglia il certificato di buona condotta è con l'ebreo del 2010 che deve essere solidale, e quest'ultimo ha la faccia e le mani dei rom, dei sinti, degli extracomunitari, dei musulmani, degli omosessuali, che invece continuano ad essere massacrati socialmente (e qualche volta fisicamente) tra l'indifferenza generale. Basterebbe leggere Roth per rendersi conto che le parole che oggi si spendono per queste categorie sono le stesse che negli anni Trenta erano impiegate per seminare diffidenza, disprezzo ed odio verso gli ebrei.
E' quantomeno singolare che la Germania che ha visto nascere l'abiezione del nazismo oggi sia un baluardo contro i rigurgiti eurofascisti. Lo stesso non si può dire dell'Italia. Poco più di un anno fa, nella multietnica Colonia, il sindaco conservatore Schramma ha capitanato la protesta contro il raduno delle estreme destre europee che si opponevano alla libertà di culto dei musulmani europei. In Italia i sindaci conservatori organizzano loro stessi le proteste contro gli stranieri. Il sindaco di Colonia sostiene che le città non appartengono a chi le ha fondate ma a chi le abita. In Italia si crede che i sindaci debbano rispondere ancora ad Alberto Da Giussano.
Dimenticavo: ricordate chi era l'esponente politico italiano pronto a dare man forte allo strame del neonazismo e neofascismo, in quel di Colonia? Il buon Borghezio, orgoglio delle italiche sponde, docente di infiltrazioni fasciste nelle istituzioni ed ironicamente membro della commissione per le libertà civili del Parlamento Europeo. Appunto.

(10/2/2010)

venerdì 5 dicembre 2008

Italia, provincia del Vaticano

L'arresto di due marocchini, sospettati di progettare attentati terroristici ai danni dei sacri supermercati italiani, ha risvegliato le coscienze civili ed ha riproposto l'annosa questione delle fedi, diverse da quelle cristiane, professate sul suolo patrio.

Per l'intelligencija politica nostrana non sono da sottovalutare questi strani luoghi di culto, le moschee, dove non si comprende quanto dicano i frequentatori e quindi qualcosa di losco dev'esserci di sicuro.

Con la mente sono volato a qualche settimana fa, quando, in quel di Sesto San Giovanni, mentre ero in fila al banchetto dove firmare per il referendum contro il Lodo Alfano, mi giungevano le stridule voci di un megafono attraverso il quale gli attempati attivisti di Alleanza Nazionale, al coperto del loro gazebo, invocavano un'analoga raccolta firme per scongiurare l'apertura di una moschea all'interno del comune. L'argomento dei nipotini del postfascismo in doppio petto era: non possiamo permettere che arrivino qui da noi persone che non rispettano la nostra Costituzione. Cominciare una polemica sarebbe stato fin troppo facile: chi accusa i musulmani di non rispettare la nostra Costituzione, non si sa bene in base a quale evidenza probatoria, non dovrebbe proibire la costruzione di una moschea, violando così gli articoli 3, 7, 8, 19, 20, 117/c della medesima Costituzione che garantiscono libertà di culto. Insomma non si può negare la libertà di culto agli altri, contraddicendo sicuramente la Costituzione, usando come motivazione ipotetiche violazioni della stessa Costituzione. Polemica non ci fu perchè ho sempre amato misurarmi con avversari degni di me, e francamente i signori di AN, ai miei presuntuosi occhi, non lo sono mai sembrati.

Ma il problema esiste. La difesa ad oltranza dei musulmani oltre che sterile rischia di essere un boomerang: tra di loro c'è sicuramente chi interpreta la propria fede come una Guerra Santa, ma negare la libertà di culto a tutti i musulmani solo perchè tra di loro vi è una minoranza deviata, sicuramente infinitesimale, è antistorico ed incivile, oltre che incostituzionale. Per questo l'idea di Maroni, quella luminosa di introdurre una moratoria per le moschee, come fossero mine antiuomo, o una pena di morte, è risibile. Le argomentazioni addotte sono davvero da Stato guida di nuove civiltà: "Il ministero dell'Interno ha fatto una ricognizione completa sulle moschee esistenti in Italia. Purtroppo non è mai agevole distinguere tra luoghi culto e luoghi in cui si svolgono altre attività, come anche reclutamento e la raccolta di fondi per finanziare il terrorismo e la preparazione di attentati".

Insomma l'ariano Maroni propone di mettere una pietra sulle moschee non perchè tutte coinvolte in preparazione di attentati terroristici ma semplicemente perchè lo Stato non ci capisce un tubo. Sarebbe come chiedere di mettere i sigilli a tutte le chiese d'Italia perchè in qualche sagrestia qualche prete ha inchiappettato qualche bambino. Evidentemente al ministro Maroni basta chiudere le moschee per eliminare il problema, come se l'odio dell'integralismo possa germogliare esclusivamente tra quattro mura e non addirittura esacerbarsi col divieto di culto.

Maroni ha inoltre detto: "Dire no pregiudizialmente solo perché la proposta arriva dalla Lega è il solito balletto dettato dal pregiudizio ideologico". Il ministro può stare tranquillo: la sua proposta è censurabile a prescindere. Non c'entra la danza. Pronunciata da qualunque altro italiano non avrebbe maggiore credibilità. Semmai, in sua difesa, c'è da dire che avanzata da lui desta poca sorpresa: l'avesse proposta, che so, Bertinotti, ci saremmo chiesti se per caso non si fosse bevuto il cervello. Avanzata da lui ci pare coerente col quadro generale. Infatti proprio oggi ha detto: "Scioglierò le associazioni a rischio".

Insomma pare proprio che l'unico modo per risolvere i problemi sia chiudere, mettere i sigilli, proibire. Cercare di risolvere tentando di capire di cosa si tratti, sforzandosi di comprendere cosa ci si trovi davanti, forse, è chiedere troppo.

Per la fortuna dei fratelli musulmani arriva puntuale il parere della Chiesa. Il presidente del pontificio consiglio della Cultura, oltre che star di Mediaset, monsignor Gianfranco Ravasi, interviene dichiarandosi favorevole alla costruzione di nuove moschee, ma solo a condizione che lo Stato (per fortuna italiano, non pontificio, ma tant'è...) controlli. Cosa? Che non costruiscano bombe, direte voi. No. Che non facciano politica. "Da un lato bisogna riconoscere la legittimità del luogo di culto; d'altra parte questo non deve diventare un modello diverso. (Quindi, se una moschea assume finalità politiche) eterogenee alla propria identità religiosa lo Stato esige una verifica e ha il diritto di intervenire. Io capisco che per alcune culture tante volte è difficile distinguere come distinguiamo noi, ma la nostra è una società occidentale che distingue tra ambito religioso e ambito politico, 'A Cesare quel che è di Cesare'''.

Insomma la Chiesa si propone come modello di religione che non tocchi la politica degli stati sovrani e che concede a Cesare (spero non Previti) quel che è di Cesare (spero non Beccaria). Infatti negli ultimi duemila anni mai si è assistito all'ingerenza dello Stato Città Del Vaticano nella politica italiana. Se abbiamo la legge sulla fecondazione assistita più mortificante e limitante del mondo è solo perchè il nostro legislatore ci tiene a far viaggiare in giro per l'Europa le donne sterili italiane, per migliorare la loro cultura. Se non abbiamo una legge che tuteli le coppie di fatto, specie se dello stesso sesso, è solo perchè il Parlamento italiano si sta ancora lacerando per realizzare la soluzione migliore per il nostro progresso civile. Se non esiste una legge che consenta una fine dignitosa per i malati terminali è solo perchè la nostra classe medica si ritiene in grado di risvegliare anche i morti, o se non altro di tenerseli in busta paga anche da tali. Se ogni tanto si torna a ridiscutere sulla legislazione che regola l'aborto è solo perchè le donne italiane non si sentono ancora pronte a decidere da sole per il proprio destino, e quindi amano periodicamente demandare al parlamento la soluzione delle proprie perplessità.

E, da ultimo, se lo Stato non si fa scrupoli nel tagliare centinaia di milioni di euro alla scuola pubblica, nonostante la protesta lunga ed estenuante di decine di migliaia di studenti e relative famiglie, ma gli basta una telefonata per ridare alle scuole cattoliche ciò che aveva tentato timidamente di sottrarre, è solo perchè ha ben presente su quali banchi si insegnino meglio le materie fondamentali per lo sviluppo della futura classe dirigente.

La Chiesa, in tutto questo, non ha colpa. Non confonde politica con funzione pastorale. Da a Cesare quel che è di Cesare. In questo senso, i musulmani d'Italia hanno ancora tanto da imparare.

sabato 29 novembre 2008

Giovani padani non si diplomano



Non vorrei infierire, ma spero di poter esprimere un legittimo dubbio.

Se sei bocciato alla maturità per la terza volta consecutiva,
e se pensi che questo accade perchè ce l'abbiano con te, ma

se questa maturità la tenti in un istituto privato
in presenza di un ispettore del ministero
gestito dagli amici di papà

forse, dico forse,

ma semplicemente non hai voglia di studiare,
ed è ora che la smetti di scomodare le istituzioni
per avere stò straccetto di diploma!

giovedì 13 novembre 2008

Duri mesi di lotta all'immigrazione clandestina coronati da un successo degno di Berlusconi!


Angela Maraventano, siciliana, eletta in Emilia Romagna con la Lega Nord
La «Pasionaria» di Lampedusa sbarca al Senato
«Sugnu leghista» diceva in un video in dialetto siciliano, la candidata estimatrice di Bossi, ora a Palazzo Madama
...«SUGNU LEGHISTA» - «Sugnu leghista. Leghista da lega nodd. È bellissimo» diceva in dialetto. E per gli immigrati, in polemica con il centro di accoglienza di Lampedusa, proponeva l'accoglienza in mare...

Lo strepitoso successo della Lega
...Se non verranno presi provvedimenti in termini di sviluppo economico, salari, potere di acquisto e immigrazione, presto ci troveremo militanti della sinistra e non nelle piazze a protestare calorosamente. La gente è frustrata e insoddisfatta. Vedremo se saranno in grado di dare una svolta a questo Paese immobilizzato e attendista. Forza signori al lavoro.

Ha vinto Berlusconi: ma adesso non ci sono più alibi
Caro Beppe, Berlusconi ha vinto, viva Berlusconi... ..Coalizione amica degli Usa, con la Lega che ha tappezzato Milano di cartelloni con un capo indiano e la scritta «loro non hanno potuto controllare l’immigrazione e oggi vivono nelle riserve»

Berlusconi: chiuderemo le frontiere.
"Applicheremo la Bossi-Fini e chiuderemo le frontiere". Lo ha annunciato ieri Silvio Berlusconi, in conferenza stampa all'auditorium della Tecnica all'Eur. "Restitueremo ai Paesi del Mediterraneo gli extracomunitari che dalle loro sponde sono venuti da noi".

Il Governo Berlusconi dichiara guerra agli immigrati clandestini
Il pacchetto sicurezza che dovrebbe uscire dal primo Consiglio dei Ministri del governo Berlusconi sta facendo il giro di tutti i mezzi di informazione d'Europa.

Berlusconi: immigrazione clandestina non sara' reato, ma un'aggravante
"Il Parlamento e' sovrano e deciderà secondo coscienza e buon senso".

Governoberlusconi.it: al lavoro per mantenere gli impegni
Immigrazione clandestina -->
Espulsione stranieri irregolari...
I centro di permanenza temporanea...
Aggravante clandestinità...
Carcere e confisca casa per chi affitta a immigrati irregolari...
Restrizioni per i ricongiungimenti...
Verifica del reddito per poter soggiornare in Italia anche per i cittadini comunitari...
Il premier a Bengasi per l'intesa miliardaria sui risarcimenti
Berlusconi da Gheddafi, siglato l'accordo: «Uniti sull'immigrazione»
«Finiscono 40 anni di malintesi. Meno clandestini sulle nostre coste e più petrolio».

Conclusione:


Le migrazioni verso l’Italia
Immigrazione, il 2008 anno record
Boom di arrivi via mare, terra o aria. Le richieste di asilo sono già 40 mila (erano state 14 mila nel 2007)




domenica 20 luglio 2008

A cosa serve il ministero per il federalismo

Mi ero sempre chiesto in cosa consistesse esattamente il Ministero Delle Riforme Per Il Federalismo, invenzione dell'ultimo governo affidata al colorito Umberto Bossi, e quali fossero i compiti del dicastero. Fino a ieri pensavo che la specificità del ministro fosse partecipare ai tornei della Nazionale Padana. Da oggi ho scoperto che c'è ben altro ed ho colmato quest'altra lacuna.
Il ministro preposto ha tra i suoi compiti quello di sbeffeggiare l'Inno Nazionale, sollevando il dito medio mentre ne risuonano le note. Rimembrando le recenti disavventure sanitarie del simpatico statista è legittimo presupporre che potrebbe trattarsi di una paresi, considerata la frequenza con la quale viene colto sul fatto, ma illustri medici assicurano che non è così. Trattasi di reazione automatica al verso "che schiava di Roma iddio la creò". Una reazione che definirei addirittura tenera rispetto ai vecchi inviti di mettere il tricolore nel cesso. Evidentemente l'età avanza e non ci resta che sollevare il dito.
Il ministero ha inoltre cura di eliminare il professore terrone dalle sacre scuole nordiche.
Se il ministro Bossi avesse avuto, a suo tempo, professori meridionali, oserei dire che la protesta è più che legittima, considerato il risultato finale. Pare invece che l'offensiva sia scaturita solo perchè "un nostro ragazzo (il figlio di Bossi, n.d.r.) è stato 'bastonato' agli esami perché aveva portato una tesina su Carlo Cattaneo". Insomma il figliolo del ministro ha collezionato l'ennesima bocciatura, casus belli che reclama vendetta attraverso deportazione dell'intero corpo insegnante meridionale. Resta la forte curiosità di leggere una tesina che è costata una bocciatura (e neanche la prima) al figlio di un ministro della Repubblica.
Dal caso emerge chiaramente che l'insegnante meridionale, insolito essere senziente, non si lascia intimidire dallo status sociale del papà dell'esaminando, il che francamente in una scuola degna di questo nome è imperdonabile. Soprattutto considerando che si trattava di un liceo privato e religioso.
Ma per fortuna c'è cotanto ministro che metterà le cose a posto.

lunedì 10 marzo 2008

L'amore per i meridionali (Joseph)


Baciamo le mani, Don Joseph.
Mi stanno facendo girare i cabasisi e la minchia le dichiarazioni di un certo quaqquaraqquà politicante del continente settentrionale che ogni tanto minaccia di prendere i fucili e sparare contro una indefinita canaglia romana. Anche se mancu l'indendo quando parla intuisco un cetto disprezzo verso noi meridionali e verso quello Stato che gli pava pure lo stipendio frusciante, mentre il sottoscritto si spacca u mazzu notti i ghiuorni su un peschereccio per una manata di piccioli e paga pure le tasse. Pure si dici ca u ave duro pè mia conosce pocu u sticchiu, sennò nun sarebbe sempre così incazzosu. Ma il Vostro Principale nun po' fare nenti pè chistu malacarne?
Zu Toni da Acitrezza


Karo siculen,
anke se io non kapito pene tua letteren kredo di afere inteso senso ceneralen. Mio Principalen cià kvalke anno fa interessato lui, topo ke lui parlato malen ti Papa Karol. Principalen messo manen su sua testen per cercare ti cuarire lui, ma o non si sono kapiten pene o impresa al ti sopra ti sue possipilità, fatto sta ke situazione è tracikamente peccioraten. Ma kome tice nostro amiken Silfio, kvestione è ti poko ankoren.