
Cari camer... ehm, amici, siamo qui riuniti, in questa splendida piazza di Cavolate Sul Po, perchè voi siate i testimoni della partenza di una delle più grosse battaglie della Repubblica Federale Parademocratica Padana. Il direttivo del Partito Quasi Unico non è rimasto sordo al grido di dolore delle genti padane e quindi vi annuncio che l'ora delle decisioni irrevocabili è scoccata. La dichiarazione di guerra alle zanzare extracomunitarie è già stata inoltrata a chi di dovere! Basta con la terronissima e negher zanzara tigre!
La zanzara tigre giunge subdolamente dall'estero per rubare il lavoro alle più miti e docili zanzare nostrane, affamandole e facendone rischiare l'estinzione. Insomma basta, vogliamo essere padroni a casa nostra e vogliamo essere punti e dissanguati da chi diciamo noi, non da chi dicono loro! Stiamo oliando i kalashnikov con l'Autan!
Prove nelle nostre mani dimostrano senza tema di smentita che la zanzara tigre è giunta da noi dal mefitico oriente trasportata da negrieri rom senza scrupoli che si sono fatti pagare il viaggio a caro prezzo e poi, invece di farle sbarcare sulle coste di Lampedusa, le hanno abbandonate al loro destino in mezzo alla rigogliosa Val Padana.
Qui, nel produttivo nord, la zanzara tigre ha ben presto messo in crisi la simpatica zanzarella nostrana, l'operoso pappatacio, l'educato tafano, dimostrandosi molto aggressiva e fastidiosa. Infatti la zanzara tigre accetta di svolgere turni di lavoro lunghissimi a metà del sangue, operando soprattutto di giorno e all'aperto, mentre le povere zanzare padane, educatamente, facevano la loro comparsa esclusivamente di sera e nell'intimità delle nostre case, magari ronzandoci prima all'orecchio per avvertirci della loro presenza. Le tigre invece svolgono un lavoro terra terra, volando basso, a pochi centimetri dal suolo, e pungendo a tradimento soprattutto alle gambe e alle caviglie. Mentre la puntura della zanzarina padana passava quasi inosservata, la puntura della delinquente zanzara tigre provoca vistose bolle e pruriti particolarmente fastidiosi nelle persone più sensibili, contaminando così la purezza della nostra razza padana.
Amici, il nostro non è un discorso razzista, anche se i soliti detrattori di Roma Ladrona diranno il contrario. Noi siamo pronti ad accogliere tutte le zanzare che hanno voglia di rimboccarsi i pungiglioni e lavorare seriamente, senza insidiare le donne, le mogli e le figlie delle nostre zanzare e senza causare danni seri alla nostra salute. Noi abbiamo sempre accolto chi ha voglia di lavorare per quattro lire ma cacciamo a calci nel culo gli immigrati che rubano per vivere! Noi siamo per una regolamentazione dei flussi migratori della zanzara tigre, soprattutto di quelle che vengono nel nostro paese per fare le badanti alle anziane zanzarelle padane.
Insomma, Cavolesi, SI alle zanzare immigrate oneste. NO alle zanzare immigrate che delinquono. Se ci sono lavori duri che le zanzare italiane non vogliono più fare, tipo pungere gli onorevoli del PD sulle spiagge di Capalbio, è giusto dare la possibilità alle zanzare immigrate regolarmente di lavorare nel nostro paese. Al contrario non crediamo che sia giusto far entrare a casa nostra migliaia di zanzare che portano via il lavoro o addirittura delinquono. Le carceri padane sono già piene di zanzare straniere. Dove vogliamo arrivare? Spinte dalla fame, arrivano qui zanzare disposte a lavorare sempre più per meno e ad adattarsi di più. Così fa concorrenza al ribasso alle zanzare indigene.
E' un concetto facile, dovrebbe capirlo anche l'esemplare comunista!
Quindi, abitanti di Cavolate Sul Po, per il momento vi dico: fatevi pungere solo da zanzarelle padane, riducete alla fame le zanzare negher giunte a casa nostra contro ogni legge!







