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giovedì 18 febbraio 2010

Un bel calendario sul fascismo, finalmente!


Il bel signore che potete vedere della foto sopra è Luigi Celori, candidato alla Regione Lazio per il partito dell'amore. Celori sta facendo discutere perchè circola un calendario promozionale, a sostegno della sua candidatura, dedicato a Benito Mussolini ed ai suoi gloriosi anni di governo. Il candidato, una volta scoppiato il fattaccio, ha cercato di minimizzare e di scaricare le responsabilità su ipotetici amici innominabili. Non tema Celori, in Italia (meno male che Silvio c'è...) il reato di apologia del fascismo è stato dimenticato. Persino l'applicazione iMussolini per iPhone è stata rimossa non per il reato suddetto ma solo perchè usava filmati dell'istituo Luce senza i relativi permessi. Nelle edicole di tutto il paese si possono trovare ben esposti calendari col grugno del dittatore Mussolini ben in evidenza. Una volta ci si masturbava coi calendari di Sabrina Ferilli o Alessia Marcuzzi; a destra, dove sono ben posizionati solo uomini tutti d'un pezzo, preferiscono il torace bianchiccio e la panza a botte di Mussolini per i propri turbamenti nell'intimità del bagno. Liberissimi di farlo, non contesto le loro esigenze.

L'unica cosa sulla quale ho da ridire, semmai, è che il calendario di Celori, come tutti gli altri che circolano in Italia, peccano d'incompletezza. Per questo mi permetto di suggerire alcuni scatti che potrebbero arricchire le future edizioni dei loro lunari.

GENNAIO
Nel mese dei saldi potrebbe giovare per esempio ricordare ai commercianti che non sono tenuti a vendere la propria merce a chiunque: ebrei, rom, negher, froci, possono anche restare fuori dalla porta a salivare sulle vetrine.

FEBBRAIO
In uno dei mesi più freddi può scaldare il cuore ricordare che i sinistri oppositori del Duce non avevano vita facile, e che spesso non avevano affatto vita, non come oggi che la mollezza dei tempi permette loro persino di fare i bagni di mare a Capalbio e, in febbraio, di andare a Sanremo con le pargole. Può giovare riportare i ritratti di Antonio Gramsci e di Giacomo Matteotti.

MARZO
Con l'arrivo della primavera il fascista perfetto, tra libro e moschetto, ricomincia le attività all'aperto per tonificare corpo e spirito. Una delle iniziative più operose era quella di far visita agli oppositori del regime. All'uopo ricordiamo la Camera Confederale del Lavoro di Bologna, visitata da una comitiva di camerati sulla via del ritorno della pasquetta fuori porta.

APRILE
Aprile dolce dormire. Ma l'indomito fascista non dorme, checchè! Anzi persegue le attività che più lo esaltano. Per esempio far visita alla Casa del Popolo di Carlasco Lomellina.

MAGGIO
Maggio, il mese delle rose. Ma il fascista perfetto non è una mammoletta e l'unico fiore che coglie è quello della femmina subalterna e prona (o supina) ai desideri del virile e rude camerata. La stessa famiglia Mussolini offre la sua quota di femminilità alla Causa!

GIUGNO
Come ricordato dal Presidente Berlusconi ("Mussolini gli oppositori li mandava in villeggiatura"), con l'arrivo della stagione calda i fasci di combattimento hanno predisposto salubri colonie estive per i figli della lupa ma soprattutto, e qui sta la bontà del nostro Duce, per gli sporchi disfattisti. Nella foto un esempio di villaggio vacanze italiano, molto più accogliente e confortevole dei rudi campi dell'alleato germanico.

LUGLIO
Per le vacanze il Duce ha fatto costruire stabilimenti balneari, invidia di tutto il mondo civile, provvisti di cabine in legno, rinfrescanti e senza concessioni alla vanità. Quelle per gli ebrei erano provviste di ruote: potevano essere agganciate direttamente a locomotive e trasportate in Germania o in Polonia, per proficui scambi culturali.

AGOSTO
I figli della Lupa che ad agosto rientravano dalle confortevoli campagne nordeuropee, temprati nel fisico, diventavano l'invidia dei polentoni che avevano preferito restare tra i confini della Patria: una efficace dieta a base di duro e virile lavoro è il miglior rimedio contro le mollezze di una vita decadente.

SETTEMBRE
Alla riapertura delle scuole ritornano sui banchi i concetti di Dio, Patria, Famiglia. Ai giovani virgulti, futuri dirigenti degli anni ruggenti, si somministrano edificanti letture che seminano idee positive.

OTTOBRE
Il Duce non insegna solo alle giovani leve ma anche ai già formati genitori. Il concetto è il non attaccamento alle cose terrene, l'esaltazione dello spirito di sacrificio e dell'amor patrio. Come testimonianza d'affetto e di abnegazione chiede il sacrificio della rinuncia al rame e all'oro. Qui si fa l'Italia, mica pugnette!

NOVEMBRE
Il sacrificio è investimento. Il Duce promette che l'offerta elargita spontaneamente tornerà indietro decuplicata: nostri saranno i possedimenti nordafricani, ma anche le ricchezze delle plutocrazie occidentali: prenderemo il the a Trafalgar Square e passeggeremo addentando croccantini alla nocciola sugli Champs-Elysée. Vincere! E vinceremo!

DICEMBRE
Vabbè, non abbiamo vinto, stavolta è andata male, ma l'importante non è vincere quanto piuttosto trovare sempre nuovi coglioni che credano alle nostre stronzate e si facciano inturgidire l'uccello con l'epica dell'italianità forte, col disprezzo del diverso, con l'unità verso una minaccia inesistente ma incombente. In questo modo possiamo produrre leggi speciali che ci consentano di fare il nostro comodo, arricchendoci come dannati, e lasciando i poveracci sempre più col culo per terra. Per fortuna in Italia il materiale non manca. Decerebrati disposti a credere a qualunque pagliacciata nascono ogni giorno. La prossima volta, promettiamo, Vinceremo!

(18/2/2010)

venerdì 29 gennaio 2010

Fascisti su Apple

Lo confesso, sono un fan dei prodotti Apple. Uso un portatile Mac, ascolto musica solo con iPod ed il mio cellulare è un iPhone. Trovo che i prodotti Apple funzionino meglio di qualunque altro analogo, ed una volta entrati nel mondo Mac non si può tornare indietro.

iPhone ha un successo enorme non solo perchè consente di avere sempre con se mail e internet con una comodità d'uso che al confronto il Blackberry sembra pensato da mister Neanderthal, ma anche perchè offre migliaia di applicazioni, dal giochino più stupido al navigatore satellitare, gratis. Certo, le applicazioni più elaborate sono a pagamento, ma la maggior parte hanno un prezzo che si aggira sui 79 centesimi. Fusaje, direbbero a Roma. La maggior parte delle applicazioni non sono sviluppate direttamente da Apple, ma Apple consente a chiunque di poter sviluppare applicazioni per poi poterle vendere attraverso il loro App Store.

Proprio a chiunque. Anche a Luigi Marino.
Qui vengono le dolenti note. Stamattina consultavo la classifica delle applicazioni più scaricate, e guardate cosa trovo al primo posto tra quelle a pagamento:


Le spiegazioni riportano che l'applicazione (un archivio di discorsi del sanguinario dittatore Benito Mussolini) ha solo lo scopo di rappresentare uno strumento di divulgazione storica, non inneggia certo ai fasti del fascismo. Spiegazione stiracchiata, soprattutto se si leggono i commenti che lasciano le persone che l'hanno acquistata con entusiasmo:




A questo punto mi indigno ed uso lo strumento di segnalazione che lo App Store offre: esprimo tutta la mia contrarietà ad applicazioni del genere e li minaccio di denuncia di apologia del fascismo, ammesso che in Italia, oggi, quella norma del codice penale abbia ancora un minimo significato.

La mia sola segnalazione non ha valore, bisogna che le proteste siano molte, ed arrabbiate. Bisogna minacciare Apple laddove è più sensibile, ovvero il portafogli: minacciarli che non si acquisterà mai più prodotti col loro marchio se applicazioni del genere non saranno rimosse dal loro negozio on line. Chi ha un iPhone può farlo semplicemente cercando l'applicazione in oggetto e cliccando su Segnala. Chi non ha l'iPhone può scrivere direttamente alla Apple utilizzando questo form o chiamare lo store telefonico (numero verde 800 554 533). Non vorrei, che a causa di certi figuri, Mac non fosse più l'abbreviazione di MacIntosh ma diventasse quella di Macabro! Facciamoci sentire!
PASSAPAROLA!

lunedì 24 novembre 2008

Chiamami Benito, sarò il tuo comunista!


Vincenzo Mancusi, segretario regionale lucano del partitello fascista Movimento Sociale - Fiamma Tricolore, ha lanciato un'originale iniziativa (originale almeno per questo ventunesimo secolo): qualunque bambino nato nel 2009 nei comuni di Calvera, Carbone, Cersosimo, Fardella e S. Paolo Albanese che vedesse appiopparsi i nomi Benito o Rachele, riceverà un premio di 1500 euro. Il buon Mancusi sostiene di aver lanciato l'iniziativa per combattere concretamente lo spopolamento del territorio, fertilissimo solo di emigranti, ed il calo della natalità.

Sempre secondo Mancusi, l'iniziativa incontrerà il favore dei suoi conterranei perchè, in fin dei conti, si tratta di due nomi simpatici. Dev'essere infatti uno spasso vedersi dare il nome di un dittatore responsabile della morte di almeno un milione di persone in Italia e fuori, soprattutto con le sue guerre, che usò gas venefici contro arabi ed africani, commise un genocidio nei Balcani ed eliminò almeno 7000 ebrei.

Spero nei corsi e ricorsi storici: il fascistissimo dittatore Mussolini fu chiamato dal suo anarchico padre Benito in onore del celebre leader rivoluzionario, combattente per la libertà, riformista, anticlericale e poi presidente del Messico (nonostante gli intrighi dei reazionari regni europei), Benito Juarez. Allo stesso modo spero che chi finisca per chiamarsi Benito in memoria del fascistissimo duce possa diventare un comunista paladino delle istituzioni repubblicane, alla faccia delle idee dei genitori e dell'elemosina che ne ha determinato il nome.