venerdì 9 febbraio 2007

Claudio Baglioni: l'incidente automobilistico del 1990



Quando nasce l'uomo è tenero e debole;
quando muore è duro e rigido.
I diecimila esseri, piante e alberi,
durante lavita sono teneri e fragili;
quando muoiono sono
secchi ed appassiti.
Perchè ciò che è duro e forte
è servo della morte;
ciò che è tenero e debole
è servo della vita.
(Pier Vittorio Tondelli - "Biglietti Agli Amici")








In questi giorni molti cuori stanno trepidando per la vita attaccata ad un filo di una baglioniana rimasto vittima di un incidente stradale per il quale non aveva nessuna colpa se non quella di essere nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Chi segue Baglioni da almeno sedici anni starà rivivendo momenti già trascorsi a partire dal 3 novembre 1990, quando Claudio uscì di strada con la sua Porche ferendosi seriamente, anche se per fortuna la sua vita non è mai stata in pericolo. Episodi del genere hanno lo sconvolgente potere di spegnere la luce dorata che illumina il mondo fatato dello spettacolo, nel caso particolare della canzone, per riportare il tutto ad una dimensione comune, di umana fragilità. Ci rendemmo conto forse solo in quell'istante, incredibilmente, che anche coloro che vivono una spanna al di sopra degli altri, circondati dall'amore di milioni di fans, sono esseri comuni, umani, fragili, tristemente mortali. Teneri e deboli, come direbbe lo scrittore Tondelli, anch'esso morto tragicamente a soli 36 anni.
Ma cosa accadde esattamente a Baglioni nei primi giorni di quel novembre 1990?
3 novembre 1990. Tarda serata. Così raccontano le cronache, ricostruendo l'incidente. In realtà l'episodio si svolge alle tre del mattino del 4 novembre. Claudio Baglioni è alla guida della sua Porche nera comprata da poco e sta percorrendo via della Camilluccia a Roma. Sta raggiungendo casa sua, situata pochi metri più avanti.
E' un posto esclusivo, via della Camilluccia, paradisiaco angolo di Monte Mario. Baglioni è forse il personaggio più importante che vi risieda ma divide il quartiere con colleghi come Renato Zero, Gianni Morandi, Stefano D'Orazio dei Pooh, col grande Alberto Sordi, con ambasciate estere. Piove forte. Il fondo stradale è viscido, melmoso. Forse Claudio corre troppo, ansioso com'è di tornare a casa dopo l'ennesima riunione di lavoro che precede l'uscita del disco che si rivelerà il più importante della sua vita, quell'Oltre che sarà nei negozi il 17 novembre. Forse è semplicemente una beffa del destino che vuole ulteriormente complicare la realizzazione di un prodotto discografico sofferto come nessun altro e dalla gestazione lunghissima.
C'è una curva, la più pericolosa della strada. Dall'altro senso sopraggiunge un auto con gli abbaglianti puntati sul cantante. Claudio non vede più nulla, esce di strada, l'auto ruota su se stessa, il guidatore perde il controllo e la vettura si ferma in uno schianto contro il muro di una villa. Si tratta di Villa Fendi, residenza di Anna Fendi, una delle sorelle stiliste di fama mondiale. Qualche giorno dopo Claudio avrà la forza di scherzare su quell'impatto sostenendo che sul muro si era prodotta una Fendi-tura (nella foto di lato potete vedere la Porche di Claudio incidentata).
Claudio non indossa la cintura di sicurezza, nell'urto sbatte col viso violentemente sul parabrezza, si produce numerose ferite al viso, alle labbra, alla lingua, alle mani. Il colpo di frusta è notevole, anche la schiena ed il collo ricevono un impatto violentissimo. Claudio perde conoscenza per qualche istante ma ha la forza di ridestarsi e di aggrapparsi al telefono cellulare per chiamare un fraterno amico che per fortuna accorre in pochi istanti e lo accompagna alla clinica Quisisana dei Parioli, a poche centinaia di metri dal luogo dell'incidente e dall'abitazione del cantante.
Al medico di turno le condizioni di Claudio appaiono subito serie: la lingua soprattutto presenta un taglio di circa otto centimetri che la trapassa quasi completamente, dividendola in due. Claudio è disperato, vede la sua carriera chiudersi bruscamente per l'impossibilità di continuare a cantare. Chiede che i suoi famigliari non siano avvertiti subito, non vuole svegliare nessuno, non vuole creare panico. Il chirurgo sutura la ferita alla lingua con otto punti, otto fili di catgut sui quali Claudio vede appeso il suo futuro di cantante.
Alle sei del mattino il giornale radio da la notizia dell'incidente. I parenti di Claudio hanno saputo tutto solo pochi minuti prima. In una manciata di ore il tam tam fa il giro d'Italia. In clinica cominciano ad arrivare centinaia di telefonate di fans in apprensione per la salute di Baglioni. La centralinista è impreparata ad una tale mole di lavoro, non sa cosa rispondere, si chiude dietro il riserbo più assoluto. Sul posto arrivano i genitori di Claudio ed anche Paola Massari, dalla quale si era separato da poco tempo in gran segreto, esattamente come in gran segreto l'aveva sposata 17 anni prima.
Claudio è confortato dalla presenza delle persone più care ma i fortissimi dolori alle mani, alla schiena ed alla lingua sono un tormento. In clinica, accompagnato dalla madre, arriva anche Giovanni, che ha otto anni. "Come stai?" Gli chiede Claudio in un soffio. "Come stai tu?" Ribatte subito il bambino.
A poche ore dall'incidente, in seguito a tutti gli accertamenti diagnostici possibili, tac compresa, le condizioni del cantante appaiono più rassicuranti ed il primario della clinica Domenico Di Virgilio supportato dal chirurgo plastico Giuseppe Gensini redigono un bollettino medico da diffondere alla stampa col quale sciolgono ogni prognosi:

Roma, 4 novembre 1990
Quisisana s.r.l.
Bollettino Medico
Le condizioni cliniche del sig. Baglioni Claudio, ulteriormente migliorate nel corso della notte, sono più che soddisfacenti e tali da far prevedere un completo recupero anche ai fini della sua attività artistica.
Firmato
Dott. Giuseppe Gensini, chirurgo plastico
Prof. Domenico Di Virgilio, primario medico internista.

Nel corso del pomeriggio le ragazze di Domenica In (era la versione di Gianni Boncompagni, quella tutte ragazzine alla Non E' La Rai) augurano in diretta a Claudio di guarire presto. Claudio si commuove.
Nei giorni immediatamente successivi il profondo taglio alla lingua è ulteriormente ridotto grazie ad un intervento col laser, così come le ferite al viso sono "addolcite" sempre grazie all'ausilio di nuove tecniche di chirurgia plastica. I dolori si riducono lentamente. Dalla crisi profonda nella quale Claudio è sprofondato riemerge lentamente grazie alla presenza costante delle persone più importanti: i parenti e gli amici più cari dentro la clinica, i fans più affezionato fuori i cancelli impenetrabili della struttura. Questi ultimi non perdono occasione di far giungere a Claudio le loro voci con cori improvvisati sulle note dei sui brani più famosi. La stanza del cantante si riempie di regali: tanti fiori, tantissimi pelouche.
Il desiderio di ristabilirsi e l'avvicinarsi di appuntamenti importanti fanno il miracolo. Qualche anno prima, nel corso di una festa in casa dell'avvocato Giorgio Assumma, legale ed amico di Claudio e di molti altri nomi dello spettacolo, Baglioni promette a Maurizio Costanzo che avrebbe presentato il nuovo album nella sua trasmissione notturna. Sono passati anni da quella promessa ma Claudio non intende venir meno alla parola data. Il giorno 15 novembre alle 15 del pomeriggio , a soli 11 giorni dall'incidente, Claudio Baglioni si presenta nel teatro Parioli per la registrazione del Maurizio Costanzo Show. E' visibilmente provato, molto dimagrito, parla ancora a fatica, ma ha mantenuto una promessa. Sembra voler dire, con cinque anni di anticipo: io sono vivo e sono qui. Il cammino ricomincia da lì.
Come direbbe lo stesso Costanzo: il resto è vita.

4 commenti:

Luigi Mariano ha detto...

Grande, ricordo tutto.
OLTRE è stato un capolavoro

Anonimo ha detto...

Ecco allora perché si è fatto la plastica facciale :-o

Concita ha detto...

Qualcuno può parlare dei suoi contatti con CL? L'ho saputo e sono rimasta sconvolta:(

Concita ha detto...

Qualcuno può parlare dei suoi contatti con CL? L'ho saputo e sono rimasta sconvolta:(