domenica 25 marzo 2007

Claudio Baglioni a Pomigliano D'Arco - 1997



Ho uno zio che si chiama Gianni ed è un pensionato dell'Alfa Romeo di Pomigliano D'Arco, vicino Napoli. Se avete comprato un'Alfa Romeo fino a 2-3 anni fa ed era stata verniciata alla perfezione potrebbe essere stato merito suo, sappiatelo. Mio zio conosce bene la mia grande passione per Claudio Baglioni e grazie ai non troppi anni di differenza che ci dividono l'ha anche discretamente assecondata; tra le altre cose fu lui a regalarmi i soldi che mi servirono per il mio primo concerto di Claudio, nel 1985.
Sono i primi giorni dell'ottobre 1997 quando viene da me con una busta da lettera bianca intestata alla sua azienda. Dentro c'è un pieghevole di cartoncino rosso che riporta sulla facciata il simbolo tondo con al centro la biscia arrotolata dell'Alfa Romeo. E’ un invito per una festa che si sarebbe tenuta il 18 ed il 19 ottobre allo stabilimento di Pomigliano per celebrare i 25 anni di attività dell'azienda. Per l'occasione ci sarebbe stata anche la presentazione del nuovo modello, l’Alfa 156. Lo guardo con un'aria tra il perplesso e lo schifato. "Che ci faccio con st'invito?" Gli chiedo. "Vuoi che vada fino a Pomigliano per un panino, una cocacola e per dare un'occhiata ad una macchina nuova?" "Leggi bene dentro." Mi risponde con uno strano luccichio negli occhi. Apro il cartoncino e leggo il calendario degli appuntamenti che avrebbero scandito la "due giorni" in azienda: gara podistica, gara ciclistica, sbandieratori e trombonieri, gara automodelli, campo scout, torneo di calcio, concerto di Claudio Baglioni, torneo di tiro al piattell.... EH??? Torno indietro con lo sguardo senza credere ai miei occhi. E’ proprio così: 18 ottobre 1997, ore 21, Claudio Baglioni in concerto, presenta Barbara D'Urso.... Non posso credere che Baglioni abbia accettato di esibirsi in concerto al di fuori di qualunque altro contesto live: non ci sono tourneè in svolgimento nè se ne progettano altre. Si tratta di una esibizione unica, certamente salatamente prezzolata, ma irrinunciabile.
Ed eccomi lì, la sera del 18 ottobre, all'Alfa Romeo di Pomigliano, con l'invito del caro zietto ben stretto nella mano ed esteso ad altri amici fortemente baglioniani come il sottoscritto. Ci sono Veronica & Peppe, lei amica fin dalle scuole superiori e tutt’ora organizzatrice di succulente cene nel suo casale di campagna; Peppe, all’epoca suo fidanzato ed oggi marito, nostra vittima sacrificale per scorribande in giro per la Campania alla ricerca di serate e concerti. L'enorme parcheggio dello stabilimento è stato trasformato in un teatro open space con in fondo un elegante palcoscenico affiancato da un maxischermo elettronico. Lungo la piazzola sono state strategicamente disposte alcune Alfa 156 su baldacchini lussuosi, quasi a voler dire: cari Fantoz..., ehm, cari operai, se volete che l'azienda prosperi cominciate voi a comprare le auto che avete fabbricato! Per mio zio, che non ha mai avuto neanche la patente, resistere alla tentazione è molto semplice. E’ orgoglioso per la splendida auto ma a comprarla non ci pensa neppure.

Man mano che si avvicina l'ora del concerto lo spazio si va sempre più riempiendo di gente al punto che comincio a pensare che non sia possibile che si tratti semplicemente dei dipendenti e delle rispettive famiglie: i controlli ai cancelli sono semplicemente ridicoli e gli imbucati sono praticamente il doppio dei possessori di regolare invito. Del resto è interesse dell’Alfa che più persone possibili assistano alla presentazione dell’auto. Quando vedo infilarsi dentro un gruppetto di ragazze con uno striscione coi colori del Clab, il fan club ufficiale di Claudio Baglioni, comincio a sperare che anche per stasera Baglioni possa avere un pubblico di veri estimatori e non solo di persone che avendo un parente in azienda hanno trovato il modo di trascorrere il sabato sera in allegria.


Alle 20.30, secondo copione, Barbara D'Urso, in decolleté ai limiti del codice penale e con un abito rosa carne creato apposta per non far capire dove termini la stoffa e cominci la sua pelle, inizia la presentazione del nuovo modello 156 dando la parola ai vertici dell'azienda, ai progettisti e agli ingegneri che magnificano le qualità dell'auto in una sorta di orgasmo spontaneo collettivo. Uno dei dirigenti quasi consuma un amplesso sul posto con la macchina. La carezza e si eccita.

Le lancette degli orologi si avvicinano alle 21 e il pubblico comincia a far notare il proprio cortese desiderio che il megaspot dell'auto finisca (ma non si è lì per quello?) e che forse bisogni far comparire quel certo cantante sul palco.

Alle 21 in punto Barbara D'Urso, con la sua proverbiale simpatia, riesce a liquidare tutto il consiglio di amministrazione e finalmente Claudio Baglioni, col suo lungo cappottone di pelle nera, la tammorra coi nastri colorati che gli fa compagnia sulla copertina di Attori E Spettatori, e preceduto dai soli Paolo Gianolio, Paolo Costa ed Elio Rivagli, già alle rispettive postazioni, compare sul palco con in sottofondo il tappeto di batteria che introduce Strada Facendo. Si comprende subito che la D'Urso farebbe a Claudio quello che il dirigente di poco prima faceva alla sua auto ma è costretta a farsi da parte. Brevissimi saluti, giusto un ammiccamento col capo, e finalmente il microfono diviene proprietà di chi ne può fare strumento d'arte. Con l'iniziale Strada Facendo si intuisce subito che Claudio è in gran forma, sa di non trovarsi di fronte ad un pubblico di fans e che deve conquistare tutti col suo talento. Inoltre la formazione ridotta lo obbliga a soluzioni musicali più essenziali (Rivagli è alla batteria elettronica, Gianolio si divide tra le sue tante chitarre ed una tastiera, Paolo Costa impugna il basso elettrico ma ha con se anche il contrabbasso, Claudio è in piedi dietro una seconda tastiera) che rendono i brani più immediati e freschi. A Claudio sono concesse due ore sole e decide di non sprecare neanche un minuto, dopo i saluti di rito è tutta una catena ininterrotta di canzoni, c'è spazio per pochissime parole in questa serata di note. Io sono posizionato strategicamente su una specie di marciapiede ed il mio punto di vista è leggermente più alto di quello della maggior parte del pubblico; il mio sguardo ogni tanto corre sulla marea di teste della gente e mi rendo conto che siamo certamente in più di 10.000, neanche se ci fossero state le affissioni per la città saremmo arrivati in così tanti. I clabber con lo striscione guadagnano le prime posizioni sotto le transenne e fanno sentire tutto il loro entusiasmo a Claudio, che ricambia spiegando la sua voce senza fare economie. Dopo Strada Facendo è la volta di Io Me Ne Andrei, più dura ed arrabbiata del solito, tutta tamburi e chitarre elettriche. La gente inizia a cantare in coro, anche le signore di una certa età si impegnano e dove non arriva la memoria del testo giunge l'entusiasmo. Il controcanto del ritornello è appannaggio unico del pubblico.

Il brano termina in un rullare di percussioni di Rivagli e, dopo un urletto alla Michael Jackson, Claudio concede alcune delle poche parole che dispenserà durante la serata: "Buonasera e bellissima sera a tutti. Bellissima perchè sia bellissima, perchè anche noi questa sera abbiamo la voglia di iniziare una nuova storia. Stasera inizia una nuova storia, quella per la quale voi siete qui ed avete ascoltato fino adesso, ed anche noi vogliamo dare il nostro piccolo aiuto tagliando un ideale nastro d'inaugurazione per una nuova partenza. Anche noi daremo il via ad una prossima stagione, a prossimi viaggi." Insomma un modo elegante per giustificare la propria presenza in questa occasione, con l'abilità di non nominare il prodotto che è presentato, e per introdurre il pezzo successivo: Dagli Il Via, che scalda ulteriormente il parterre.

Claudio resta solo dietro la sua tastiera e con le parole :"...e allora per una nascita... ce ne sono altre che riempiono le vite e che poi ti accompagnano per sempre..." presenta Avrai, che canta con l'intensità che gli è solita in queste occasioni. Alla fine il pubblico gli tributa un'ovazione ed il suo "Grazie infinite" da qualcuno meno attento viene scambiato per un "grazie, è finita." e partono le lamentele per la brevità del concerto! Claudio non se ne accorge neppure, preso com'è dall'attacco raffinatissimo di Quante Volte, a cui segue Vivi con un arrangiamento strutturato esclusivamente sulle tastiere, tenendo le percussioni in secondo piano. Claudio si emoziona, dimentica qualche parola ma rende la sua interpretazione ancora più genuina.

La chitarra di Gianolio ritorna protagonista con la successiva Quanto Ti Voglio, alla quale segue una Domani Mai nel nuovo arrangiamento lentissimo. Segue una rabbiosa Noi No, con batteria in forte evidenza. Claudio imbraccia la chitarra acustica per il pezzo successivo ma la carica del pubblico non trova pace e sfocia in una spontanea O' Surdato Nammurato. "Oi vita, oi vita mia, oi core 'e chistu core, sì stato 'o primmo ammore e 'o primmo e l'urdemo sarai pè mmè..." canta Claudio accompagnandosi alla chitarra, producendosi in un finale da tenore lirico.

La chitarra gli serve per cantare tutto da solo una dolcissima versione di Poster, al termine della quale viene raggiunto di nuovo dai suoi fidi musicisti. "Vorrei presentarvi, di ritorno, i musicisti. Questa sera c'è al basso e contrabbasso elettrico Paolo Costa. Alla batteria grande, alla batteria piccola ed alla nipote di tutte le batterie (ridacchia) c'è Elio Rivagli. Alle chitarre, alle sequenze c'è il signor Paolo Gianolio." Al grido ripetuto di "Aiò! Aiò!" parte una scatenata versione di Dov'è Dov'è, per la quale Claudio imbraccia una tastiera a tracolla e si produce anche nella divertente imitazione di tutte le voci "estranee" del brano ("...spesso non c'era e non parlava mai....", etc.).

Il ritmo ormai la fa da padrone, neanche due secondi di indugi e sono fuori i campionamenti di E Adesso La Pubblicità. Il brano non pare risentire affatto dell'esiguità della band, tanto i musicisti si adoperano per la massima resa del pezzo, e nel botta e risposta finale tra Claudio ed il pubblico non sembra di stare in un'occasione "famigliare" ma in uno stadio. La risposta del pubblico, in termini di entusiasmo, agli accordi iniziali di Mille Giorni Di Te E Di Me mi conferma una volta in più che questo brano è entrato nel cuore del pubblico italiano medio esattamente come Questo Piccolo Grande Amore, al punto che la voce di Baglioni, per quanto in grande spolvero, è quasi sopraffatta dai cori di tutto il pubblico. Infatti alla fine del brano Claudio commenta scherzando: "grazie infinite, grazie.... io vorrei capire chi è che scrive queste canzoni che non ce la facciamo mai a cantare..." ma ridiventa subito serio introducendo il pezzo seguente: "c'è una canzone le cui parole non sono state scritte da me e che sono parole che appartengono a una poesia del 1917. Sono del dialetto della mia città. Credo che qualsiasi dialetto possa essere captato contro questa grande sciocchezza che gli uomini continuano a commettere anche ai nostri giorni." Il brano è ovviamente Ninna Nanna Nanna Ninna, dalla poesia di Trilussa “Ninna Nanna Di Guerra”, grazie alla cui esecuzione Elio Rivagli ha l'occasione di mettere in evidenza tutto il proprio talento di batterista e percussionista dimostrando che per una sera può fare a meno dell'ausilio del collega Gavin Harrison nella conduzione ritmica della band di Baglioni.

A Ninna Nanna segue subito una stringatissima versione di Via, tutta basata sugli ossessivi accordi di chitarra di Paolone Gianolio. Il concerto si avvia alla fine e Claudio spiega la voce senza economia, urlando tutto il suo malessere: "ma perchè hai fatto il mondo così triste, Dio....", ed il pubblico, ormai completamente convertito al "baglionesimo", è come un coro di una voce sola. Alla fine del brano Claudio è ansante ma non perde tempo per introdurre ciò che sta per arrivare: "Ah... si è fatto tardi, eh?" Urliamo tutti disperatamente di no. "No??" Scherzando scopre il polso come per guardare l'ora ma si accorge di non aver messo l'orologio. "Oddio, mi hanno fregato l'orologio..." commenta ridacchiando, e qualcuno del pubblico scherza allo stesso modo: "Che vuoi dì, che è perchè stiamo a Napoli?" Claudio approfitta della gag sull'orologio per concludere il pensiero sul tempo che passa: "Ci sono delle canzoni che segnano il calendario del tempo ed allora si tende, come in ogni buon calendario.... (ansimando ancora) oddio che fiatone... a metterle una dietro l'altra come proviamo a farlo anche questa sera. Grazie per la vostra assistenza!"

In un medley snocciola una dietro l'altra Amore Bello, E Tu, Solo, Sabato Pomeriggio ed E Tu Come Stai. Il concerto sembra ormai alla fine, un rullare impetuoso da il via a La Vita E' Adesso che è salutata con il solito entusiasmo e Claudio regala al pubblico un finale spasmodico. Sembriamo rassegnati a vederlo andar via ma arrivano le note del nuovo arrangiamento di Questo Piccolo Grande Amore, quello che verrà immortalato su Attori E Spettatori, ed il pubblico che non aveva avuto occasione di seguire il Tour Giallo resta inizialmente spiazzato, salvo accodarsi al coro e recuperando subito familiarità con la canzone italiana più amata.

Al termine del brano arrivano i saluti definitivi: "Io penso che data l'età dei miei musicisti è il momento in cui io devo portarli a letto a nanna perchè non so quanto resisterebbero ancora, è parecchio che girano per le strade d'Italia. Però voglio dirvi che, anche se è stata provata un pò all'ultimo momento, che è stata ugualmente una bellissima ulteriore.... ancora una volta... notte di note. Grazie infinite a tutti e che il cielo vi benedica... che il cielo vi conservi, buona notte."

Il buonasera in musica arriva con Io Sono Qui, l'unico brano tratto dall'ultimo, per l'epoca, album di Claudio. Gli spettatori sono entusiasti di fronte all'esecuzione perfetta del brano e Claudio alla fine della canzone, sulle note registrate di Titoli Di Coda in versione strumentale, che fa da ideale sigla finale, guadagna le quinte a fatica, tante volte è richiamato in scena per salutare.
Andiamo via da Pomigliano soddisfatti, paghi di un'ulteriore splendida notte di note, con la certezza che un artista è davvero grande anche quando pur esibendosi in occasioni esclusivamente commerciali, a fini puramente promozionali come questa, riesce a mantenere altissima la qualità della sua proposta musicale, offrendo addirittura qualcosa di nuovo e diverso rispetto alla consuetudine di un normale giro di concerti. In questo caso Claudio ci è riuscito, come sempre del resto. Per questo non possiamo fare a meno di ringraziarlo ogni volta, così come in questo caso devo ringraziare anche Zio Gianni, senza il cui invito questo pezzo non sarebbe mai stato scritto.
(25/3/2007)

1 commento:

Anonimo ha detto...

c'ero anch'io...chissà se qualcuno ha il video di quella serata...